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Notizie > Attualità > 06 Novembre 2011

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Biennale FVG: serata multimediale con il Gruppo78 al Magazzino 26

URSUS GO(OD) BY(E)

Trieste (TS) - Linguaggi artistici diversi, supportati dalle nuove tecnologie, s’intrecceranno nella serata evento promossa dal Gruppo78, a cura di Maria Campitelli, nei suggestivi spazi della Biennale FVG allestita al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste. Risultato di queste contaminazioni sarà una complessa espressività scenica, sviluppata in performance sospese nel dinamismo spazio-temporale.

Appuntamento quindi giovedì 10 novembre, alle 18, al Magazzino 26 del Porto Vecchio: l’iniziativa, a fruizione gratuita, prevede il solo biglietto d’ingresso alla Biennale, per l’occasione di 5 €, ed è realizzata in collaborazione con l’Associazione Biennale Portovecchio. Gli autori sono tutti artisti del Gruppo78 che intendono espandere, al di là delle opere presenti alla Biennale, sensazioni ed emozioni racchiuse in progetti strutturati ad andamento performativo, brevi spettacoli che coinvolgono una sensorialità diramata con la presenza live di diversi performer.

A conclusione sono previste letture di alcune delle opere esposte. Biennale Fvg resta visitabile fino a domenica 27 novembre in orario: lunedì, martedì e mercoledì dalle 15.00 alle 20.00; mentre giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 10.00 alle 20.00. FINO A DOMENICA 13 NOVEMBRE RESTA ECCEZIONALMENTE VISITABILE LA MOSTRA OMAGGIO A PORDENONE MONTANARI.

Un intreccio di immagini video e di musiche per sax loops e live electron ics per l’evento "URSUS GO(OD) BY(E)", ispirato al tentativo di fuga dello storico pontone ancorato vicino al Molo IV, nello scorso marzo in quella giornata indimenticabile di bora furiosa. Le immagini elettroniche in movimento create da CECILIA DONAGGIO e tratte in parte da “La città radiosa” (progetto del Gruppo78 sui luoghi abbandonati a Trieste e provincia) in parte da diversi spunti storici attinenti la città, ma anche dalle provenienze più disparate, interagiscono con il concerto dal vivo del sassofonista veneziano, di fama internazionale MARCO CASTELLI. Cioè la fusione tra immagini e musica avviene in diretta nel corso del concerto, mentre Cecilia sta al computer e produce al momento le contaminazioni più appropriate tra i due linguaggi.

Cecilia Donaggio, diplomata in scenografia all’Accademia di belle Arti di Roma nel 1984, si è di seguito specializzata in Computer graphics e tecniche cinematografiche e televisive presso la University of California di Los Angeles (UCLA). Ha svolto attività videografica a Milano, Roma, Napoli per UVC, CANALE 5, RAI 1, RAI 2, RAI 3, dedicandosi poi alla ricerca artistica, sperimentando materiali e mezzi espressivi diversi, tra cui anche la pittura. Si occupa di formazione, comunicazione e nuovi media in ambito sociale, collaborando con la Coop. DuelimaunoAgenziaSociale. Ha prodotto parecchi lavori di vedeo-art,. tra cui “Third Area”, “La casa di Asterione”, selezionati per rassegne nazionali. Il video “Linguaggio macchina”, molto ben orchestrato nella sequenzialità ritmica sono.-visiva, è stato pubblicato all’interno della compilation Rosa Napoletano 2 (Ed. Tam Tam).

Nel 2009 inizia la collaborazione artistica con il musicista Marco Castelli insieme al quale realizza il video “Patois”, collaborazione che si riafferma poi nel progetto “Ursus multimedia project”, promosso lo scorso anno dal Gruppo78, dove sulla gru gigantesca, alle immagini video e alla fluida sonorizzazione di Marco Castelli si univa anche la danza verticale, quanto mai appropriata per quella mitica struttura, della Compagnia IL POSTO con le coreografie di Wanda Moretti. Da questo lavoro nasce anche la video-performance “Ursus rewind”, sempre promossa dal Gruppo78. Cecilia Donaggio ha partecipato alla rassegna internazionale di video-art “Catodica, del 2010, Attualmente con la Duemilauno Agenzia Sociale è impegnata nel progetto multimediale “Città viola” presso il carcere di alta sicurezza di Tolmezzo ed ha prodotto il video“La carica delle centoeuno” sulla condizione femminile in Italia.

"TIP-TAP" di GUILLERMO GIAMPIETRO è la prima parte di una trilogia di video-performance incentrate sui linguaggi della parola e dell’immagine, ispirandosi al celebre filosofo Michael Faucoult. Tip –tap rappresenta appunto la divaricazione tra linguaggio parlato e linguaggio visivo, insistendo sull’illusione della capacità linguistica di parafrasare il reale, ribadendo però la sua sostanziale imprendibilità. La parte successiva insiste sull’accumulazione di informazione visiva e sull’impossibilità di contenerla in una forma, l’ultima, dal titolo “Benny Hill Codex” tratta dell’elaborazione di un codice, che si scontra con se stesso nel percorso inverso dell’autoderisione.

"TIP-TAP" si propone come una sorta di meccanismo progressivo a sua volta suddiviso in tre parti. Nella prima degli enunciati semplici si ripetono e accumulano attraverso la voce e il corpo immobile della perfomer, in simultaneità e contrappunto con la rappresentazione grafica delle parole e lo scorrere continuo di immagini disparte che entrano ed escono dal duplice schermo Nella seconda parte dopo l’accumulo e la dispersione si sprofonda nella sconnessione, nella sospensione di ogni contatto, per tornare a posteriori, con la terza parte, a riprendere il discorso di coincidenze e discrepanze, arrivando allo stremo dove tutto coincide, ma in chiave farsesca, con l’espressione corporea del tip-tp-
Il testo e la sonorizzazione del video sono pure opera di Guillermo Giampietro.

Guillermo Giampietro è argentino di origine, trapiantato a Trieste dal 1989. Si occupa de sempre di arti visive, di video, produzioni sonore e poetiche. E’ nato a Rosario. Nel 1979 ha creato il gruppo d’arte sperimentale “Cucano” con il quale ha realizzato performance teatrali, video, installazioni e pubblicazioni letterarie. Oggi questo gruppo è studiato analiticamente in Argetnina e riproposto all’attenzione del nostro tempo - preparando delle pubblicazioni nel merito - avendovi individuate degli elementi antesignani di modalità espressive attuali. A Trieste ha realizzato numerose mostre come pure in Italia e all’estero. Dal 1996 dirige il Laboratorio P di arti visive nell’ex O.P.P. di Trieste nell’ambito di un percorso di trasformazione di quegli spazi. Collabora attivamente con il Gruppo78. Dal 2000 dirige il programma radiofonico sperimentale “Escuchame” (Radio Fragola, www.radiofragola.com). Dal 2001 collabora con Astasromas (www.astasromas.org) alla realizzazione del Festival 404, festival internazionale di arte elettronica.

PAOLA PISANI è una giovane artista triestina dagli svariati interessi, che esercita soprattutto la video-art, ma insegue anche la musica elettronica, frequentando la sezione speciale del conservatorio Tartini dedicata alle nuove tecnologie, ma si esprime pure attraverso la pittura. Ha prodotto lavori in cui musica elettronica e immagine s’intrecciano. Si interessa anche di aspetti sociali, fa parte di diverse associazioni, oltre che del Gruppo78, e svolge anche attività curatoriali collaborando all’organizzazione di aventi d’arte contemporanea (v. ad esempio l’edizione triestina del Festival 404 di arte elettronica, nell’ambito del Gruppo78).

"Il NIDO", come detto, è un’opera autobiografica. La complessa struttura circondata da piante vere nel cui interno scorre un video che ritrae l’artista mentre osserva il suo nido/rifugio attraverso una finestra, da fuori, evoca uno spazio “clandestino” in cui l’artista ha operato per quasi due anni. Era il suo “atelier” segreto in cui cercava protezione per ripararsi dai mali del mondo. Luogo confortevole e nello stesso tempo opprimente, è il vero protagonista di questa installazione - che qui si trasforma in performance con la presenza dei danzatori - continuamente lasciato e subito dopo ritrovato, fino al momento in cui chi lo ha abitato trova una sua identità, un suo linguaggio e una sua maturità che gli permette infine di riconoscere, nella natura, nell’apertura del mondo, (fuori dunque dal nido costrittivo), la pluralità dell’essere. Un discorso dunque di crescita, di chi cerca la liberazione personale, attraverso una serie di tappe, per salire dal buio alla luce. Una sorta di pararasi dell’”uccello di fuoco” che, nella favola, catturato dal principe Ivan,Paola Pisani, "Il nido" aspira intensamente alla libertà

Il NIDO
Regia : Paola Pisani
Musica : Nido (Uccelli dentro di me), Paola Pisani
Performer : Elisa Waldner, Kaartik
Costumi : Paola Pisani, Elisa Waldner
Tecnico delle luci : Edoardo Danieli
Camera : Alessandro Mendizza.
Durata : 10’


INFO: www.biennaletrieste.it

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