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Cultura > Teatro > 11 Gennaio 2007

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In scena "Finale di partita" di Beckett

finale di partita

Trieste (TS) - Nel cartellone “Altri Percorsi”, sabato 13 gennaio alle 20.30, al Politeama Rossetti, debutta “Finale di partita” di Samuel Beckett. Unica replica domenica 14 gennaio alle 16. Interpreti in scena Franco Branciaroli e Tommaso Cardelli. Regia di Franco Branciaroli, scene di Margherita Palli e costumi di Margherita Palli. La pièce è prodotta dal Teatro degli Incamminati.
È un’occasione da non perdere quella di ammirare un maestro del calibro di Franco Branciaroli in uno dei ruoli principi della scena contemporanea europea: si tratta di Hamm, protagonista di Finale di partita, capolavoro di un genio del Teatro dell’Assurdo quale Samuel Beckett. Branciaroli giunge alla complessa essenzialità e alla sintesi drammaturgica beckettiana forte d’esperienze interpretative vaste e determinanti: di recente ha recitato autori poco convenzionali ma intensamente espressivi come il Ruzante, ha dato voce alle speculazioni filosofiche di Camus, alla sofisticata letterarietà di Hoffmannsthal, alla prosa contemporanea di nuovi autori. Beckett è dunque il coronamento di un percorso di ricerca condotto con impegno personale e a cui seguirà a breve un’ulteriore stimolante prova: l’interpretazione – proprio per lo Stabile regionale – del Galileo brechtiano, diretto da Antonio Calenda.
Hamm – come tutti i personaggi concepiti da Beckett – è immerso in una desolata solitudine che nemmeno il dialogo illogico con le figure che lo circondano può risolvere. Incomunicabilità, attesa, l’esistenza divenuta angosciante dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale che ha spazzato ogni senso e la possibilità di qualsiasi fede, sono temi tipici dell’autore, tutti evidenti in Finale di partita: scritto nel 1957 allude a una illogica partita di scacchi, persa fin da principio e solo rallentata dall’azione dei personaggi. Hamm, il figlio-servitore Clov, Nell e Nagg decrepiti genitori di Hamm che vivono in due bidoni della spazzatura, si trovano in un rifugio e sono tutti tormentati da deformazioni fisiche che ne limitano movimenti e potenzialità.

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