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Cultura > Film > 15 Giugno 2011

Due appuntamenti cinematografici suggelleranno la mostra “Trieste Liberty"

Scena da “Un anno di scuola” di Franco Giraldi (1977)

Trieste (TS) - Due appuntamenti cinematografici straordinari suggelleranno la mostra “Trieste Liberty – Costruire e Abitare l'Alba del Novecento” che chiude domenica (19 giugno) al Salone degli Incanti sulle Rive di Trieste (ex Pescheria). “Reduci” dal ciclo dei “Venerdì Liberty”, organizzato dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste in collaborazione con La Cappella Underground come evento collaterale alla mostra, venerdì 17 e sabato 18 verranno riproposti in replica – sempre nella consueta sede dell'Auditorium dell’ex Pescheria ed entrambi con inizio alle ore 17.30 e con ingresso libero fino a completamento dei posti disponibili – due dei film che hanno fatto riscontrare il maggior interesse del pubblico, “provocando”, nei giorni della programmazione “da cartellone”, non solo il “tutto esaurito” ma notevoli code di persone impossibilitate a entrare.

Ecco dunque che, “approfittando” degli ultimi giorni di apertura dell’esposizione, venerdì 17 sarà possibile rivedere il richiestissimo “Klimt” di Raoul Ruiz (2006), con John Malkovich, Saffron Burrows e Sandra Ceccarelli e poi, sabato 18, ad ancor più grande richiesta “Un anno di scuola” di Franco Giraldi (1977), con Laura Lenzi, Stefano Patrizi, Margherita Guzzinati, Juliette Meyniel, Mario Adorf, invero proiettato solo pochi giorni fa ma con tantissime persone che non avevano potuto entrare.

Inedito nelle sale cinematografiche italiane, il lungometraggio “Klimt” è ispirato alla biografia del celebre pittore austriaco Gustav Klimt (1862 – 1918), ribelle e portabandiera dell’art nouveau, che destò scandalo per il carattere erotico della sua pittura; bandito dal circuito ufficiale, diede poi vita alla cosiddetta “Secessione Viennese” e si fece sostenitore di giovani artisti come Oskar Kokoshka e Egon Schiele. Il film non vuole essere una fedele ricostruzione della vita dell’artista, bensì procede con un libero flusso di immagini, nelle quali affiorano ricordi, personaggi e opere che ruotavano attorno alla Vienna dello “Jugendstil” di inizio Novecento. «Il film non è un biografia lineare della vita di Gustav Klimt. È più una fantasia o, se vi piace, una fantasmagoria. Proprio come uno dei suoi dipinti, nel quale le figure materiali e immaginarie si mescolano e ruotano attorno a un fulcro centrale: il pittore Klimt. Volevo tratteggiare le caratteristiche stilistiche uniche dell’arte di Klimt, il prevalere della bellezza, l’eccesso di colore, gli spazi distorti e gli angoli complessi, per cogliere la vita e illuminare una delle più ricche, contraddittorie e misteriose epoche della storia moderna», ha dichiarato in merito il regista cileno Raúl Ruiz.

“Un anno di scuola”, sceneggiato televisivo del 1977, che viene presentato grazie alla collaborazione della RAI, è tratto, come noto, da uno dei Racconti di Giani Stuparich; ispirato a una vicenda reale, è ambientato nella Trieste del 1913, dove per iscriversi all'Università una ragazza è costretta a frequentare l'ultima classe di un liceo maschile. Il film rappresenta perfettamente il "clima", teso, febbrile, foriero di presagi della città di allora, con sullo sfondo, le avvisaglie di una guerra imminente dopo l'attentato di Sarajevo, una guerra che devasterà l’Europa intera e inciderà profondamente sul destino stesso di Trieste. Al tempo stesso è un “documento” nostalgico e struggente per come eccezionalmente riesce a riportarci all'atmosfera e alla maestosità – non solo economica, anche di caratteri e di valori morali – della grande Trieste di inizio ‘900.

Domenica 19, come detto, ultimo giorno di apertura della mostra “Trieste Liberty”, sempre con orario 10 – 21 (visita guidata, domenica alle ore 11). Una rassegna che ha saputo destare un vasto interesse, tanto da aver già superato, in questi giorni, il tetto dei 16.000 visitatori.

INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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