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Cultura > Arte > 05 Aprile 2012

Alla Galleria La Fortezza arriva “GeoGrafie Lontane”, personale di Maddalena Barletta

Maddalena Barletta, "Reperti generazionali"

Gradisca d'Isonzo (GO) - E' un viaggio in dimensioni spazio-temporali altre. Un rincorrersi di segni – tracce di epoche molteplici – da conservare in vita con premura. Si riassume così il senso di "GeoGrafie Lontane", personale di Maddalena Barletta che venerdì 6 aprile 2012 si inaugura, alle ore 18.30, negli spazi de La Fortezza di Gradisca d'Isonzo (via Ciotti 25).

L'artista bolognese, un assaggio della cui produzione abbiamo recentemente potuto ammirare anche allo stand della Galleria presso ArtePordenone , gioca con la materia, con i colori in polvere, con l'inserimento di vecchi documenti, lettere o carte geografiche all'interno dei propri lavori. Il tutto, nell'ottica di una ricerca non soltanto artistica, ma anche semiotica, che fornisce ad ogni sua esposizione un filo conduttore che, in un certo qual modo, si potrebbe definire narrativo. Il vernissage conterà su di una presentazione critica di Cristina Feresin. Posteriormente, la mostra rimarrà aperta al pubblico fino al giorno 19 aprile con i seguenti orari: mercoledì, giovedì venerdì e sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 19.30 domenica dalle 10.00 alle 12.30.

L'idea di Geografie Lontane si rimonta al recente viaggio che ha portato Maddalena Barletta in Cambogia. Si è impressa nelle sue retine, l'immagine di un'antica città che la Giungla, nei quattrocento anni precedenti la sua scoperta, ha saputo conservare come un bene prezioso. Alberi secolari- racconta- parevano proteggere gli antichi templi , fondendo in un tutt'uno i segni della natura e quelli lasciati dall'uomo. Affascinata dall'idea fino ad ispirarvi l'intero allestimento negli spazi di Via Ciotti, Maddalena Barletta rimanda a quell'immagine concreta il titolo prescelto per questa sua personale. Un titolo che ben riassume, in fondo, l'interezza della sua produzione. Se il prefisso “Geo” rimanda, infatti, alla natura, “Grafie” gioca invece sul rimando all'onnipresente elemento scrittorio, iconico o calligrafico che, nei quadri dell'artista, ha il merito di fondere su un unico supporto diverse epoche storiche.

“Mi piace lavorare sulla traccia”, dice Maddalena Barletta. Quella lasciata da un vecchio documento, da un graffitto sumero sulla pietra o – perché no? - dalla firma di un graffittaro sui muri della sua Bologna. Una traccia che non s'intende, quindi, nel senso romantico del ricordo, bensì del marchio tangibile di un'esistenza che la pittrice sente quasi l'obbligo morale di far continuare a vivere. Sono segni e disegni dell'uomo e della natura quelli che la Barletta ripropone, quindi, sulle tele; geografie lontane nel tempo e nello spazio, come i templi della Cambogia o le mappe del 1930 che, arricciate e incorniciate, invitano esse stesse a chiudere gli occhi e viaggiare.

Diplomata in pittura all'Accademia di Belle Arti di Bologna (dove tutt'ora risiede), Maddalena Barletta si iscrive, dopo una temporanea frequentazione del Dams, a un corso di fotografia del Maestro Franco Fontana, per poi seguire un corso di affresco che così pesantemente influenzerà tutta la sua produzione artistica futura. La Barletta è infatti legata alla materia corposa che sa di muro, ai colori tenui e sbiaditi tanto da sembrare “lavati”, ai segni sotterranei che suggeriscono forme e significati. Parallelamente a quella pittorica , la sua ricerca si muove anche verso l'altra arte da lei sempre amata, la fotografia, che appare però ora rivisitata unitamente ad altri materiali tecnologici come il plexiglas. Tra le innumerevoli fiere d'arte nazionali ed internazionali a cui ha preso parte negli anni, ricordiamo quelle di Shangai, Singapore, Tokio, Montecarlo e Lugano. Ha partecipato inoltre al progetto Start Miami 1 (mostra itinerante) che l'ha portata a presentare le sue opere a Miami, Boston ed altre città degli Stati Uniti d'America. Numerose anche le rassegne, collettive e personali che l'hanno vista esporre in tutt'Italia.


INFO/FONTE: Ilaria Dot - Ufficio Stampa La Fortezza

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