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Cultura > Arte > 28 Aprile 2011

Archivio di Stato: visita guidata per la chiusura della mostra "Dyalma Stultus da Trieste a Firenze"

"Dyalma Stultus da Trieste a Firenze"

Trieste (TS) - Sabato 30 aprile chiude con una visita guidata, che avrà luogo alle ore 12, la mostra "Dyalma Stultus da Trieste a Firenze", allestita all’Archivio di Stato di Trieste (via La Marmora,17) e promossa da tale istituzione in occasione della XIII Settimana della Cultura. L’incontro sarà condotto dal direttore dell’Archivio Grazia Tatò, coordinatrice scientifica della rassegna, e dall’architetto Marianna Accerboni, curatrice della mostra per la parte artistica, ordinata per la parte archivistica da Chiara Artico e dedicata al pittore noto a livello nazionale e internazionale per il magico equilibrio fantastico della sua raffinata figurazione pittorica d’inclinazione novecentista.

L’esposizione, che ha riscontrato grande successo di pubblico e di stampa, offre un dettagliato profilo di Stultus come uomo e come pittore, ricostruendone le tappe più significative della vita personale e professionale e i suoi rapporti con prestigiosi artisti, collezionisti, committenti e istituzioni: in mostra una selezione di un centinaio di preziosi documenti provenienti dal suo Archivio fiorentino (Trieste, 1901 – Darfo, Brescia, 1977), composto da circa 3.000 pezzi, per la maggior parte inediti e recentemente acquisiti dall’Archivio di Stato grazie alla disponibilità delle figlie Selma, Marina e Nada. A corredo dei documenti vengono presentati 15 importanti e significativi oli su tavola, già proposti in passato in prestigiose sedi espositive, 8 tra bozzetti e spolveri per affreschi di grande grazia e bellezza, del tutto inediti, e 3 raffinati e vivaci piatti in ceramica ideati e realizzati a Rodi nel ’31. Le opere, eseguite tra il 1921 e gli anni settanta, rappresentano con la loro poetica bellezza, il talento e la grande abilità tecnica del Maestro, l’evoluzione del suo linguaggio e l’equilibrata ricerca artistica condotta da Stultus nel corso del novecento.

Il materiale archivistico esposto è composto da documenti personali, lettere, fotografie, libri, cataloghi, riviste, manoscritti autobiografici e lettere autografe del pittore e di importanti personaggi, tra cui il Principe di Torre e Tasso, per il quale Dyalma arredò e decorò alcune parti del castello di Duino, i pittori Felice Carena, Edmondo Passauro e Gianni Brumatti, il celebre chirurgo triestino Pietro Valdoni, gli scultori Asco e Ugo Carà, il giornalista e scrittore Giulio Caprin, la poetessa Lina Galli e il germanista inglese e poeta Benjamin Joseph Morse; e da attestati che testimoniano la presenza di Stultus ad appuntamenti artistici internazionali, quali per esempio le Biennali veneziane e le Quadriennali di Roma, o il suo rapporto con istituzioni come il Circolo Artistico Triestino, di cui divenne socio onorario nel ’53.

Tra le opere esposte compaiono alcuni oli di proprietà della famiglia, giunti appositamente da Firenze e di esemplare importanza per comprendere l’itinerario artistico del pittore, come Case a Sable (1933), Castagnaccio (1943), Prova di canto (1946), Scampagnata (1952), Nada che scrive (1953), Scherzo in riva all’Arno (1954), Tronchi (1968) e L’autoritratto (1973), fino al preludio all’inclinazione di Stultus verso il linguaggio dell’astrazione fantastica, compendiato da cenni d’ispirazione surreale e metafisica ed evidenziato nel dipinto intitolato Pietre (1970).

INFO: tel. 040 0647921/ as-ts@beniculturali.it

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