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Notizie > Attualità > 06 Ottobre 2010

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Ricompare l’URSUS alla Barcolana. Prosegue la raccolta di firme per salvare lo storico pontone

L'Ursus

Trieste (TS) - Anche quest’anno l’inconfondibile e maestosa sagoma dell’URSUS, illuminato nelle ore notturne, contribuirà a rendere ancora più suggestivo il già splendido scenario della Barcolana. Sia pur in extremis, infatti, il glorioso pontone gru – quando ormai nemmeno i volontari della Guardia costiera ausiliaria che lo hanno in gestione ci speravano più – è stato trasportato al centro della scena, ben visibile dalle Rive, e dotato di illuminazione grazie all’iniziativa dell’Assonautica provinciale di Trieste (braccio operativo della Camera di Commercio I.A.A. di Trieste nel settore della nautica) e con la collaborazione della Turismo Fvg e di sponsor privati quali le Cooperative Operaie di Trieste, Istria e Friuli e la Banca di Manzano.

“Dopo le note vicissitudini e l’appena recente “liberazione” - spiega il presidente della Guardia costiera ausiliaria del Fvg, impegnata come ogni anno con i suoi volontari a supporto della manifestazione velica, Roberto de Gioia – ci eravamo ormai rassegnati a non vedere la sagoma dell’Ursus stagliarsi sul Golfo e sul campo di regata. Invece grazie al decisivo intervento di Assonautica in primis e degli altri generosi sponsor in seconda battuta, i concittadini e i molti turisti che affolleranno la città e le Rive in occasione della regata avranno modo di ammirare questo gioiello della nostra cantieristica e rendersi conto di persona che si tratta di un autentico monumento all’ingegno e operosità delle maestranze italiane che non si può e non si deve perdere”.

Per questo, prosegue come annunciato la raccolta di firme dei cittadini a sostegno della petizione con la quale viene chiesto alle autorità competenti di adoperarsi secondo le proprie competenze per salvare l’Ursus. Si potrà firmare durante tutto il periodo della Barcolana, fino a domenica prossima, presso lo stand della Guardia costiera ausiliaria collocato sulle Rive di fianco a piazza dell’Unità e di fronte al palazzo della Prefettura.

Come si ricorderà, l’URSUS, il vecchio e glorioso pontone, testimone della storia marinara della nostra città, era rimasto prigioniero all’interno del Porto Vecchio da oltre un anno, e quindi irraggiungibile perfino dai volontari del mare per un minimo di manutenzione e praticamente in totale stato di abbandono fino allo scorso 3 settembre quando con uno spostamento di una recinzione è stato reso finalmente possibile l’accesso all’ormeggio del Pontone presso la banchina 23 del Porto Vecchio (Molo IV) grazie all’intervento di Autorità Portuale di Trieste, Greensisam, Trieste Terminal Passeggeri e Dogana di Trieste. Le firme per la salvaguardia del pontone galleggiante hanno già superato quota 5mila e dopo la Barcolana verranno consegnate alle autorità competenti per sensibilizzarle nei confronti di un possibile intervento.

“Se non lo otterremo – spiega de Gioia - andremo avanti soli, facendo appello a tutti i soggetti di buona volontà, in particolare a chi è specializzato in interventi di questo tipo, proseguendo con interventi volontari e all’insegna del “fai da te”. L’unica cosa certa è che non abbandoneremo l’Ursus, perché si tratta di un bene della città e di un patrimonio storico che non può andare perduto”.

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LA STORIA DELL’URSUS
L’URSUS, interamente costruita nei Cantieri Triestini, rappresenta un’importante opera di ingegneria meccanica e navale che ha contribuito all’edificazione di opere portuali e costiere, ed è stato pure utilizzato nella realizzazione di quei progetti navali che hanno assegnato alla nostra cantieristica un primato di qualità che ancora oggi le appartiene. Per la struttura si sono ipotizzate numerose destinazioni, culturali, economiche e turistiche, ma alle parole non sono seguiti i fatti.

Si è parlato di Torre Eiffel triestina, di una terrazza con vista panoramica raggiungibile con ascensori a cremagliera, di sede museale, ma la realtà è che l'URSUS oggi giace priva di manutenzione in un angolo del Porto Vecchio.

La Guardia Costiera Ausiliaria del FVG finora si è fatta carico della gestione dello storico Pontone gru, che però è ora privo di qualunque sostegno economico che ne consenta la manutenzione e il riuso.

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