Oggi Notizie Cultura
Cerca in
Cerca in

Cultura > Arte > 11 Gennaio 2007

Bookmark and Share

“La bellezza per la bontà” in mostra al Castello di Duino

Milko Bambic

Duino (TS) - Prosegue nelle sale del Castello di Duino la settima edizione della mostra “La bellezza per la bontà, l’arte aiuta la vita”, precedentemente esposta alla Galleria Rettori Tribbio 2 di Trieste. La rassegna, ideata da Aldo Pianciamore, da Etta Carignani, presidente della Fondazione Premio alla bontà Hazel Marie Cole, dal critico Marianna Accerboni e dalla pittrice Valentina Veranì, rimarrà visitabile fino al 28 gennaio (ogni sabato e domenica dalle 9.30 alle 16.30). L’iniziativa ha lo scopo di raccogliere fondi in favore della Fondazione Premio alla bontà Hazel Marie Cole che premia gli alunni più buoni d’Italia, aiuta economicamente giovani di Paesi poveri vincitori di borse di studio per il Collegio del Mondo Unito ed elargisce premi in denaro a chi aiuta persone non autosufficienti.
«Bontà e bellezza - scrive Accerboni nel catalogo con schede a cura di Sergio Molesi - s’intrecciano in questa iniziativa, che premia la generosità e l’altruismo nel ricordo di Hazel Marie Cole, straordinaria figura di mecenate inglese, la quale fece di tali doti il proprio stile di vita. Al di là del precipuo fine benefico, la rassegna (che presenta quest’anno un’desione più elevata di partecipanti) ha il pregio di riassumere attraverso più di trenta opere, realizzate secondo tecniche diverse, un panorama attraente e variegato del lessico artistico contemporaneo a Trieste, in Italia e all’estero. Si evince da parte di numerosi artisti presenti un’insistita tendenza a evadere dalla realtà attraverso il sogno, scivolando nel linguaggio onirico, metafisico, surreale o simbolico con una forte impulso a cogliere il lato fantastico che si cela al di là del reale. A tale orientamento appartengono Milko Bambic, Ferruccio Bernini, Mario Bessarione, Paolo Calvino, Bruna Daus Medin, Fulvio Dot, Annamaria Ducaton, Laila Grison, Enzo Mari, Elettra Metallinò, Doriana Mitri, Megi Pepeu, Dante Pisani, Alice Psacaropulo, Giancarlo Stacul, Erika Stocker Micheli, Adriano Stok, Marina Tessarotto. In particolare va segnalato l’olio di grandi dimensioni dall’intenso intreccio compositivo fantastico, donato da Valentina Veranì, triestina di nascita e cittadina del mondo nonchè fondatrice a Berlino del movimento culturale dell’Essenzialismo».
«Il fascino dell’espressionismo figurativo tedesco - aggiunge Accerboni - con i suoi intensi rimandi alle problematiche interiori dell’animo umano, è invece presente nella pittura intensa di Tarcisio Postogna, Claudio Nevyjel e Livia Bussi mentre la valenza postimpressionista compare nella figurazione lieve e ardita di Giulia Noliani Pacor e nel linguaggio efficace di Luciano Modugno e Luciana Costa. Il gesto si fa più rarefatto nelle raffinate “Bilance” della francese Valérie Brégaint, in cui si può forse intravvedere il senso della vita; e diviene particolarmente essenziale nelle sculture lignee di Ann Tudor Walters».
«Al filone più tradizionale della pittura narrativa - conclude il critico - appartengono infine le opere di Livio Zoppolato, Carlo Sini e Holly Furlanis e il gesto molto convincente di Marta Potenzieri Reale. Mentre una pioggia di stelle cade sui nostri sogni nella raffinata tessitura di Mariella Lauro».

Leggi le Ultime Notizie >>>