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Notizie > Incontri > 03 Dicembre 2011

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Pubblico delle grandi occasioni per il convegno “I terapeuti dell’anima e del corpo”

Terapeuti a convegno

Udine (UD) - Quale ruolo giocano, la mente e la spiritualità, nei processi di malattia e di guarigione? Se la tradizione buddhista indica ai suoi adepti la “via”, ovvero un insieme di comportamenti che mirano alla ricerca dell’equilibrio e una serie di pratiche psicologiche che devono ripulire la psiche umana dalle emozioni negative, nella tradizione spirituale sufi si punta allo studio psicologico del sé, e la psicologia umanistica ispirata alla tradizione della cosidetta “quarta via” si propone di smantellare la corazza difensiva psicologica che finisce per soffocare l’individuo, perseguendo invece l’autentica espressione del sé.

Al rapporto fra cultura, religione e processo di guarigione era appunto dedicato il convegno “I terapeuti dell’anima e del corpo: Ieri e oggi”, promosso – a un anno dalla prima edizione del progetto – dall’Associazione Culturale Don Gilberto Pressacco nell’ambito del progetto Maqôr 2011, con il patrocinio dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Santa Maria della Misericordia. Nella mattinata di oggi (sabato 3 dicembre) il pubblico delle grandi occasioni ha gremito l’Aula Magna dell’Università di Udine per ascoltare, e mettere a confronto le avvincenti relazioni di tre esperti capaci di indagare nella complessa dialettica fra evoluzione spirituale e personale, da un lato, guarigione e terapia dall’altro.

Coordinati dai docenti Franco Fabbro e Flavio Pressacco, quest’ultimo presidente dell’associazione don Gilberto Pressacco, si sono così avvicendati gli interventi del medico infettivologo Rossano Vitali, psicoterapeuta ed esponente della tradizione spirituale sufi, Gabriele Piana, attuale docente al Basic Program di Buddhismo tibetano presso l’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia (Livorno), e dello studioso cileno Claudio Naranjo, medico e psichiatra, già docente universitario di Psicologia delle Religioni, direttore della Scuola di Crescita Personale SAT.

Claudio Naranjo è uno dei massimi esponenti dell’integrazione fra educazione, psicoterapia e tradizioni spirituali, e quattro anni fa ha ricevuto dall’Università di Udine la laurea honoris causa in Scienze della formazione primaria. Il convegno si è così dipanato dalla “via buddhista”, ovvero i principi basilari del buddhismo tibetano nei suoi rapporti con il concetto di guarigione e malattia, alla tradizione spirituale sufista, che ha dato rilevanti contributi in ambito psicologico e terapeutico, all’illustrazione dei principali temi che caratterizzano la psicologia umanistica ispirata alla tradizione della “quarta via”.

D’altra parte, gli studi moderni di medicina sottolineano l’origine multifattoriale delle malattie, e il ruolo strategico che le credenze e le relazioni umane svolgono sulle condizioni di benessere e più in generale sulla salute umana. Molte tradizioni culturali e spirituali hanno sviluppato conoscenze notevoli sulle procedure di diagnosi e cura di malattie dovute a cause sia organiche che psichiche. E le società occidentali stanno sempre più diventando il luogo d’incontro per culture e tradizioni spirituali diverse: aspetti che non possono essere sottovalutati dal mondo medico, perché l’atto terapeutico riveste sempre una dimensione psicologica e relazionale, e dev’essere attento e rispettoso delle diverse tradizioni culturali.


INFO: www.presssacco.org

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