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Notizie > Incontri > 20 Ottobre 2011

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Martedì 25 ottobre si presenta il volume "Squarci svizzeri a Trieste" di Roberto Costa Longeri

L'istmo di Suez visto a volo d'uccello (disegno di Alberto Rieger su commissione di P. Rev

Trieste (TS) - Martedì 25 ottobre 2011 alle ore 18.00 nell’Aula F della Scuola Superiore di Lingue Moderne di Trieste (via Filzi 14), Roberto Costa Longeri, professore emerito della Facoltà di Architettura dell’Università dell’Università di Trieste, presenterà il suo ultimo libro intitolato "Squarci svizzeri a Trieste. Pietro Nobile e Matteo Pertsch protagonisti del neoclassico triestino" (pgg. 62, € 13,00).

L’incontro sarà presieduto dal prof. Paolo Alessi, presidente Centro Unesco di Trieste, relatore il Prof. Edino Valcovich, del Dipartimento di Ingegneria civile e Architettura dell’Ateneo triestino. Sarà presente Andreas Barella della casa editrice svizzera Ericlea, che pubblica il libro in un’elegante veste grafica nell’ambito di IMAGO, collana di immagini e testi che esplorano le bellezze del mondo e dell’ingegno umano.

Da più di 50 anni Roberto Costa Longeri pubblica opere sulla sua città, Trieste: una continuità di studi e di ricerche assai significativa, che dà testimonianza certa di un rapporto umano privilegiato tra l’autore e la sua città.
In questo nuovo volume Costa Longeri ci narra della Trieste del Neoclassico, città cosmopolita, di confine, incrocio di culture diverse, “città senza territorio”. Di quello che fu il grande porto dell’Impero asburgico e dell’area danubiana e balcanica, l’Autore approfondisce lo sviluppo urbanistico, con particolare riferimento alle trasformazioni dell’assetto economico, sociale, della configurazione funzionale e formale, a partire dagli anni trenta del ‘700 fino alla fine dell’800.

In questo periodo fanno capolino sulla variegata scena triestina due architetti elvetici: Matteo Pertsch e Pietro Nobile che, senza particolari clamori, ma con tanta tenacia e inventiva, progettano e costruiscono parecchi monumenti degni di nota. La loro storia s’intreccia con quella più conosciuta dei protagonisti della scena internazionale: Maria Teresa, Giuseppe II, Federico il Grande, Napoleone Bonaparte. E si aggiunge a quella di altri protagonisti del panorama triestino: armatori come i fratelli Cosulich o come il Barone Revoltella. Costa Longeri ci affascina con la narrazione e con le immagini di questo periodo storico che ha modificato per sempre la morfologia della città.
Un grazie particolare va all’architetto Ivana Golubovic, che, prodiga di consigli, ha contribuito con le sue ricerche e le sue critiche alla stesura del lavoro.

Roberto Costa Longeri è professore emerito nella Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Trieste. Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica ai benemeriti della scienza e della cultura, è il responsabile della cattedra UNESCO di Trieste per la tutela, la conservazione, la valorizzazione del patrimonio monumentale e architettonico delle grandi culture che hanno percorso la penisola Balcanica.
Centinaia sono gli articoli, i saggi e i volumi prodotti da Costa Longeri nel corso dei suoi 60 anni di attività scientifica. Ne ricordiamo alcuni, inerenti la pubblicazione con Ericlea: Un quartiere a Trieste 1700 – 1800, La Casa, n° 3, 1956; Una città che non deve morire a cura di Anita Pittoni, Edizioni dello Zibaldone, Trieste 1969; e pubblicati presso la Ibiskos Risolo: Il gusto della vita (2007), Da archi e colonne all’architettura Moderna – La Trieste della ricostruzione (2008), Bruno Pincherle, oggi (2008), Dialoghi africani (2009).


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