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Cultura > Arte > 02 Maggio 2012

Conclusa con successo a Bruxelles la mostra della pittrice triestina Nora Carella

Nora Carella - Vetri opalini - 2007 - olio su tela

Bruxelles (--) - Si è conclusa con successo alla Banca Monte Paschi Belgio di Bruxelles la seconda e ultima tappa espositiva che ha visto protagonista nella capitale belga la nota pittrice triestina Nora Carella: dopo l’attesa rassegna di paesaggi e nature morte - allestita all’Ufficio di collegamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia a Bruxelles, coordinato da Luisa Poclen, dall’Ufficio stesso e dall’Associazione Giuliani nel Mondo di Trieste, presieduta da Dario Locchi e diretta da Fabio Ziberna, e di Bruxelles, presieduta da Flavio Tossi, e curata dall’architetto Marianna Accerboni - i dipinti sono stati infatti esposti alla Banca Monte Paschi Belgio, dove hanno suscitato l’entusiasmo di un vasto pubblico.

La rassegna, intitolata “Nora Carella. Luce senza tempo”, ha proposto una ricca sequenza di oli su tela dipinti dall’artista dal 2003 a oggi, tra cui numerosi inediti. Nora Carella è nata a Parenzo (Istria) nel 1918, è stata anche una famosa ritrattista di celebri personaggi, ha vissuto a lungo a Roma ed è tutt’ora in piena attività. Le sue opere sono conservate in prestigiose collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.


"In queste mostre, che testimoniano la sua produzione dal 2003 a oggi - scrive Accerboni - Nora Carella presenta paesaggi d’acqua, ispirati in prevalenza alle vedute lagunari e di Venezia, e nature morte di vetri e di fiori, che dipinge spesso a memoria, senza disegno preparatorio, usando, a volte, soltanto le dita. E cogliendone con tratto magistrale le trasparenze e, come nei suoi notissimi ritratti, la luce.

Il magico scintillare di quest’ultima attraverso l’acqua della laguna e quella racchiusa entro eleganti forme di cristallo rappresenta infatti da alcuni anni la nuova maniera di Nora Carella. Che, come ogni vero artista, è capace di rinnovare il proprio linguaggio e, in questo caso, di reinterpretare attraverso un segno luministico anche i colori e i temi di un raffinato quotidiano. La pittrice sa racchiudere nel suo pennello, in modo del tutto personale, la grazia e il lirico sentire di De Pisis e il silenzio della pittura morandiana, arricchendo per altro spesso tali parametri di una veemenza fauve, che fa da contrappunto, come in un diagramma musicale, a momenti i delicato lirismo.

Attraverso un lessico del tutto contemporaneo la Carella ripropone quella valenza luministica che, nel corso dei secoli, è stata l’arma vincente della grande pittura italiana ed europea, dimostrandosi una delle poche artiste capaci di imprimere nelle proprie opere un segno di luce, elemento fondamentale nella pittura di ogni tempo. Basti ricordare le adamantine trasparenze di Vermeer, iperrealista ante litteram e artista molto amato dall’autrice; nonché i virtuosismi luministici della Scuola veneta e la pittura en plein air degli Impressionisti, che in tal modo coglievano dal vivo gli aspetti più magici e intensi del paesaggio. Per arrivare alle avanguardie del primo Novecento, da Picasso a Braque, all’Orfismo di Robert Delaunay, i quali, dalla frantumazione delle forme e dei volumi, facevano scaturire la valenza della luce e del colore.

Mediante il sogno dei vetri e dei fiori e le trasparenti vedute della laguna veneta - conclude Accerboni - la Carella si palesa dunque come una tra le poche artiste capaci di trasfigurare l’oggetto e il tema dei suoi quadri in un pensiero di luce, offrendoci in tal modo un orizzonte pittorico di valenza speciale, intriso di poesia e di grande qualità".


NORA CARELLA, formatasi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, attiva a Roma e a Trieste, è nota in Italia e all’estero per i luminosi ritratti di gusto postimpressionista in cui ha effigiato insigni personaggi del mondo artistico e culturale, della politica e della diplomazia, tra cui Farah Diba e la famiglia reale persiana, che si recò a immortalare a Teheran; l’ex presidente americano Jimmy Carter, Giulio Andreotti, Gianni Agnelli, Enrico Berlinguer, Ernesto Calindri, Lino Banfi, Dalila di Lazzaro, Pippo Baudo, Gianfranco Fini, vari sindaci di Trieste e presidenti del Lloyd Triestino. E l’abilità nel ritrarre i personaggi, penetrandone a fondo la personalità attraverso la magia dello sguardo, ha portato l’artista a una notorietà che ha superato i confini italiani.

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