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Cultura > Musica > 01 Dicembre 2006

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Dal Figaro mozartiano… al Figaro rossiniano con il Trio Pianiste all’Opera

Trio Pianiste all’Opera

Trieste (TS) - Sabato 2 dicembre, con inizio alle ore 20.30, presso la Chiesa Luterana di Largo Panfili, avrà luogo il quarto concerto della nona edizione del ciclo “I concerti della Cometa”. La manifestazione “I Concerti della Cometa” è organizzata dall’Associazione Nova Academia, che festeggia quest’anno il 30° anniversario dalla sua fondazione, sotto la direzione artistica del Maestro Stefano Casaccia.
Interpreti del concerto di domenica saranno le tre pianiste del Trio “Pianiste all’Opera” - Michela De Amicis, Rosella Masciarelli ed Angela Petaccia - una formazione molto particolare ed insolita per un pianoforte a sei mani. Sono molti i concerti e brani per due, tre e addirittura quattro pianoforti, o clavicembali, da Bach in poi, come molte sono le composizioni per pianoforte a quattro mani (ricordiamo anche i concerti per la sola mano sinistra, che Ravel e Richard Strauss dedicarono al pianista Paul Wittgenstein, che aveva perso la destra durante la prima guerra mondiale). Rari invece i pezzi che vedono alla stessa tastiera tre pianisti. Questo genere di musica ha origine nell’800, quando qualunque giovinetta di famiglia benestante, ed anche diversi ragazzi, studiava il pianoforte, immancabile in ogni salotto borghese ed unico mezzo per “far musica in famiglia” quando ancora non c’erano dischi e radio. Allora i motivi più noti, in una sorta di “hit parade” del tempo, erano le arie dall’opera lirica, che conobbe la sua massima diffusione in tutti i livelli sociali proprio in quel secolo. Ecco quindi il proliferare di trascrizioni, parafrasi e fantasie per pianoforte, tratte dalle opere più note. Il panorama musicale era allora dominato appunto dalla produzione operistica e i numerosi teatri cittadini erano affollati in occasione degli spettacoli lirici molto più frequenti di oggi e sempre di qualità apprezzabile. In verità, la musica strumentale era più diffusa di quanto possiamo immaginare, ma al centro dell’attenzione rimaneva il melodramma. Il trionfo del pianoforte, simbolo della borghesia egemone, e l’assenza di strumenti di riproduzione sonora favorirono la produzione di fantasie, divertimenti e pot-pourri su opere popolari, come la Traviata, Rigoletto, Trovatore, Vespri Siciliani e tante altre.
Poiché le famiglie erano numerose, ed anche per meglio rendere la concertazione di orchestra e voci, spesso queste venivano scritte per pianoforte a due mani ed anche, come in questo caso, a sei mani. Non mancano comunque anche musiche originali scritte per questa insolita formazione pianistica.
In questo campo si è per così dire specializzato il “Trio Pianiste all’Opera”, formatosi nel 1998, e che già ha riscosso notevole successo in molti Paesi europei, oltre a tournée a Tunisi e ad Addis Abeba. E’ superfluo dire che ognuna delle tre pianiste è anche una solista eccellente.
Il concerto di questa sera (ingresso: interi 10 euro, ridotti 8 euro) ripropone, in un’atmosfera di raffinato divertimento salottiero, il clima particolare della musica da camera o da salotto come dovette svolgersi nella seconda metà dell’Ottocento. Il Trio Pianiste all’Opera ha rispolverato questo gustosissimo repertorio, proponendo all’ascolto pagine di grazia straordinaria eseguite con brio che ha assicurato alle tre interpreti un successo tanto esteso (sia in Italia che all’estero) quanto meritato.
L'esigenza di celebrare Mozart ha portato il Trio a cercare naturalmente nel repertorio operistico dato il particolare interesse del gruppo per l'argomento. Attraverso l'intervento del flauto dolce di Stefano Casaccia, che propone, sottolinea, enfatizza i diversi temi, si ottiene un "sound" ancora più brillante ed entusiasmante.
Il programma prevede due fantasie di Giusto Dacci, da “I Vespri siciliani” e da “La Traviata”, ed una fantasia su temi d’opera dal titolo “Dal Figaro mozartiano … al Figaro rossiniano”.

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