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Notizie > Incontri > 20 Maggio 2011

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èStoria 2011: Massimo Cirri e il generale Fabio Mini si confrontano su guerre e "interventi di pace"

Massimo Cirri

Gorizia (GO) - “Ragionevolezza degli interventi”: e’ questa la ‘parola d’ordine’, o meglio, la massima di comportamento cui dovrebbe ispirarsi la comunità internazionale degli Stati secondo il generale Fabio Mini, fresco autore del fortunato libro “Eroi della guerra”, ospite del festival èStoria 2011, di cui conversera’ a Gorizia sabato 21 maggio (ore 18, Tenda Apih) con il conduttore di caterpillar Massimo Cirri, in un dialogo dedicato appunto a “Eroi della guerra, la gloria senza pace”. Il generale di corpo d'armata Fabio Mini è stato Capo di Stato Maggiore del Comando Nato del Sud Europa e comandante della missione internazionale in Kosovo. Saggista e commentatore di strategia e geopolitica, ha insegnato Peacekeeping all'università di Pisa.

«Ma la pace – spiega il generale Mini . è una parola sempre più difficile da riempire di contenuti – Da qualche anno il mondo sembra preso da una specie di rassegnazione, si confonde l’idea di ’pace’ con il concetto minimalistico di ‘tregua’ fra un conflitto e l’altro, fra un evento bellico e le sue conseguenze nel tempo. E’ come se fosse invalsa un’ottica minimalistica, ormai spoglia di grandi sogni e ideali. Ci accontentiamo di un armistizio fra momenti di difficoltà e conflitto: ed è questo un pessimo segno dei tempi, segna il momento in cui si spengono i sogni e le grandi aspirazioni. La mia posizione sui recenti interventi ‘di pace’ in Libia è ben nota: il mio è un giudizio ‘tranchant’, ritengo che la pace sia stata usata come alibi per coprire la guerra e nascondere particolarismi e interessi di parte materiali e individuali. Di fronte al dittatore sono possibili solo due atteggiamenti: quello della nonviolenza assoluta, e sappiamo che neppure Gandhi ha voluto sostenerlo e praticarlo; e quello della ragionevolezza, che deve essere di ispirazione ai tempi ed alla portata dell'intervento, e illuminare di ragione ogni singola azione condotta in questo contesto».

«Non posso nascondere il fascino di una conversazione condotta su questi temi in una città come Gorizia – aggiunge Massimo Cirri – A Gorizia, per quarant’anni, si è respirata l’attesa o il rischio di una guerra, è il luogo simbolico dei blocchi fra l’Est e l’Ovest del mondo. Qui si è vissuta concretamente la paura che tutto potesse improvvisamente finire, e qui il mondo si è ricomposto nella festa ‘no border’ di qualche anno fa. La ‘la piccola Berlino’ è certamente il luogo più adatto per intrecciare discorsi sulla pace e soprattutto per riempirli di contenuti concreti …».

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