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Cultura > Teatro > 13 Dicembre 2011

Circolo “J. Maritain": al Teatro Miela va in scena "Il vertice capovolto" di Roberto Spazzali

Un momento della conferenza stampa (foto: Ufficio Stampa Comune di Trieste)

Trieste (TS) - Nell’ambito del programma de “La Bancarella”, prodotto dal Circolo Culturale “Jacques Maritain”, andrà in scena venerdì 16 dicembre, con inizio alle ore 20.00 e ingresso libero al Teatro Miela, lo spettacolo “Il vertice capovolto” di Roberto Spazzali per la regia di Maurizio Soldà.

La conferenza stampa di presentazione dello spettacolo si è tenuta quest’oggi, martedì 13 dicembre, nel corso di una conferenza stampa, svoltasi nella sala giunta del palazzo municipale, alla quale sono intervenuti l’assessore alla Cultura Andrea Mariani, il presidente della Federazione degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati e del CDM Renzo Codarin, Rossana Poletti del Circolo Culturale “Jaques Maritain”, l’autore Roberto Spazzali e il regista Maurizio Soldà.

“Il vertice capovolto” è un inedito, in prima assoluta, con attrici di Trieste e di Fiume, prodotto dal Circolo Culturale “Jacques Maritain” per la XXIII edizione del Festival “La Sera del dì di Festa” che si tiene a Trieste dal 15 al 18 dicembre in collaborazione con “La Bancarella del CDM” e con contributi del Comune di Trieste-Assessorato alla Cultura e della Provincia.

Azione drammatica in sei quadri di Roberto Spazzali, liberamente tratto da scritti e liriche di Lina Galli, il testo si svolge in un lavatoio pubblico di un Centro Raccolta Profughi dell’ Italia settentrionale nell’autunno del 1947, affollato di esuli istriani, fiumani e dalmati. L’ambiente è spoglio, essenziale, grigio. Al centro, attorno ad una vasca da lavatoio in pietra con un semplice rubinetto e alle tinozze di zinco, sei donne (le interpreti Elke Burul, Alida Del caro, Enza De Rose, Miriam Monica, Elvia Nacinovich e Marzi Postogna) “ragionano”. Sono loro che si sono caricate sulle spalle l’onere morale e materiale di tenere assieme la famiglia, di ricostruire fin dove possibile gli affetti, di mantenere viva una memoria, di svolgere lo sguardo avanti pur nella consapevolezza di quanto il dolore si trasformi in cupo rancore ogni volta che si tratta di tornare a quei momenti, oppure di evocare una semplice felicità spezzata.

“E’ iniziato un lavoro di qualità e posso solo complimentarmi con tutti voi” –ha detto l’assessore alla Cultura Andrea Mariani- che ha evidenziato anche come “dal lavoro traspare una passione profonda e la volontà di congiungimento e apertura, che è fondamentale per tutti noi”. Si tratta –ha aggiunto tra l’altro il presidente Renzo Codarin- di “un piccolo tassello di questo nuovo percorso che andiamo a fare”, mentre Rossana Poletti ha sottolineato come “s’incarna un momento drammatico dell’Esodo ma alla luce di un nuovo modo di guardare la storia, senza contrapposizioni e anche senza bugie”.

“Il testo –ha evidenziato il prof. Roberto Spazzali- nasce da una raccolta di storia orale e memorie, in 25 anni di storia del confine orientale, nonché da biglietti, appunti e testimonianze di prima mano di Lina Galli”. Le sei protagoniste raccontano dal basso quello che hanno vissuto e sofferto, in una riflessione al presente anche sui popoli che soffrono.

“Ci sono –ha aggiunto il regista Maurizio Soldà- sei donne con sei storie diverse che s’intrecciano”, mai questa storia è stata presentata in maniera così complessa e allo stesso tempo palpitante e nell’esatta dimensione della tragedia. Soddisfazione, il particolare per la positiva ed efficace collaborazione messa in atto in tempi strettissimi, è stata espressa anche da Rosanna Turcinovich Giuricin de “La Bancarella del CDM”.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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