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Cultura > Arte > 07 Dicembre 2006

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La sorgente di Manuela Marussi

Pietà

Trieste (TS) - Alla Casa della Musica di Trieste, in via dei Capitelli 3, è allestita la mostra personale della pittrice triestina . La rassegna, che si compone di una quindicina di opere recenti realizzate dall’artista ad olio su tela, è curata dall’architetto Marianna Accerboni. L’esposizione, intitolata “Sorgente”, rimarrà visitabile fino al 14 dicembre.
Manuela Marussi è nata a Trieste dove vive e lavora. Da sempre appassionata alla pittura e alla grafica, rinasce nel 2000, a coronamento del percorso di crescita spirituale condotto sotto la guida dei maestri Ileana Dudine e Alessandro Corsi all’Associazione “Reiki ...la via del cuore”. Sul piano pittorico si è formata grazie alla frequentazione dell’atelier del maestro Paolo Cervi Kervischer. Ha esposto in numerose personali. Da quattro anni tiene un corso di pittura e disegno sensibile da lei ideato.
«La rassegna - scrive Accerboni - rappresenta un’ulteriore maturazione della poetica della Marussi, che approfondisce con particolare sensibilità in questa occasione il tema della donna, sottolineandone la natura delicata ma forte. E avvalendosi, nell’esplicitare l’argomento, di un simbolismo lieve, quasi aereo, reso tale anche da un’intensa valenza luministica, che avvolge e rende eteree, pur nella loro simbolica carnalità, le sue eroine: personaggi femminili emblematici, creature legate in modo simbiotico al mondo della natura - grazie anche alla stessa capacità di generare della donna - e quindi all’acqua e agli animali. La donna foca, la donna balena, la madre alchemica con i suoi simboli misteriosi e affascinanti, la donna angelo si susseguono all’essere femminile che proviene – quasi inquietante nella sua azzurra bellezza – da altri mondi. Hanno la grazia e la serenità del ciclo delle Ballerine, dipinto dall’artista qualche tempo fa e presente in mostra con un esemplare, ma testimoniano anche con tenerezza e aderenza al reale la presenza/assenza della figura materna, da poco scomparsa. Al cui ricordo è legato altresì Pegaso, il cavallo alato che con un calcio fece sgorgare l’acqua e la poesia e fu infine trasformato in costellazione».
«Rimandi criptici, come accade di sovente nell’arte di Marussi, provengono – ha proseguito l’architetto Accerboni - ancora da altri mondi. Così avviene per esempio nei tre lavori in cui s’intravedono i misteriosi cerchi di grano che compaiono in diversi luoghi del globo, nella donna uccello dipinta sullo sfondo di un mare particolare che non è di questa terra, nel personaggio sciamanico. Mentre all’improvviso il bacio contemporaneo di una Maddalena del duemila simboleggia la pietà devota».
Ha scritto l’artista a proposito della sua pittura: «Sgorgano nel mio cuore immagini e volti, paesaggi e simboli, emozioni e colori, e si offrono allo sguardo e all’anima di chi osserva come acqua limpida e trasparente. Sono sogni, visioni, ricordi dell’anima, di cui tutti siamo parte. Sono attimi catturati all’eternità che ci appartiene. Sono riposo e quiete, ricovero e rifugio in una società troppo veloce, che ci cattura nel suo vortice di illusioni».
La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 7.00 alle 20.00, il sabato dalle 7.00 alle 18.00.

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