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Cultura > Teatro > 20 Novembre 2010

“Non c’è più il futuro di una volta”: applaudito ritorno al Bobbio per Zuzzurro&Gaspare

di Claudio Bisiani

“Non c’è più il futuro di una volta”

Trieste (TS) - Ancora una volta arriva dai giullari della comicità – castigat ridendo mores – la forza critica di denunciare le sconfortanti “anomalie” della società contemporanea, mettendo alla berlina il pattume che ormai ammorba il nostro frenetico vivere quotidiano. Una gigantesca discarica a cielo aperto, di cui però quasi non ci si rende conto, fatta innanzitutto di tecnologia “usa e getta” spacciata per progresso, fra cellulari multifunzione sempre più “small”, computer sempre più “slim”, schermi sempre più “touch”, elettrodomestici sempre più “full optional” e iPhone ancora più “smart”.

Per non parlare poi della televisione, un tempo focolare domestico delle famiglie targate Mulino Bianco, diventata adesso un mostruoso cassonetto di banalità abitato dai vip «“cazzuti” e trendy del terzo millennio: Fabrizio Corona, Emanuele Filiberto, Bruno Vespa, Antonella Clerici, Maria de Filippi, il mago Otelma... ». Solo per fare qualche nome fra i tanti personaggi spuntati fuori negli ultimi anni "Al paese dei Berlusconi", mutuando il titolo di un famoso libro del critico Aldo Grasso.

Già, ancora e sempre lei: sua maestà la tv. Scatola luminosa dal potere incommensurabile – per cui esisti solo se in qualche modo ci appari dentro –, che sforna programmi assurdi e personaggi paradossali. Che diffonde modelli (pseudo)culturali e stili di comportamento tali da rimbecillire, da anestetizzare il cervello, da rendere schiavi spesso inconsapevoli di un raffinato meccanismo che non vuole parlare all'individuo, ma solo al consumatore/utente con l'unico obiettivo di renderlo compulsivo e acefalo. Quasi si trovasse davanti a un guscio vuoto da rimpinzare di reality, fiction, gossip, slogan, disinformazione, pubblicità e ovviamente “tette e culi”, che fanno sempre audience.

A disegnare questo idilliaco quadretto socioculturale di videocrazia di inizio terzo millennio, dipinto con pennellate pungenti e sagace vis comica, ci hanno pensato Zuzzurro&Gaspare, protagonisti della gustosa commedia “Non c’è più il futuro di una volta”, in scena al Teatro Bobbio fino a domenica 28 novembre. L'applaudito ritorno alla Contrada del popolare duo comico – grazie al testo brillante scritto da Aicardi, Formicola, Pistarino e Freyrie – rilancia la struttura, le tecniche e i ritmi tipici del cabaret anni Ottanta che lo vide esordire con successo proprio in televisione.

Teatranti navigati, coppia tra le più affiatate del mondo dello spettacolo nostrano, Zuzzurro&Gaspare portano in scena quel bagaglio di “amaro” buonumore, eccentricità, brio e intelligente ironia che li ha sempre contraddistinti. Portatori sani di un’allegria corroborante, interpreti scanzonati di una comicità diretta e affilata, osservatori impietosi dei vizi e delle (scarse) virtù del mondo che li circonda, mitragliatori senza pietà di battute al vetriolo dal ritmo incalzante, Nino Formicola e Andrea Brambilla non risultano mai banali, ma diffondono anzi – tra una gag e l’altra – una sorta di vademecum per imparare a stare al passo coi tempi. Per districarsi nel ginepraio di apparenza che ci avvolge e spesso ci stritola. Per esorcizzare con ottimismo, per quanto è possibile, le miserie umane e la paura di un domani a dir poco indecifrabile.

“Non c’è più il futuro di una volta” scivola via nel tempo che verrà, il famigerato terzo millennio, prendendo spunto da un ipotetico programma televisivo commissionato ai due comici. Ma quale idea trovare per piacere al telespettatore d'oggi? Quale spettacolo confezionare per soddisfare le mode del momento? E quale linguaggio usare per farsi capire nell'era di Internet, Facebook (il «catalogo dei pirla»...) e Twitter, degli Sms, dei codici Pin, Abi e Cab o delle coordinate Iban?

Fra una carrellata di scenette esilaranti – in cui tutti (ahinoi!) ci riconosciamo e identifichiamo – in un serrato confronto tra passato e presente, tradizione e novità, umanità e tecnologia, Zuzzurro&Gaspare danno vita a uno spettacolo che fa riflettere sulla società attuale col sorriso sulle labbra e cerca di intuire cosa potrebbe nascondersi dietro l'angolo. Senza dubbio un futuro complesso e di non facile lettura, che forse solo guardando al passato – al patrimonio inestimabile di cultura e di civiltà che si trova nei musei, accanto al recupero dei classici, delle nostre radici, dei sogni e dei principali valori umani – potrà liberarsi dalla schiavitù tecnologica del presente e far nascere qualcosa di buono. A partire da una sola domanda chiave che oggi tutti gli adulti dovrebbero porsi: «Andando avanti così, che mondo lasceremZuzzurro&Gaspareo ai nostri figli?».

Terzo spettacolo in abbonamento per la Stagione di prosa 2010/2011 della Contrada, “Non c’è più il futuro di una volta” con Zuzzurro&Gaspare, per la regia di Andrea Brambilla, resterà in scena al Bobbio fino a domenica 28 novembre nei consueti orari del teatro: serali alle 20.30, martedì e festivi alle 16.30.

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