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Notizie > AttualitĂ  > 04 Dicembre 2006

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Arriva la Fiera di San Nicolò

fiera S. Nicolò

Trieste (TS) - Dal 4 all'8 dicembre, dalle ore 8.00 alle 23.00, lungo il viale XX Settembre, avrà luogo la tradizionale Fiera di San Nicolò. I 165 gazebo espositivi si estenderanno dalla via Muratti alla piazza Volontari Giuliani con l’abituale miriade di prodotti di ogni tipo, tesi ad attirare l’interesse di grandi e bambini.
In particolare quest’anno, con la collaborazione dell’Associazione Tredici Casade, si è voluto dare una nuova impronta tramite un richiamo storico alle tradizioni passate e la sorpresa di un San Nicolò elargitore di doni per i più piccoli. L’ideazione e le note storiche riporate di seguito sono a cura di Edda Vidiz e Renzo Arcon.
Questo il programma dettagliato degli eventi della Fiera:

- 4, 5 e 7 DICEMBRE
Dalle ore 16.00 in via Muratti programma d’animazione con musica e giocoleria.

- 6 DICEMBRE 2006
Alle ore 15.00 al canto dei “Menestrelli di Madonna Bora” San Nicolò e il corteo medioevale della “Venerabile Confraternita e Scuola di San Nicolò” scenderanno dalla Piazza Volontari Giuliani lungo il viale XX Settembre verso la via Muratti.
Cammin facendo al saluto augurale di San Nicolò gli espositori offriranno una moneta simbolica da donare ai bambini in attesa in via Muratti.
All’arrivo in via Muratti, previsto verso le ore 16.00, San Nicolò sarà accolto dal canto gioioso dei “Mini cantori della Accademia di Musica e Canto Corale “ diretti dal Maestro Alessandro Pace. Seguiranno i balletti delle piccole dello Studio Dance, per condividere la gioia dell’arrivo di San Nicolò.
I bambini e gli scolaretti delle prime elementari sono invitati a portare con sé un calzino, che San Nicolò, sempre in via Muratti, provvederà a riempire di noci, mandarini e dolcetti secondo l’antica tradizione triestina.

- 8 DICEMBRE
Alle ore 15.00, al ritmo gioioso dei tamburi, San Nicolò e il corteo medioevale della “Venerabile Confraternita e Scuola di San Nicolò” scenderanno dalla Piazza Volontari Giuliani lungo il viale XX Settembre verso la via Muratti dove, alle ore 16.00, si esibiranno gli sbandieratori, i Menestrelli di Madonna Bora, la Scuola Studio Dance e gli armati della Compagnia de Tergeste.
Al termine delle esibizioni, San Nicolò e la sua Confraternita saluteranno i presenti, con l’augurio di un prospero anno a venire, e ripercorreranno il viale XX settembre in senso inverso.

SAN NICOLA. CULTO E TRADIZIONE
Nicola di Mira fu un vescovo nella seconda metà del IV secolo della città di Myra (antico nome di Demre, nella Licia in Asia minore, l’attuale Turchia).
In Italia è conosciuto anche come san Nicola di Bari, dal nome della città della Puglia che ne custodisce le spoglie a partire dall’XI secolo.. Il suo culto fu portato a New York dai coloni olandesi (è infatti il protettore della città di Amsterdam), e si diffuse presto in tutto il mondo sotto il nome di santa Klaus (da Santus Nicolaus).
San Nicola è uno dei santi più popolari del cristianesimo e protagonista di molte leggende riguardanti miracoli a favore di bisognosi. Il suo emblema è il bastone pastorale e tre sacchetti di monete (o anche tre palle d’oro). Tradizionalmente viene rappresentato vestito da vescovo. L’attuale rappresentazione in abito rosso bordato di bianco origina dal poema “A Visit from St. Nicholas” del 1821 di Clement C. Moore, che lo descrisse come un signore allegro e paffutello, contribuendo alla diffusione della figura laicizzata di Santa Klaus ovvero Babbo Natale .
Venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa, è patrono dei bambini, ragazzi e ragazze, scolari, farmacisti, mercanti, naviganti, pescatori, profumieri, bottai, nonché delle vittime di errori giudiziari e degli avvocati. Secondo la tradizione, Nicola aiutò tre ragazze che non potevano sposarsi per mancanza di dote, gettando sacchetti di denaro dalla finestra nella loro stanza, per tre notti. Per questo è venerato dalle ragazze e dalle donne nubili.
Viene festeggiato il 6 dicembre. Dal XVII secolo viene considerato benefattore dei bambini. Da allora esiste in molti paesi europei, soprattutto della Mitteleuropa, l’uso di mettere la notte del 5 dicembre gli stivali fuori dalla porta di casa in modo che il santo possa riempirli di noci, mandarini e biscotti. Questa tradizione è sentita anche in Italia soprattutto a Trieste, dove – in suo onore - viene organizzata annualmente la Fiera di San Nicolò.


IL CULTO DI SAN NICOLÒ A TRIESTE
Sin dal Medioevo i traffici mercantili e marittimi fra Trieste e la Puglia erano molto intensi. Pertanto si può presupporre che il culto del Santo fu portato da Bari a Trieste prendendo poi piede grazie allo sviluppo della Comunità Greco Ortodossa nella nostra città.
La Fiera di San Nicolò di Trieste deriva dall’antica festa che la Confraternita greco-ortodossa organizzava in occasione di San Nicola da Myra. Festa tradizionalmente rivolta ai bambini, ai quali, in ricordo della grande generosità di San Nicola, venivano portati dei doni. Nei tempi più antichi la Fiera si teneva lungo la via Nuova, oggi Via Mazzini, estendendosi anche alle vie laterali. Si tiene in Viale XX Settembre dall’anno 1923.
A Bari il Santo non viene particolarmente festeggiato il 6 dicembre, né vige la consuetudine del suo portare doni ai bambini, ma viene invece festeggiato a maggio con una grande festa, che lo vede arrivare dal mare.

La Venerabile Confraternita e Scuola di San Nicolo’
Prima della revoca di Giuseppe II del 1782 a Trieste esistevano numerose associazioni di fedeli create per l’esercizio delle opere di pietà e di carità. Molte volte, al di là degli scopi di beneficenza, le Confraternite diventavano delle vere e proprie società di mutua assicurazione, come per l’appunto lo fu la Confraternita di San Nicolò per i propri iscritti.
Sin dal 1338 si ha certezza dell’esistenza della Chiesa di San Nicolò posta fuori porta Riborgo.
Nel 1588 la Chiesa non più officiata fu affidata dal vescovo Nicolò de Coret ai marinai, che vi tenevano assemblea il 6 dicembre di ogni anno.
Il disegno di San Nicolò e dell’antica Chiesa di San Nicolò, dal quale è stato ricavato il Gonfalone della Confraternita, è stato eseguito da don Pietro Rossetti nell’anno 1694.
La Presidenza della Confraternita era a titolo gratuito in quanto si supponeva che “il decoro terreno e il merito celeste possino soddisfare una persona ben e comodamente nata”.
Nell’Archivio Diplomatico si conserva uno Statuto della Confraternita con il nome di “Mariegole” dell’anno 1746. Il Primo Capitolo delle Mariegole riporta:
“Che tutti quelli, li quali esercitano la Maritima Professione tanto Capitani, che Patroni de Bastimenti, Trabacoli, e Barcollami d’ogni genere, che Marinari e Pescatori Sudditi Paesani , come pure tutti quelli – niuno eccettuato – che navigasse con Bastimenti Sudditi di qual si sia natura, sia con grandi, che con picole Barche, abbino preciso obligo di pagare à detta Veneranda Confraterna Soldi 30 all’anno in titolo di Luminaria, quali saranno tutti descritti per Confratelli in detta Confraterna, E parimenti tutti li Mercanti, Negozianti, Bottegari, ed Artisti, mà d’altra sfera di Persone ancor à quelli se gli concede libero l’Adito, quando fosse di loro piacere di potersi far descrivere per Confratelli in detta Veneranda Confraterna, con l’l’obligo però anche loro di pagare ogn’anno in titolo di Luiminartia à detta >Confraterna soldi 30, che cosi goderanno tutti quelli Beneficj Spirituaoli e, Corporali, come in seguito verrà prescritto.”
La Confraternita venne sciolta da Giuseppe II, con risoluzione del 21/03/1782.

L’Associazione di volontariato Tredici Casade, senza scopo di lucro, fondata nel 1989 e presieduta dalla scrittrice Edda Vidiz - a seguito delle iniziative del "Comitato Cittavecchia Viva" ideato dall’imprenditore Mario Cividin alla fine degli anni ’70 - si prefigge in particolare di valorizzare eventi storici e leggendari per promuovere la conoscenza del passato storico triestino. Il fine che l’Asssociazione intende conseguire, mediante studi, ricerche, pubblicazioni e manifestazioni evocative ad ampio raggio, è quello di rendere partecipe il grande pubblico alle vestigia storiche di coloro che ci hanno preceduto, perché è da queste impronte che Trieste ha attinto la sua diversità culturale, etnica, religiosa, diventando così quella “Europa piccola” decantata da James Joyce, e nella quale tutti possiamo ritrovare un po’ di noi stessi.
Ulteriori informazioni sul sito “www.13casade.com”.


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