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Notizie > Incontri > 26 Aprile 2011

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"I Ragazzi della Panchina": serata dedicata al carcere con Pino Roveredo e Rodolfo Bisatti

Scena tratta dal lungometraggio "La donna e il drago" di Rodolfo Bisatti

Pordenone (PN) - Una serata tutta dedicata a "I Ragazzi della Panchina", l’associazione pordenonese impegnata da anni in percorsi di recupero e integrazione di persone tossicodipendenti o con disagio sociale, è in programma giovedì 28 aprile 2011 alle ore 20.30 a Cinemazero a Pordenone, con ingresso libero. “Oltre le sbarre – Percorsi di integrazione tra sociale e tossicodipendenza” è il titolo di questa iniziativa finalizzata ad affrontare in modo particolare il delicato tema della carcerazione.

Dopo la proiezione del video-documentario di TV7, uno speciale andato in onda su Rai1 nel dicembre scorso dedicato alla storia quindicinale dell’associazione pordenonese, sarà ospite speciale della serata lo scrittore e attore Pino Roveredo, da sempre amico e animatore di molti progetti culturali legati alle attività de I Ragazzi della Panchina. Roveredo presenterà la nuova esperienza teatrale de "I Ragazzi della Panchina", una commedia dal titolo “La Legge è uguale per tutti?”, opera che pone alle singole coscienze interrogativi sul senso della giustizia, della carcerazione e della libertà dell’individuo.

Un progetto realizzato dall'associazione in collaborazione con Pino Roveredo, che vede nel teatro un ponte di unione fra i detenuti, i Ragazzi della Panchina e il territorio pordenonese. Lo spettacolo verrà infatti messo in scena dai detenuti della Casa Circondariale di Pordenone il prossimo 23 giugno all’interno della cinta muraria, per la regia di Pino Roveredo e i Ragazzi della Panchina e con la collaborazione del Ser.T. e del personale della Struttura Carceraria. Il pubblico pordenonese potrà godere dello spettacolo grazie alla proiezione in contemporanea che sarà effettuata all'interno dell' Ex convento di San Francesco.

Seguirà l’incontro con il regista padovano Rodolfo Bisatti, di cui verrà proiettato il lungometraggio "La donna e il drago" (2010), che si è recentemente aggiudicato il premio come Miglior Film “Rivelazione” alla 6° edizione del Festival del Cinema Italiano di Como. Il film, ambientato a Trieste, racconta, in 100 minuti, l’ultimo periodo di libertà di una madre che dovrà scontare sei anni di carcere avendo una figlia di un anno e pochi mesi. Il film si svolge e si ferma prima delle sbarre, nel privato del quotidiano, visualizzando l’impressionante approssimarsi dell’ora zero: il momento del distacco tra la madre, che verrà internata, e la figlia il cui destino è ancora incerto; un countdown che ad ogni passo scandisce l’ovvia assurdit&aPino Roveredograve; del dogma sociale: peccato=punizione. Questo film, lontano da qualsiasi tesi pregiudiziale, indaga l’aspetto universale umano dell’abbandono, ma può farci riflettere sul problema tuttora contingente e insoluto delle madri in carcere, molte delle quali scelgono come via di liberazione il suicidio.

INFO/FONTE:
Cinemazero/Ufficio Stampa
www.cinemazero.it

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