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Notizie > Incontri > 17 Novembre 2011

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Il 21 novembre al Museo del Mare si parla di “Una barca in fondo al mare: il barone Gautsch”

Civico Museo del Mare

Trieste (TS) - Lunedì 21 novembre, alle ore 18, al Civico Museo del Mare, per il ciclo "Trieste, una storia scritta sull'acqua"- organizzato dal Civico Museo del Mare- Area Cultura Comune di Trieste e dall'Associazione Ambientalista Marevivo, con il contributo della “Samer & Co. shipping” e del Grand Hotel Duchi D’Aosta - si terrà l’incontro “Una barca in fondo al mare: il barone Gautsch”.

Interverrà lo scrittore Pietro Spirito autore del volume “L'ultimo viaggio del Baron Gautsch” (Edizioni Lint, 1999) con proiezione del documentario recentemente realizzato dal regista di Renzo Carbonera: "Il mistero del Baron Gautsch” (produzione SDcinematografica con il contributo della Film Commission FVG, fondi Media e il Fondo regionale per l’audiovisivo).

Carbonera è partito dal reportage narrativo di Pietro Spirito per realizzare il documentario dove si ripercorre la vicenda della nave con ricostruzioni, spettacolari riprese subacquee del relitto in HD e materiali d’epoca, tra cui un breve e finora unico filmato, recuperato nei Film Archiv di Vienna, dove si vede il piroscafo in navigazione. Il contesto storico, la dinamica dell’affondamento, le storie dei naufraghi, il processo intentato contro la compagnia di navigazione, il mistero di una valigia piena di gioielli la cui è presenza a bordo è attestata nei documenti conservati all’Archivio di Stato di Trieste, offrono un quadro completo sul ”mistero del Baron Gautsch”.

Nell’agosto del 1914 il piroscafo di linea del Lloyd Austriaco ”Baron Gautsch”, durante il viaggio dalla Dalmazia a Trieste, giunto al largo di Rovigno per un errore di manovra urtò una mina e affondò nel giro di pochi minuti. Morirono oltre trecento persone tra equipaggio e passeggeri, in gran parte donne e bambini. Furono le prime vittime civili della Grande guerra.

Il relitto della nave oggi giace al largo di Rovino, a quaranta metri di profondità, in assetto di navigazione, uno dei siti del Mediterraneo più visitati dai subacquei, mentre la memoria di quello che viene considerato il “Titanic dell’Alto Adriatico” continua ad alimentare ricerche, studi e rievocazioni.

Ingresso libero, fino all'esaurimento dei posti.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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