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Notizie > AttualitĂ  > 04 Novembre 2010

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L’assessore provinciale Dennis Visioli ha presentato lo studio sul Consiglio degli Stranieri

Dennis Visioli

Trieste (TS) - L’assessore provinciale alle Politiche di Pace, Dennis Visioli, ha tenuto stamattina una conferenza stampa di presentazione della pubblicazione:“Integrazione, istituzioni e bisogni partecipativi degli immigrati. Uno studio per la formazione del Consiglio degli Stranieri della Provincia di Trieste” a cura di Ornella Urpis. Il libro è il frutto di un rapporto di ricerca commissionato all’ISIG - Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia, dall’Amministrazione provinciale di Trieste, Assessorato alle politiche di pace e legalità su “Azioni di coinvolgimento della popolazione straniera residente per garantire la tutela dei diritti degli immigrati e per favorire la loro partecipazione alla vita pubblica nel territorio della provincia di Trieste”.

Finalità dello studio. Con una importante modifica del proprio Statuto, la Provincia di Trieste ha istituito un nuovo organo di governo locale, il Consiglio degli Stranieri. Al tal fine, e in vista del buon funzionamento della nuova istituzione, era indispensabile una conoscenza dettagliata di alcune realtà: delle altre esperienze italiane di rappresentanza democratica degli stranieri, innanzitutto, ma anche della distribuzione e delle caratteristiche della popolazione straniera insediata nel territorio provinciale, nonché dei bisogni di partecipazione attiva nelle degli stranieri residenti alla vita delle istituzioni locali.

Obiettivi .perseguiti. Uno degli obiettivi più importanti per ogni amministrazione che governi democraticamente su un territorio è la predisposizione di un ambiente nel quale le persone possano realizzare nel modo più completo possibile la propria vita. Per questo sono necessarie delle condizioni favorevoli allo sviluppo sociale ed economico. Gli stranieri residenti rappresentano una quota considerevole dei cittadini e la loro identificazione con i modelli di valori e le istituzioni del territorio è una conditio sine qua non per la loro piena integrazione. Non dobbiamo dimenticare inoltre che molti di loro posseggono i requisiti per l’ottenimento della cittadinanza italiana, che probabilmente verrà loro riconosciuta in tempi abbastanza brevi.

Problemi da affrontare. I fenomeni di migrazione hanno da sempre caratterizzato l’esperienza degli uomini, che in un perenne vagare sono andati colonizzando le più impensate e inospitali zone della terra. La migrazione rappresenta una esperienza fondamentale dell’uomo. Ma da sempre ogni migrazione ha provocato degli sconvolgimenti nella struttura delle società che ne vengono interessate, quella di partenza e quella di arrivo. I fenomeni di immigrazione comportano problemi di mutamento sociale e generano innovazione e risposte di adattamento. Si possono così attuare politiche di assimilazione culturale, integrazione sociale o di separazione sociale in base ai risultati che si vogliono ottenere.
Cosa sono i Consigli degli Stranieri. Sono organi eletti direttamente dai cittadini stranieri residenti (comunitari e non) presenti su un dato territorio attraverso liste di tipo “etnico” o di tipo “multietnico”, cioè in base a un programma specifico. In quanto elettivo, esso è un organo rappresentativo: agli eletti viene infatti conferita l’autorità di agire in nome e negli interessi degli elettori. Sono presenti in molte amministrazioni in Italia, p.e. nella Provincia di Bologna, Firenze, Siena. Hanno funzioni puramente consultive (formulazione di pareri relativi a proposte di delibere dell’Amministrazione) e funzioni propositive, cioè di formulazione di proposte di delibere. I pareri sono comunque sempre non vincolanti per gli organi amministrativi.

Caratteristica della popolazione straniera. Dalle informazioni relative agli stranieri residenti nella provincia di Trieste, fornite dagli uffici demografici e statistici (2007) dei sei comuni del territorio provinciale, risultano residenti nel complesso 13.004 stranieri. Le comunità prevalenti sono, la serba-montenegrina, la croata, la rumena, l’albanese, e la cinese.

Caratteristica della ricerca. Per questa ricerca è stato utilizzato una metodologia diversificata ma integrata, consistente nella raccolta di testimonianze dirette (interviste in profondità) e nella distribuzione di un questionario a testimoni qualificati (rappresentanti di comunità, presidenti di associazioni straniere, esponenti religiosi, ecc.). Gli attori coinvolti sono stati: esponenti di spicco delle comunità locali, delle comunità religiose (rumena, serbo-ortodossa, islamica), la Prefettura di Trieste, le organizzazioni che lavorano nel settore dell’immigrazione (Acli, Caritas, ASGI, ICS, Anolf, sindacati, ecc.), il Corpo Consolare di Trieste e il Console Generale Serbo.

Esiti della ricerca qualitativa (interviste e focus group). Dagli incontri è emerso un generale apprezzamento per l’iniziativa e una diffusa curiosità per il progetto di costituzione del CdS. Un grosso dibattito è nato in merito alla scelta di includere o di escludere i cittadini comunitari dall’elettorato passivo ed attivo. Si è convenuto, infine, che sarebbe un fattore di arricchimento e di forza aprire il Consiglio a tutti. Poiché il CdS è un organo rappresentativo, si è sviluppata anche una importante discussione sulla natura della rappresentanza. La preferenza per il carattere inter-etnico delle liste elettorali, sembra essere un tratto diffuso e consolidato tra le persone che sono impegnati nel settore sociale e dell’immigrazione, e che rivolgono più attenzione ai contenuti dei programmi che non alla composizione dell’organo impegnato a concorrervi. Al contrario, gli stranieri prediligono un sistema di liste monoetniche, dove l’elemento di forza è l’appartenenza a una identità culturale o nazionale.

Lo scarso interesse degli stranieri alla partecipazione della vita pubblica triestina è imputabile in parte alla loro distanza culturale, ma in parte anche alle poche opportunità che le istituzioni offrono loro di essere presenti e attivi nel contesto locale. Si ritiene che questa iniziativa della Provincia posa contribuire a smuovere la grande massa degli immigrati dall’immobilismo civico nel quale essi sono immersi. La pura dimensione associativa, se priva di supporti istituzionali, non basta. Di fatto, il ruolo delle associazioni culturali sembra non essere un fattore importante nella formazione di una reale coscienza civica; e queste avrebbero scarsi risultati anche come canali rappresentanza degli stessi stranieri. Il CdS, inoltre, potrebbe rafforzare il ruolo del Consiglio Territoriale per l’Immigrazione della Prefettura, apportando nuove energie e lavorando con esso in modo sinergico.

Esiti della ricerca quantitativa (elaborazione dei questionari). La maggior parte degli stranieri intervistati ritiene che il CdS potrebbe essere uno strumento utile nella loro vita sociale-relazionale e professionale. Viene sottolineata anche l’importanza della presenza di un numero significativo di stranieri in seno alle istituzioni, ma esso potrebbe avere anche ( e soprattutto), una funzione di dare una “voce pubblica” ai bisogni e alle istanze degli immigrati, aiutandoli così a trasformarsi in un soggetto collettivo dotato di diritti e di doveri pubblici.

La maggioranza degli intervistati ritiene che attualmente ci sia un grande problema di informazione. Essi non si sentono adeguatamente informati; e sappiamo bene che l’informazione rappresenta un veicolo di primaria importanza per l’integrazione sociale e culturale. Inoltre, gli stranieri non sembrano dimostrare interesse per le vicende pubbliche (non leggono i giornali, né ascoltano programmi di informazione…). L’auspicio è che la costituzione di una propria entità istituzionale, con il tempo, possa portare a virtuosi processi di partecipazione attiva.
Con gentile preghiera di pubblicazione e/o diffusione

INFO/FONTE: Ufficio Stampa Provincia di Trieste

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