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Cultura > Arte > 19 Giugno 2012

Nei nuovi spazi di Casa Zanussi la mostra-tributo in ricordo di Othmar Barth

Othmar Barth

Pordenone (PN) - Si apre venerdì 22 giugno, alle 18.30 presso i Nuovi Spazi di Casa Zanussi a Pordenone, la mostra-tributo itinerante dedicata alla figura di Othmar Barth, grande protagonista dell’architettura italiana del Novecento, scomparso nel 2010 e artefice dell’articolato progetto che, gli scorsi decenni, cambiava lo scenario e il colpo d’occhio sul lungo Noncello a Pordenone, dove trova da allora collocazione il Centro Diocesano di Attività Pastorali con il Vescovado, gli Uffici della Curia, la Biblioteca, gli Archivi e il Museo Diocesano.

La mostra, ideata e realizzata dalla redazione della rivista "Turrisbabel" e dalla Fondazione Ordine degli Architetti di Bolzano, è organizzata dall’associazione culturale La Città Complessa in collaborazione con il Centro Iniziative Culturali Pordenone e sarà visitabile fino al 21 luglio 2012, da lunedì a venerdì dalle 16 alle 19, sabato dalle 16 alle 18.

Othmar Barth, classe 1927, è annoverato fra i più importanti architetti italiani contemporanei ed è stato il maestro di molte generazioni di architetti sudtirolesi grazie alla lunga carriera didattica all’Università di Innsbruck. La mostra di Pordenone nasce dal progetto della rivista "Turrisbabel", che ha promosso una campagna fotografica delle opere progettate dall’architetto. Il risultato di queste ricognizioni fotografiche è stato pubblicato in un numero speciale di "Turrisbabel" stampato nel 2011, a un anno dalla scomparsa di Barth, e nei primi 25 anni di vita della rivista. Il corpus dei pannelli fotografici, insieme a numerosi modelli delle opere realizzate da Barth, comporranno il materiale completo della mostra che, dopo la presenza a Pordenone, si trasferirà in altre città del nord Italia.

Othmar Barth trascorre i primi anni dell’infanzia a Bressanone e svolge il suo apprendistato, inevitabilmente, nella falegnameria del padre ebanista e scultore. Quello che sempre lo distingue nel percorso degli studi è una spiccata predisposizione per il disegno e le arti applicate. Dopo la laurea in architettura presso l’Università di Graz, trascorre un breve periodo a Roma e dal 1955 inizia la sua vera attività professionale. Progetta e realizza numerosissimi edifici pubblici e privati disseminati in vari punti della provincia altoatesina. Chiamato come professore alla Facoltà tecnica dell’Università di Innsbruck, continua però a vivere e lavorare a Bressanone, che rimane sempre il suo punto di riferimento.

Il Centro Diocesano di Attività Pastorali, in via Revedole, è una grande struttura di 32mila metri cubi, moderna e funzionale, inaugurata a Concordia il 4 giugno 1989 dal Card. Marco Cé, Patriarca di Venezia, nell'ambito delle celebrazioni pastorale e culturali per il XVI Centenario della prima Cattedrale. Nel corpo centrale della costruzione trovano adeguata sistemazione l'Episcopio, gli Uffici di Curia e di alcune Associazioni cattoliche, nell’ala nord-est il Settimanale diocesano, nell’ala sud-est la Biblioteca, gli Archivi e il Museo diocesano. Al centro sorge la Chiesa dedicata a Maria SS.ma Madre della Chiesa e Regina della pace, dove ora riposano le spoglie mortali di S.E. Mons. Abramo Freschi.

Come sottolinea Adriano Cornoldi nel saggio “L'architettura dell'edificio sacro” (Officina Edizioni, Roma 1995), «Il vescovado di Barth (...) si configura come un'acropoli, definita da un recinto sulla sommità di un pendio, dal quale emergono i corpi di fabbrica (…) Protesa sul prato, e affiancata da una vasca d'acqua su cui si specchiano muri e si affacciano vetrate, si stacca dal complesso la cappella. Isolata al piano terra, per non interferire con il principale percorso porticato, essa è ingegnosamente collegata, ai due livelli superiore, all'edificio principale, dove si trovano gli ambienti di lavoro e residenza».


INFO:
www.centroculturapordenone.it/cicp
tel. 0434/553205
www@lacittacomplessa.eu
tel. 0434/524865

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