Oggi Notizie Cultura
Cerca in
Cerca in

Notizie > Incontri > 05 Febbraio 2011

Bookmark and Share

Una storia istriana al Ruffo di Sacile per il Giorno del Ricordo

Elisa Fonda

Sacile (PN) - “A Pirano avevo imparato ad essere in comunione. Via da lì sarò mare in tempesta”. Con queste parole l'attrice istriana Elsa Fonda sottolinea il passaggio doloroso dell'esodo dalla sua terra nel romanzo autobiografico “La cresta sulla zampa”, recentemente pubblicato per i tipi di Ibiskos Editrice e scelto dal Piccolo Teatro Città di Sacile e dall'Assessorato alla Cultura del Comune come spunto per una riflessione sul “Giorno del Ricordo”.

Sabato 12 febbraio, alle ore 10.30, il Teatro Zancanaro accoglierà infatti pubblico e studenti delle Scuole Superiori cittadine per un incontro con l'autrice, che presenterà ed interpreterà alcuni passaggi del libro e dialogherà con la platea insieme a Gianpaolo Carbonetto, giornalista caporedattore del “Messaggero Veneto”, moderatore dell'evento.

L'invito per questa particolare iniziativa, promossa in sinergia con la Biblioteca Civica “Romano Della Valentina” e col sostegno della Provincia di Pordenone, è anche l'occasione per rinsaldare il legame artistico di Elsa Fonda con Sacile, un rapporto mediato proprio dal Piccolo Teatro, che spesso in passato l'ha coinvolta come docente di dizione e tecnica teatrale in laboratori, conferenze e récitals dedicati al mestiere dell'attore e alla scrittura ed interpretazione del testo, nella produzione drammaturgica e poetica.

Attrice e “voce Rai” per oltre trent'anni, docente al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e in altre prestigiose Accademie, autrice di testi, studi e riduzioni teatrali, Elsa Fonda narra nel libro della sua dorata infanzia istriana, della difficile adolescenza e quindi della sofferta decisione familiare di lasciare infine l'amatissima Pirano per stabilirsi a Trieste, in qualche modo purtroppo ancora “straniera tra stranieri”, in una città dove “essere profughi era una vergogna che nessun aiuto più o meno pietoso poteva cancellare”.

Nel suo scritto si intrecciano quindi la storia personale e la storia corale di una comunità, come ebbe modo di sottolineare tra gli altri Claudio Magris, uno dei primi a leggere queste pagine ancora “in fieri”: “Mi pare un libro molto forte, poetico, doloroso e capace di andare inaspettatamente e dolorosamente in fondo alla verità - una verità che non è soltanto individuale, ma è al tempo stesso individuale e collettiva, storica”.

INFO: www.piccoloteatro-sacile.org

Leggi le Ultime Notizie >>>