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Cultura > Arte > 30 Settembre 2011

Si inaugura la mostra fotografica "Grande Cinema Italia 1960-1975. Fellini, Pasolini e gli altri"

GRANDE CINEMA ITALIA. 1960-1975 Fellini, Pasolini e gli altri (locandina mostra)

Pordenone (PN) - Si inaugura sabato 1 ottobre, alle 19.00 negli spazi espostivi Parco 2 di via Bertossi a Pordenone, la mostra realizzata da Cinemazero in occasione della 30.ma edizione delle Le Giornate del Cinema Muto: "GRANDE CINEMA ITALIA. 1960-1975 Fellini, Pasolini e gli altri". Una mostra fotografica, tratta dal ricco archivio di Cinemazero, che mette a "nudo" alcuni dei grandi capolavori della settima arte girati nel periodo d'oro del nostro cinema: Fellini con La dolce Vita e 8 e 1/2, Pasolini con "Accattone" e "Salò", ma anche De Sica, Ferreri, Leone, Visconti... Un percorso fatto di volti, quelli dei grandissimi, delle icone eterne e assolute, che tutto il mondo ha amato e ci ha invidiato: Mastroianni, Loren, Mangano, Gassman, Cardinale, Sordi e molti, moltissimi altri.

La vernice della mostra, che resterà visitabile fino al prossimo 30 ottobre a ingresso libero, si svolgerà alla presenza dei curatori, del Sindaco di Pordenone Claudio Pedrotti e dell’Assessore comunale alla Cultura Claudio Cattaruzza: nell’occasione sarà anche festeggiato l’avvio ufficiale della 30.ma edizione delle Giornate del Cinema Muto con un brindisi benaugurale.

L’allestimento ripercorre per immagini quindici anni di grande cinema italiano ed è stata organizzata pensando anche al duplice anniversario degli ottant’anni di Anita Ekberg, icona de La dolce vita, e i cinquant’anni del primo film di Pier Paolo Pasolini, "Accattone", un set particolarmente documentato, dai primi sopralluoghi del regista, ai provini fino al set vero e proprio. Le immagini che vanno a ricomporre il ricco percorso espositivo sono state realizzate da sei famosissimi fotografi dell’epoca, a partire da Gideon Bachmann - noto anche per la sua stimata attività di critico cinematografico - che ha particolarmente documentato i set felliniani di "8 1/2" e "Giulietta degli spiriti", con immagini mai viste in Italia.

Da segnalare anche il fotografo di origini pordenonesi Pierluigi - divenuto celebre soprattutto per le sue foto sul set de "La dolce vita" - Tazio Secchiaroli, che ispirò a Fellini il nome di Paparazzo, Angelo Pennoni - che dagli anni ‘50 sino ai primi anni ‘90 attraversa tutto il cinema italiano – l’inglese Deborah Beer, fotografa ufficiale di Pasolini, l’unica ammessa a documentare il set di "Salò", e Mario Tursi, storico collaboratore di Visconti e fotografo di tutti i maggiori registi italiani.

Le foto della mostra raccontano un quindicennio eccezionale del nostro cinema, che esiste nella nostra memoria e che merita di essere ripercorso, per rivivere i sogni di quell'epoca, i miti, i divi e le divine, ma anche e soprattutto per comprendere i contrasti che hanno caratterizzato quegli anni: il duro e abbacinante realismo di "Accattone", la realtà congelata e terribile di "Salò" si scontrano in mostra con le atmosfere oniriche Felliniane, con le atmosfere rutilanti dei grandi set romani degli anni '60, con le algide e ammantate di grazia immagini di Visconti... Immagini talvolta rare o addirittura inedite, ricche di storia e aneddoti d’eccezione. E’ il caso di uno scatto ‘rubato’ ad Anita Ekberg nella fontana di Trevi ben prima dell’inizio delle riprese del film: in una notte romana di piena estate il fotografo Piergluigi scorse l’attrice in abito bianco che si rinfrescava nella fontana, la illuminò con i fari della macchina e scattò. Quella foto fece il giro del mondo e divenne un caso, tanto da indurre Fellini a girare davvero quella scena, con tanto di fari dell’auto che la illuminano.

Fermarsi su alcune delle fotografie in mostra è sostare su un frammento densissimo della nostra storia, rivivere quello che siamo stati e che abbiamo sogAnita Ekberg nella fontana di Trevinato, non solo pensando ai nostri registi acclamati e riconosciuti internazionalmente, ma vivendo l'esperienza che ogni immagine sia la sintesi del paese che siamo stati o che avremmo voluto essere.

La mostra resterà aperta fino al 30 ottobre con i seguenti orari: da martedì a venerdì dalle 15 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.

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