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Cultura > Arte > 03 Aprile 2011

“Sul cammino degli antichi dei dell’Istria”: mostra itinerante alla sala Negrisin di Muggia

di Paolo Radivo

Medusa

Muggia (TS) - È stata inaugurata sabato 26 marzo e sarà visitabile fino a domenica 10 aprile 2011 a Muggia nella sala “Giuseppe Negrisin” di piazza Marconi la mostra itinerante “Sul cammino degli antichi dei dell’Istria”, che ha già fatto tappa dal 10 al 26 novembre 2009 a Padova nel Palazzo Liviano, dal 10 aprile al 6 giugno 2010 a Pordenone presso il Museo Civico Archeologico del castello di Torre e dal 19 dicembre 2010 al 9 gennaio 2011 a Borgoricco (PD) nel Museo della Centuriazione Romana.

L’iniziativa è organizzata, nell’ambito del progetto INTERREG Heart of Istria, dal Centro Internazionale di Archeologia Brioni-Medolino di Pola, dalla Società per la Storia e lo Sviluppo Culturale dell’Istria di Pola, dal Dipartimento di Archeologia e Topografia Antica dell’Università di Padova e dal Museo Liviano di Padova, con il contributo del Ministero della Cultura della Repubblica di Croazia e della Regione Istriana.

In 24 pannelli illustrativi l’esposizione presenta al pubblico l’esito di una ricerca sul materiale archeologico e sulle moderne monografie attinenti gli antichi culti dell’Istria. Nel territorio compreso tra il fiume Risano e la riviera di Abbazia sono stati rinvenuti 193 monumenti che raffigurano ben 59 divinità. Il 39% di queste sono romane, il 37% greco-romano-orientali e il 24% autoctone. Considerando il numero dei reperti arriviamo rispettivamente al 55%, 29% e 31%. Se ne ricava una notevole ricchezza cultuale, frutto sia dell’eterogeneità e del cosmopolitismo della popolazione sia della proverbiale tolleranza romana in campo religioso.

Gli dei romani venerati erano in tutto 23: 12 femminili e 11 maschili. Si segnalano in particolare Giove, il dio italico dei boschi Silvano, Ercole, Minerva, i Genii e i Mani, poi Dioniso, Libero e Venere, Giunone, Flora e Priapo, quindi Eros, Luna, Fortuna, Mercurio, Terra Madre e Vittoria, infine Bona Dea, Nettuno, Roma e Augusto, Salute, Sole e Vesta. Fra iscrizioni, rilievi, sculture lapidee e bronzee si contano 102 testimonianze nei luoghi di maggiore colonizzazione romana, dunque soprattutto Pola e l’agro polese, ma anche altri centri (specie i possedimenti imperiali), con l’eccezione dell’area liburnica. I dedicanti erano di varia origine.

Tra le 22 divinità greco-romano-orientali rilevate, 12 sono maschili e 10 femminili. Vengono citate in 60 fra iscrizioni o are votive, rilievi, statue lapidee e sculture bronzee soprattutto a Pola e in qualche altra località della penisola, con l’esclusione però dell’est liburnico. Gli dei attestati sono Medusa, Attis, Nemesi, Iside e Mitra, a seguire le Gorgoni, la Magna Mater (Cibele) e la Sfinge, quindi Acheloo, Atlante e Hera, e infine Apollo, Asclepio, i Dioscuri, Hathor, le Menadi, le ninfe Nereidi, Pan, Poseidone, Sabazio, i Satiri e Tritone.

Fra le 14 divinità locali ben 13 sono femminili: in particolare Eia nell’agro polese e Sentona in area liburnica, mentre Histria Terra (detta anche Terra Histria, Histria o Istria) era venerata sia nell’agro polese sia a Iulia Parentium. Ricordiamo inoltre Aitica, Boria, Genius Barbulanus, Iria Venus, Melosocus Augustus (o Silvester), Nebres, Seixomnia Leucitica, Iutossica, Trita Augusta, Ianus Pater e Ica (o Ika). Secondo Vesna Girardi Jurkic, ideatrice della mostra e autrice del catalogo, se ne deduce che istri e liburni avevano una struttura matriarcale e che la loro identità resistette sul piano religioso fino agli inizi del IV secolo d.C.. I dedicanti però erano in prevalenza schiavi o liberti italici, greci od orientali, dunque immigrati di rango inferiore.

In epoca repubblicana sorse nei fori di Pola, Parenzo, Nesazio e forse Trieste un unico tempio ceGiove - copiantrale. Nel I e II secolo d.C. tale struttura si modificò a Pola, Parenzo, Nesazio e Brioni Maggiore in un tempio centrale e due laterali simili. È provata l’esistenza di templi in onore di Ercole, Fortuna, Magna Mater, Minerva, Roma e Augusto a Pola, Giove, Giunone e Venere sulle Brioni, Augusto, Eia e Istria a Nesazio, Fortuna e Histria presso Rovigno e Nettuno a Parenzo.

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