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Cultura > Film > 21 Aprile 2011

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Venerdì Liberty: al Salone degli Incanti si proietta "Klimt" con John Malkovich

“Klimt” (2006) di Raoul Ruiz

Trieste (TS) - Il ciclo di appuntamenti dei “Venerdì Liberty”, proiezioni e conferenze nella sede dell'Auditorium della ex Pescheria – Salone degli Incanti, prosegue venerdì 22 aprile alle 17.30, a ingresso libero: il primo film della rassegna - organizzata dall'Area Cultura e Sport del Comune di Trieste in collaborazione con La Cappella Underground - è “Klimt” (2006) di Raoul Ruiz, con John Malkovich, Saffron Burrows e Sandra Ceccarelli.

Per l'occasione, la mostra “Trieste Liberty – Costruire e Abitare l'Alba del Novecento” rimarrà aperta fino alle ore 21.
Il lungometraggio, inedito nelle sale cinematografiche italiane, è ispirato alla biografia del celebre pittore austriaco Gustav Klimt (1862 – 1918), ribelle portabandiera dell’art nouveau, che destò scandalo per il carattere erotico della sua pittura; bandito dal circuito ufficiale, Klimt diede vita alla cosiddetta “Secessione Viennese” e fu sostenitore di giovani artisti come Oskar Kokoshka ed Egon Schiele.

Il film non vuole essere una fedele ricostruzione della vita dell’artista, bensì un libero flusso di immagini in cui affiorano ricordi, personaggi e opere della Vienna dello “jugendstil” di inizio Novecento. “E’ più una fantasia o, se vi piace, una fantasmagoria - ha dichiarato il regista cileno Raúl Ruiz - proprio come uno dei suoi dipinti, nel quale le figure materiali e immaginarie si mescolano ruotando attorno a un fulcro centrale: il pittore Klimt. Volevo tratteggiare le caratteristiche stilistiche uniche della sua arte, il prevalere della bellezza, l’eccesso di colore, gli spazi distorti e gli angoli complessi, per cogliere la vita e illuminare una delle più ricche, contraddittorie e misteriose epoche della storia moderna”.

Sullo schermo prende forma un sogno febbrile che comincia in un ospedale dove Klimt (John Malkovich) giace in stato quasi comatoso (il pittore morì, infatti, di polmonite poco dopo esser stato colpito da un ictus che aveva paralizzato il suo lato destro). Davanti ai suoi occhi scorrono le immagini intraviste sulla superficie degli specchi o attraverso gli obiettivi di macchine fotografiche, le lenti dei microscopi e i vetri schermati. Al centro del film, la passione dell’artista per Lea de Castro, la donna che Klimt incontra a Parigi durante l’esposizione universale del 1900 e che gli appare come una musa, la personificazione dei suoi ideali eroici e dei suoi desideri carnali; ma anche la sua lotta per la libertà creativa, l’instancabile ricerca di nuove forme di espressione, la reazione allo spirito sociale e artistico della Vienna a cavallo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.

Dopo l'appuntamento di venerdì 29 aprile con la conferenza “Liberty e architettura: riflessi di un gusto internazionale”, a cura dell'architetto Giulio Polita, il ciclo di proiezioni proseguirà, come di consueto, ogni venerdì alle 17.30, fino al 10 giugno, con un programma incentrato su soggetti, atmosfere e personalità artistiche degli anni del Liberty e della Belle Époque.

INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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