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Notizie > Incontri > 25 Gennaio 2011

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Giovedì 27 gennaio a Cinemazero la Venezia "poetica" di Carlo Mazzacurati

Carlo Mazzacurati

Pordenone (PN) - Presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, arriva sugli schermi di Cinemazero "Sei Venezia" del regista Carlo Mazzacurati, già Leone d’Argento nel ’94 per il film "Il toro". Mazzacurati sarà a Pordenone, ospite di Cinemazero, giovedì 27 gennaio 2011 alle ore 21.15 in SalaGrande in occasione della proiezione del film.

"Sei Venezia" è un’opera poetica che si concentra su sei abitanti “quotidiani” per raccontare la città lagunare: Giovanni, pensionato, che ogni giorno, partendo da Mestre in autobus, raggiunge l'Archivio di Stato, vicino ai Frari, dove presta servizio come volontario e dove, tra le mappe della Repubblica Veneta, ha ritrovato l’amore; Roberta, cameriera d’albergo al Danieli, figlia di un gondoliere; Ernesto, l’archeologo che ha riscritto la storia delle origini della città dei Dogi; Carlo, il pittore che vive a Burano, l’isola dei merletti, mal sopportato dai suoi concittadini; Ramiro, che è stato topo d’appartamenti, anzi ragno, visto che si calava dai tetti, e per chiudere il giovane Massimo, nato e cresciuto nel “Bronx di Venezia”, a Sacca Fistola.

Lo spunto è arrivato a Mazzacurati proprio girando per Venezia, parlando con le persone, ascoltando storie. Ogni spettatore potrà trovare quella che più lo rappresenta o che tocca le corde della memoria, dei sentimenti. Quello che il regista ha cercato di catturare è il sentimento della città, dato dalle sue strade, dalla luce che la illumina, ma soprattutto dalle persone che la abitano.

“Dopo un lungo percorso, anche meditativo, con Claudio Piersanti e Marco Pettenello - racconta Carlo Mazzacurati - siamo arrivati a quelle persone che mi sembravano uniche, come è unica la città stessa. Ero affascinato da questo filo conduttore originale col quale narrare la città. Una città da secoli già dipinta, narrata, fotografata, filmata. Una città in cui si rischiava di essere superficiali. I protagonisti del film sono sei come sei sono le parti di Venezia, divisa in sestrieri. Non sono storici o professori, persone che spiegano la città. Sono persone che, in qualche modo, esprimono una loro unicità. Che raccontando loro stesse, raccontano un frammento segreto della vita vera di quel posto e insieme compongono un piccolo affresco di questo modo di stare assieme in un luogo così singolare come Venezia. Ho scelto questi personaggi perché più di tutte le altre persone che ho incontrato avevano la caratteristica di essere dotati di una bellezza umana, di una forza poetica, di cui non erano consapevoli e quindi non ne facevano uso. Ciascuna persona al mondo, quando si riesce a trovare un grado di intimità e di verità, diventa interessante".

"Questa è la vera scoperta. Abbiamo puntato su persone non in evidenza, non portatori di particolari drammaticità, che avrebbero potuto suscitare interesse morboso. Semplicemente persone con un’umanità profonda e una bellezza poetica che diventava motivo di forte attrazione. Tutto questo attraverso un lavoro di avvicinamento, di contatto umano. Ho passato molti giorni semplicemente stando con loro, per stabilire quasi un rapporto affettivo. E’ stato il lavoro del fidarsi, di non sentire la nostra presenza come invasiva”.

INFO/FONTE:
Cinemazero/Ufficio Stampa
www.cinemazero.it

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