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Cultura > Film > 26 Ottobre 2011

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A Cinemazero si proietta "First Orbit", film visionario sul volo nello spazio di Yuri Gagarin

Yuri Gagarin

Pordenone (PN) - Il 1961 è un anno storico per l'umanità, per la scienza, per gli sviluppi della guerra fredda. Jurij Alekseevic Gagarin decolla nell’aprile di 50 anni fa verso lo spazio sconosciuto, in un viaggio di 108 minuti, che, nell'occasione del cinquantenario dell'impresa è stato ricreato in un film,”First Orbit”, per la regia di Christopher Riley, con la direzione della fotografia dell’italiano Paolo Nespoli. Oggi, 50 anni dopo il volo del 1961, è ancora emozionante sentire la voce del cosmonauta sovietico montata sulle immagini di repertorio del decollo e, ancor più su quelle che ricostruiscono il suo “sguardo sul mondo”...

Anche Cinemazero di Pordenone ha voluto rendere omaggio a questo storico avvenimento organizzando nella serata di giovedì 27 ottobre (ore 20.45, sala Totò) la sua YURI’NIGHT, con la proiezione in sala di questa emozionante e visionaria pellicola (accesso al prezzo speciale di € 3,00), eccezionalmente visibile sul grande schermo per l’occasione.

Grazie alla tecnologia della Stazione Spaziale Internazionale il film ripercorre l'orbita ellittica di Gagarin, restituendo al mondo uno sguardo che era stato da allora di un solo uomo, puramente individuale, inviolato, immaginato e sognato da tutti noi.

Oggi, 50 anni dopo, davvero la missione Vostok 1 diventa di tutti, ed è emozionante sentire la voce del cosmonauta sovietico montata sulle immagini di repertorio del decollo e, ancor più su quelle che ricostruiscono il suo “sguardo sul mondo”. Colpisce il volto sereno di Gagarin, quando scende dallo strano pulmino che lo porta alla rampa di lancio, “affondato” nella sua tuta spaziale dalle dimensioni eccezionali, con in testa un casco che tanto sa di palombaro, sul quale campeggiano nette le note lettere cirilliche CCCP. La visiera scende sul volto, gli ultimi preparativi: ci si immedesima, ci si immerge negli occhi stupiti del “figlio della terra”, del mitico Yuri...

A risentirle, suonano davvero naif le parole che Gagarin dice stretto nella morsa fisica della sua capsula, delle accelerazioni devastanti del decollo, del destino tutto geopolitico e strategico che il suo volo sta per compiere, affermando così – forse con incoscienza di Gagarin - il primato dell'Unione Sovietica sugli Stati Uniti nella conquista dello spazio, dimostrando una superiorità che in quel periodo di Guerra Fredda, porta con sé molti accenti bellici.

Il film riporta anche il messaggio che Gagarin lascia prima del decollo: “Nei prossimi minuti una navicella mi porterà negli spazi lontani dell'universo. Pochi istanti prima di partire: tutta la mia vita mi appare come un unico magnifico attimo. Tutto ciò che ho vissuto e visto è stato per questo momento”.

La poesia e la semplicità di un uomo minuscolo davanti all'immensità dello spazio. Chissà il terrore che lo pervadeva, l'idea di non essere in grado di tornare dalla sua famiglia, la prospettiva di ardere come un cerino all'uscita o all'ingresso dall'atmosfera.... Poi, il nodo si scioglie, la vista si libera e noi possiamo davvero volare con Gagarin: “Vedo la terra. Si distinguono i monti, la neve, i fiumi. Mi sento benissimo”. Le immagini sono struggenti, e le musiche composte per l'occasione da Philip Sheppard ci accompagnano con grazia in questa cavalcata che contempla la terra dall'alto.

Gagarin diventò un eroe nazionale e una leggenda: venne onorato e premiato con il grado di colonnello. Morì tragicamente il 27 marzo 1968, ironia del destino, prima di vedere gli astronauti americani – 8 anni dopo il suo volo – sbarcare sul suolo lunare.

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