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Notizie > AttualitĂ  > 02 Aprile 2011

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Cinemazero: in anteprima a Città del Messico il documentario "Tinissima, il dogma e la passione"

Tinissima: il dogma e la passione

Pordenone (PN) - Grande anteprima internazionale per Cinemazero, che il prossimo 5 aprile presenterà a Città del Messico il documentario, appena prodotto dall'associazione pordenonese, "Tinissima: il dogma e la passione", nuovo film sulla vita di Tina Modotti realizzato dalla regista messicana Laura Martinez Diaz. Un progetto prestigioso, che Cinemazero condivide con il Fondo Nacional Para la Cultura y las Artes’ (FONCA) del Messico.

Il documentario, reso possibile grazie anche al sostegno dell'Associazione Fondo Regionale per l'Audiovisivo e della Regione Friuli Venezia Giulia, e con la partecipazione della RAI regionale del Friuli Venezia Giulia (che programmerà il film nell'autunno 2011), ricostruisce il percorso cronologico dell’artista e fotografa di origini friulane, partendo dall’infanzia e adolescenza di Tina a Udine, fino alla sua dipartita dall'Italia. Nel documentario immagini attuali di Udine si alternano a foto d’archivio dell’inizio del secolo XX.

In occasione dell'anteprima internazionale messicana interverranno anche Piero Colussi, Consigliere Regionale del FVG, e Livio Jacob, direttore della Cineteca del Friuli. Il film sarà presentato in estate anche a Pordenone, a Cinemazero, in anteprima europea.

All'età di 16 anni, Tina Modotti intraprende un sentiero non tanto diverso da quello di molti italiani all'inizio del secolo XX, costretta a migrare e a raggiungere il padre negli Stati Uniti nel 1913. Per questioni legate al caso e al cuore, si trasferisce nel Messico dieci anni dopo. Il paese sta vivendo un vero “rinascimento” artistico dopo essere stato protagonista della prima rivoluzione del secolo: molti sono gli intellettuali e gli artisti d'avanguardia che vi trovano ospitalità. Tina Modotti rimane così affascinata da Città del Messico, luogo dove all'epoca si respirava un'aria di grande libertà, dove la creatività veniva portata al servizio della società, tanto da sceglierla come luogo d'elezione per viverci.

Ed è dunque proprio una regista messicana, Laura Martinez Diaz, a firmare questo nuovo documentario. “Mi attirava l'idea di raccontare questa donna che ha amato, lottato, che ha fatto di un mestiere artistico la bandiera di una vita controcorrente” dice la regista. “Avendo girato due documentari sulla presenza italiana in Messico, sono rimasta folgorata nel venire a conoscenza della vicenda umana e artistica di Tina Modotti, italiana che ha fatto del Messico il suo “focolare”, luogo che ha determinato decisamente la sua vocazione artistica verso la fotografia. Molti gli interrogativi a cui cerco di rispondere attraverso il documentario. Cosa ha fatto sì che Tina si innamorasse di un paese come il Messico, pieno di contrasti ma per varie cose simile all’Italia di quell'epoca? Quanto ha influito nel suo percorso il sentimento di libertà profondo che la pervadeva? O forse è stato per lei più importante credere in una utopia, la condivisione a livello planetario di alcuni valori politici? Forse, ancora, la sua vita tragica l’ha spinta a prendere decisioni importanti, ad abbandonare il passato e a guardare sempre davanti a sé..”.

Ma il documentario racconta anche del periodo californiano di Tina Modotti, poco documentato, con un focus sui film che l'hanno vista protagonista nella Hollywood dell'epoca. Il periodo Messicano viene invece ricostruito montando materiale d’archivio, raffrontato con immagini attuali e con gli scatti di Tina Modotti, provenienti dal fondo Modotti dell'archivio fotografico di Cinemazero. Suggestive immagini d’archivio ricostruiscono invece l’esperienza dell’artista nell’URSS e durante il periodo della Guerra Civile Spagnola. Il documentario include inoltre interviste a studiosi della figura di Tina Modotti, alcuni friulani (Gianfranco Ellero e Riccardo Toffoletti) e altri messicani. Un percorso visivo che permette di “giocare con il tempo”, lasciando che il passato e il presente s’incrocino con l’opera fotografica di Tina.

INFO/FONTE:
Cinemazero/Ufficio Stampa
www.cinemazero.it

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