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Cultura > Arte > 12 Febbraio 2007

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Aperta al Gopcevich la mostra “L’altare dell’esodo”

di Claudio Bisiani

Palazzo Gopcevich

Trieste (TS) - Curata dall’Irci con il contributo del Circolo “Norma Cossetto” dell’Unione degli Istriani, è allestita nella sala Leonardo di Palazzo Gopcevich la mostra “L’altare dell’esodo: santi, santini e santuari delle genti istriane, fiumane e dalmate”.
Risultato di un meticoloso lavoro di catalogazione da parte dell’Irci, la rassegna propone un ampio repertorio di immagini sacre che offre uno spaccato su molteplici aspetti del vivere religioso fra le popolazioni dell’Istria prima dell’esodo postbellico. «Un recupero della dispersione sociale - ha messo in evidenza il direttore dell’Irci Piero Delbello - attraverso stampe, fotografie e quadri che raccontano la storia privata di tante famiglie giuliano-dalmate». Fra l’ampia iconografia in mostra, da segnalare quasi 250 “santini” raffiguranti immagini sacre con preghiere, messe, processioni, settimane sante, comunioni e cresime accanto a cartoline che ritraggono chiese, duomi, santuari e scorci di piazze e città dall’Istria al Quarnero. E ancora libricini e testi religiosi, statuine votive e un suggestivo tabernacolo ligneo di fine ’800. Un’altra sezione della mostra presenta invece una serie di quadri, di piccole e grandi dimensioni, a soggetto sacro. Fra questi, alcune stampe tipografiche affiancate da suggestive oleografie di Gesù sulla croce, Madonne, Madonne col Bambino, rappresentazioni della Sacra famiglia e di santi (San Domenico, Santa Teresa, Santa Filomena), tutte ancora con le vecchie cornici dell’epoca. Da sottolineare infine una splendida cromolitografia, “Il giudizio di Ponzio Pilato” e due pregevoli rilievi in gesso raffiguranti una Madonna col Bambino e l’ultima cena.
La mostra di Palazzo Gopcevich, adiacente a quella dedicata al vescovo Santin, oltre a dare un affresco di un particolare aspetto della vita quotidiana dei giuliano-dalmati fra l’Ottocento e la prima metà del secolo scorso, raccoglie manufatti di grande importanza storica, antropologica e religiosa che gli esuli portarono con sé dalle loro case. «Una preziosa e concreta testimonianza - come ha sottolineato mons. Giuseppe Rocco, presente all’inaugurazione - di una componente religiosa e cristiana profondamente radicata fra le nostre genti».
“L’altare dell’esodo”, rassegna promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste e che si inserisce fra le manifestazioni in occasione del Giorno del Ricordo, resterà aperta fino a domenica 11 marzo e potrà essere visitata tutti i giorni dalle 9 alle 19 ad ingresso libero.
Sempre nell’ambito delle iniziative per la celebrazione del 10 febbraio, presso la Sala Comunale d’Arte di Piazza Unità, è stata allestita un’altra mostra intitolata “Foiba di Basovizza monumento nazionale” nella quale sono stati esposti i progetti degli architetti Ennio Cervi e Livio Schiozzi per la realizzazione del nuovo Sacrario e del relativo monumento. L’allestimento è visitabile fino a domenica 11 febbraio, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, mentre il 9 e 10 febbraio con orario continuato dalle 10 alle 20.

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