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Cultura > Arte > 14 Novembre 2006

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“Immaginaria” di Fulvio Cazzador

immaginaria

Udine (UD) - Si inaugura sabato 18 novembre alle ore 18.00, presso il Centro Artistico Zucca di Udine in via San Francesco 16, la mostra personale del pittore triestino Fulvio Cazzador. Curata dall’architetto Marianna Accerboni e intitolata “Immaginaria”, la rassegna rimarrà visitabile fino a sabato 2 dicembre.
“Il percorso compositivo di Fulvio Cazzador – scrive Accerboni - esprime, con questa mostra che ne testimonia la produzione più recente, una svolta molto significativa nell’ambito della sua creatività. Il pittore triestino vi presenta una ventina di lavori, prevalentemente di grandi dimensioni, realizzati a olio su tela e a encausto. Particolare attenzione merita la predilezione dell’artista per quest’ultima tecnica: raffinata, molto laboriosa e assai diffusa in epoca romana, fu riscoperta nel Settecento, ma oggi è poco usata. Come narra Plinio, si realizza sciogliendo i pigmenti di colore e a volte anche degli oli essenziali, riscaldati al momento di dipingere, nella cera fusa. In tal senso Cazzador ha svolto in questi ultimi anni un minuzioso e appassionato lavoro di ricerca e messa a punto, dedicandosi alla scelta dei pigmenti e degli oli più idonei. E anche in virtù di tale approfondimento, è riuscito a donare ai suoi lavori più recenti nuove sfumature cromatiche e delicate trasparenze, raggiunte grazie a molteplici e pazienti velature”.
“Pur proseguendo sul filo di un racconto neoromantico, che precisa l’orientamento assunto dall’artista in seno alla nuova figurazione, il linguaggio dell’autore si fa ora più rarefatto e silente e, pur nella diversità, più sensibilmente omogeneo. Gli appunti iconografici – antiche porte, cenni di ringhiere, scale che portano verso il sogno, nuvole leggere – sono concentrate in una parte della tela come un palloncino fantastico appeso a un filo, carico di valenze surreali e proteso verso l’infinito. Intorno a tale nucleo si dipana un cielo di nuvole e luce, o meglio il nostro cielo del Nord Est, legato agli esiti della cultura mitteleuropea, a quel senso fiabesco e magico che alberga nelle menti di poeti, letterati, musicisti e scrittori dell’Europa anche orientale, da Kafka a Musil, da Rilke a Mozart, particolarmente ne “Il flauto magico”. Opera dai rimandi massonici, coerente con l’iterazione di simboli antichi ed eterni, quali il sole, la luna, il triangolo, che ritroviamo nei dipinti dell’artista”.
“Compaiono nei suoi lavori cieli di bora scura e di vento trasparente, accentuati dal suo pennello quali elementi fortemente protagonisti dell’opera, anche se rarefatti: ma, in questo rimando di tradizione mitteleuropea, che coinvolge il vento degli inverni viennesi e le atmosfere di calma piatta e di velature di grigi del lago Balaton, le nebbie sottili che avvolgono le Caravanche e le valli slovene, ecco comparire, per piccoli attimi, delle preziose intersezioni d’oro, dei decori architettonici particolarmente precisati, elementi decorativi che richiamano l’ascendenza culturale veneziana di Cazzador, traslata nei suoi lavori dalle testimonianze dell’arte istro-dalmata o direttamente dalla Serenissima. Con questo racconto onirico, convincente e a tratti prezioso, lieve eppure profondo, il pittore triestino corona in modo coerente il venticinquennale della propria attività, svolta con passione fin dall’età di diciott’anni e, per un periodo, sotto l’occhio attento e benedicente di un importante maestro del paesaggio quale fu il Gianni Brumatti (Trieste 1901 – 1990). Che scrisse del giovane allievo parole di lode sincera”.
“Particolarmente apprezzata - conclude Accerboni - è stata inoltre, lo scorso anno, la pittura di Cazzador in occasione della mostra personale allestita allo StadtMuseum di Graz dal Comune del capoluogo stiriano in collaborazione con quello di Trieste nell’ambito di una significativa sequenza di scambi artistico-culturali con la nostra città”.
“Immaginaria” è visitabile nei giorni feriali dalle 16.30 alle 19.30 e la domenica dalle 16.00 alle 19.30.

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