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Notizie > AttualitĂ  > 28 Novembre 2011

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Sigillo trecentesco della città di Trieste al regista Franco Giraldi

Un momento dell'incontro con il sindaco Roberto Cosolini (foto: Ufficio Stampa Comune di Tri

Trieste (TS) - “Grato per il bel ritorno nella città della mia infanzia, delle mie amicizie e delle mie più forti emozioni”. E’ questa la dedica che il maestro Franco Giraldi ha scritto nel “libro d’oro” del Comune di Trieste al termine della cerimonia di consegna del sigillo trecentesco della città, svoltasi oggi (lunedì 28 novembre) nel salotto azzurro del palazzo municipale.

Conferendo il sigillo a Franco Giraldi e volendo così sottolineare il valore della sua opera, il sindaco Roberto Cosolini ha ribadito “l’impegno convinto dell’amministrazione comunale a ridare a Trieste quel respiro culturale che è nel Dna e nella storia della città”. “La ringrazio –ha detto ancora Cosolini- per quello che ha fatto e ancora farà nel percorso di valorizzazione culturale di questa nostra città”.

“E’ un riconoscimento –ha affermato Giraldi- che mi inonda di gioia perché mi viene da una città da cui ho ricevuto moltissimo, che mi ha nutrito per la sua complessità. Devo molto a Trieste perché il latte che ho bevuto è qui”.

Nel corso della semplice cerimonia non sono mancati accenni legati al Liceo Petrarca, frequentato in gioventù da Giraldi, è di cui il prossimo anno ricorre il centenario della fondazione. Cosolini, come noto anch’egli “petrarchino”, ha così auspicato che anche il maestro Franco Giraldi possa partecipare alle iniziative che saranno programmate per quel significativo e atteso anniversario.

Madre triestina di lingua slovena e padre istriano di lingua italiana, Franco Giraldi è nato nel 1931 a Comeno in provincia di Gorizia (oggi Komen in Slovenia). Il suo primo contatto professionale con il cinema è come critico cinematografico, seguono gli esordi all'insegna del western, prima come aiuto regista di Sergio Leone e poi con la regia di altre diverse pellicole e commedie all’italiana. Giraldi passa quindi ad opere più sentite e personali, giustificando l’etichetta di “regista di frontiera” al di là delle sue origini famigliari e geografiche.

Dedicandosi al cinema impegnato, tratto da opere letterarie, ha firmato la regia di “La giacca verde” di Mario Soldati, suo grande amico (1980), “La rosa rossa” di Pier Antonio Quarantotti Gambini (1973), “Un anno di scuola” di Giani Stuparich (1977), “La frontiera” di Franco Vegliani (1997). Numerose sono anche le sue collaborazioni con la televisione, per la quale firma diversi sceneggiati e documentari. Ha diretto sul set attori del calibro di Ugo Tognazzi, Monica Vitti, Senta Berger, Luigi Proietti, Renzo Montagnani, Omero Antonutti, Philippe Leroy, Laura Morante, Mariangela Melato, Raul Bova, Claudia Pandolfi, Ornella Muti e Maria Grazia Cucinotta.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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