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Cultura > Arte > 09 Febbraio 2011

La mostra "Guareschi e il 1948" si sposta da Trieste al Lago Maggiore

Guareschi e il 1948

Verbania-Pallanza (--) - Da Trieste al Lago Maggiore, la singolare mostra “Guareschi e il 1948” si trasferisce a Verbania-Pallanza (Lungolago), affacciata sul lago Maggiore, dove sarà inaugurata venerdì 11 febbraio, alle ore 17.30, dal Sindaco di Verbania on. Marco Zacchera.

Allestita nell’aprile del 2008, nella Sala ‘Attilio Selva’ di Palazzo Gopcevich, dall’assessorato alla Cultura del Comune di Trieste, la mostra di rievocazione storica su Giovannino Guareschi (1908-1968), scrittore e giornalista – personaggio simbolo dell’Italia del dopoguerra – torna alla ribalta in Piemonte. E prende residenza temporanea nella sede dell’antica ‘Villa Giulia’ a Verbania, la palazzina fatta costruire nel 1847 da Bernardino Branca, l’inventore del noto ‘Fernet’. Dimora prestigiosa che fu dedicata alla moglie Giulia dal figlio di Branca e successivamente fu restaurata dall’architetto Giuseppe Pirovano. Attualmente è proprietà del Comune di Verbania e viene utilizzata per concerti, convegni e manifestazioni di interesse culturale.
Il Guareschi triestino era stato già ‘esportato’ con successo a Treia, nelle Marche, in provincia di Macerata.

L’esposizione “Guareschi e il 1948” - allestita a Trieste nel 2008 e curata dalla triestina Federica Grebello, che aveva già curato lavori su Leo Longanesi e Guareschi per la Provincia - celebrava in quell’anno il centenario della nascita, il quarantennale della morte dello scrittore, nonché il sessantennale delle elezioni del 1948, tenutesi il 18 aprile, che decretarono la vittoria della Democrazia Cristiana. Un evento politico importante che segnò un’epoca, mentre un uomo fuori dalla cultura ufficiale, sapeva rappresentare, in modo irripetibile, quel mondo tutto italiano in cui nel dopoguerra si scontravano al contempo stili di vita, credo politici, ideali e tradizioni, sullo sfondo dei Peppone e don Camillo. Sempre nel 2008 è stato pubblicato il ‘quaderno-catalogo’ “Guareschi. L’umorismo e la storia”, collegato alla mostra – che fa riferimento anche al convegno tenutosi nel 2003, da cui emerse il legame di Guareschi con Trieste che definiva “la capitale morale della Nazione italiana”– e i cui testi sono stati curati da Simonetta Bartolini e Giuseppe Parlato.

“Una mostra inconsueta – sottolinea l’assessore alla Cultura Massimo Greco –con un allestimento che colpisce già dalla grafica, nella vertiginosa sequenza degli “8”, che denotano una cabalistica concentrazione di anniversari. E attraverso numerose “immagini” dell’epoca, ben tratteggia gli eventi biografici-storici dello scrittore, giornalista. Diversa dal solito copione commemorativo. E che raccoglie buona documentazione di temi e tecniche di marketing politico sulle elezioni probabilmente più importanti del secondo dopoguerra. Con un particolare riferimento a Trieste, in cui nel 1948 non si votò per Camera e Senato perché ancora sotto il Governo Militare Alleato. Una mostra di interesse storico apprezzata dal pubblico e divenuta ‘itinerante’, che adesso approda a Verbania grazie alla fattiva collaborazione tra il Comune di Trieste e quello piemontese”.

Nella mostra allestita a Verbania, provenienti dal corredo espositivo realizzato dal Comune di Trieste, saranno anche visibili le pagine del giornale“Candido” con le vignette politiche di Guareschi, nonché manifesti-volantini politici per le elezioni del 1948, materiale propagandistico della DC e del Fronte democratico popolare, provenienti dall’archivio Croce di Piacenza. Non mancheranno poi reperti originali provenienti dalle scenografie dei film di Don Camillo e Peppone firmate da Guareschi.

INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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