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Cultura > Film > 05 Ottobre 2010

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Ascanio Celestini e Pupi Avati sugli schermi di Cinemazero

Scena dal film "UNA SCONFINATA GIOVINEZZA" di Pupi Avati

Pordenone (PN) - Due nuove anteprime a Cinemazero "La pecora nera" di e con Ascanio Celestini (probabilmente presente a Pordenone venerdì 15 ottobre per incontrare il pubblico) e il discusso "Una sconfinata giovinezza" di Pupi Avati che ha promesso anche lui di ritornare a Pordenone per la quarta volta.

"La pecora nera" di e con Ascanio Celestini, in concorso alla scorsa
Mostra del Cinema di Venezia dove ha fatto la sua bella figura, è un
film intelligente che in un certo senso sfida le leggi della spettacolarità più banale per attingere vita e smalto dalla stralunata
figura del suo autore-interprete, oltre che, beninteso, dal tema messo in scena, quello della follia e dal contesto figurativo immerso in un'indefinita aura pasoliniana cui ha senz'altro contribuito la fotografia di Ciprì.

Il materiale narrativo prende origine dalle ricerche, dall'ascolto di storie vere, dal lavoro di rielaborazione portato a termine da Celestini in fasi successive, e dal quale sono nati il libro omonimo, uno spettacolo teatrale e un dvd. Quindi, se da un lato Celestini paga lo scotto dell'esordio sul grande schermo, dell'inesperienza in materia di linguaggio e messa in scena cinematografica, dall'altro esprime tutta la forza e la verità di un lavoro a lungo meditato. Tutto il film è pervaso dalla presenza del suo interprete, dalla sua allure di donchisciotte dolcemente folle ed introverso, nato sul finire dei «favolosi» anni Sessanta, che si esprime genialmente con ritornelli, litanie, storielle surreali e popolari sia come personaggio che come voce narrante del film.

Il film sviluppa contemporaneamente la storia di un bambino e di un adulto (il bimbo stesso da grande). Il bimbo vive con la nonna assieme alla quale, ogni tanto, si reca a portare le uova alla suora del manicomio, «il condominio dei santi», e a far visita alla madre che giace immobile in un letto. Durante le vacanze il papà lo conduce in campagna a curare le pecore assieme ai due fratelli grandi che assoldano una poveretta per soddisfare i loro istinti sessuali. L'adulto (Celestini) risiede assieme ad un amico ammalato, Nicola (Giorgio Tirabassi) nel «condominio dei matti» dove aiuta la suora (Luisa De Santis) e va con lei al supermercato per la spesa. E' lì che incontra Marinella, la bambina di cui si era innamorato, ora diventata addetta alla pubblicità del caffè. Questo incontro gli fa superare lo scivoloso crinale fra l'apparente normalità e la manifestazione di comportamenti devianti. Ed il Celestini regista troverà un modo poetico ed originale per rivelare e dar corpo alla schizofrenia del suo eroe, ennesima, dolente espressione dell'Italia dei vinti.

«Il manicomio è un condominio di santi. So’ santi i poveri matti asini
sotto le lenzuola cinesi, sudari di fabbricazione industriale, santa la
suora che accanto alla lucetta sul comodino suo si illumina come un
ex-voto. E il dottore è il più santo di tutti, è il capo dei santi, è
Gesucristo». Così ci racconta Nicola i suoi 35 anni di «manicomio
elettrico», e nella sua testa scompaginata realtà e fantasia si
scontrano producendo imprevedibili illuminazioni. Nicola è nato negli
anni Sessanta, «i favolosi anni Sessanta», e il mondo che lui vede
dentro l’istituto non è poi così diverso da quello che sta correndo là
fuori – un mondo sempre più vorace, dove l’unica cosa che sembra non potersi consumare è la paura.

Una carriera più che quarantennale, ben 41 pellicole all'attivo e un
nuovo film in uscita. Questo e ben altro è Pupi Avati, alla soglia dei
suoi 72 anni, gran parte dei quali spesi ad onorare la sua grande
passione per la settima arte.
Dopo aver polemizzato con la direzione della Mostra del Cinema di Venezia per aver escluso dal concorso il suo "Una sconfinata giovinezza", il regista bolognese arriva finalmente sugli schermi di Cinemazero. Una delicata e struggente storia d'amore, vissuta sullo sfondo di una malattia devastante, qual è il morbo di
Alzheimer.

Francesca Neri e Fabrizio Bentivoglio sono gli intensi protagonisti di
questa appassionata apologia dell'amore di coppia; un amore difeso con i denti, onorato in salute e - soprattutto - in malattia. Questo è il senso della storia che vede protagonista una coppia di coniugi affiatata (Lino, giornalista sportivo, e Chicca, docente universitaria) che - dopo una diagnosi al marito - si trova a dover affrontare in maniera inaspettata e improvvisa lo spettro del morbo di Alzheimer.

Saranno la tenacia e l'amore della moglie - o forse, appunto, la sua
"sconfinata giovinezza" interiore - a spingerla a rimanere accanto
all'amato marito ad ogni costo, anche contro chi vorrebbe curarlo
allontanandolo inevitabilmente da lei. La genesi del film ha
motivazioni più autobiografiche: «Il film - ha raccontato Avati -
prende spunto da un fatto realmente accaduto nella mia famiglia: la
malattia diagnosticata a mio suocero. Ho approfondito quella che era la sua situazione e ho ritenuto che dopo 41 film fosse arrivato il momento di raccontare una storia d'amore». Ma questo non è l'unico motivo: «la ragione per cui mi sono occupato di questa patologia - ha aggiunto Avati - sta nel mio rapporto con il tempo: ho 72 anni, dunque sono un anziano nel pieno del secondo tempo della propria vita».

A pochi mesi dalla polemica sull'esclusione dell'italiano Pupi Avati dalla selezione ufficiale di Venezia 67 il regista de La casa dalle finestre che ridono racconta la favola melanconica e nostalgica, ambientata a Roma e Bologna e girata in parte nei teatri di posa a Cinecittà, che tra ispirazione dalle riflessioni del regista sul proprio passato. Questa volta è infatti un'infanzia autobiografica a fare da cornice alla storia del film, una ballata che racconta, tra flashback dalle atmosfere da horror metafisico e realistici quadretti familiari, la battaglia di una coppia di fronte al morbo dell'Alzheimer.

Avati mette da parte quella volontà di denuncia che aveva caratterizzato il recente "Il figlio più piccolo" e firma un dramma emozionale e delicato su una patologia che spesso divide le famiglie. Come nel film citato si schiera dalla parte dei deboli, ma riesce a evitare la strada comoda e meno rischiosa della lacrima a tutti i costi facendo dell'equilibrio sentimentale il punto forte del film.

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Di seguito la programmazione dall'8 al 14 ottobre nelle sale di Cinemazero.

- Venerdì 8 ottobre:
SalaGrande – 20.00-22.00 BENVENUTI AL SUD di Luca Miniero
Alberto (Bisio), responsabile dell'ufficio postale di una cittadina
della Brianza, sotto pressione della moglie Silvia (Finocchiaro), è
disposto a tutto pur di ottenere il trasferimento a Milano. Anche
fingersi invalido per salire in graduatoria. Ma il trucchetto non
funziona e per punizione viene trasferito in un paesino della Campania, il che per un abitante del nord equivale a un vero e proprio incubo. Rivestito di pregiudizi, Alberto parte da solo alla volta di quella che ritiene la terra della camorra, dei rifiuti per le strade e dei “terroni” scansafatiche. Con sua immensa sorpresa, Alberto scoprirà invece ...

SalaPasolini - 17.30-19.30 LA PASSIONE di Carlo Mazzacurati
I segreti della gente comune sono da sempre l'oggetto di indagine del cinema di Mazzacurati. Dopo aver affrontato con serietà il dramma di un omicidio con La giusta distanza riprende in mano le corde della commedia. La storia di un artista in crisi creativa che, di fronte alle avversità, non riesce a trovare una soluzione è un tema molto sfruttato da letteratura e cinema. Qui però abbiamo il contesto italiano a fare la differenza. I potenti del film (il produttore, il sindaco e il geometra) sono insensibili sfruttatori che, di fronte alla debolezza di Dubois, rimangono indifferenti.

SalaPasolini - 21.30 INCEPTION di Christopher Nolan
Scritto e diretto da Christopher Nolan, Inception è un grande gioco di scatole cinesi. Sogno nel sogno nel sogno. L’abilità del papà di
Memento e dell’ultima saga su Batman è prima di tutto nella sceneggiatura. I viaggi di personaggi nel mondo onirico di qualcuno
sono sempre a rischio: incongruenze, mancanza di credibilità e
paradossi sono sempre dietro l’angolo. Difficile è soprattutto fare
passare l’idea che ciò che accade in una sorta di realtà virtuale abbia poi effetto anche sul mondo vero. Basta svegliarsi per uscire dalla fantasia, o no? L’idea di un limbo nel quale cadere e da cui non risvegliarsi, seppur abusata già da tanti libri e pellicole, deve
essere spiegata e trattata con cura. Nolan ci riesce e qui sta il primo
passo del suo successo.

SalaTotò - 17.00-19.00 UNA SCONFINATA GIOVINEZZA di Pupi Avati
Lino e sua moglie Chicca conducono una vita coniugale serena e senza serie difficoltà. L'unico vero dispiacere che ha accompagnato i venticinque anni di matrimonio è la mancanza di figli. L'oggi, però, in modo totalmente inatteso, presenta loro una grossa preoccupazione: Lino da qualche tempo accusa problemi di memoria che mano a mano si accentuano andando a compromettere in modo sempre più evidente... una toccante storia d'amore fra un uomo e la sua donna che, rifiutando qualsiasi ipotesi di abbandono e qualsiasi ausilio che la escluda, decide di stargli accanto nel processo “regressivo”.

SalaTotò - 21.00 LA PECORA NERA di Ascanio Celestini
È importante sottolineare la forte originalità di Ascanio Celestini nel
panorama italiano, per la scelta di storie e temi di urgente attualità,
capaci di non sovrapporsi al messaggio semplicistico offerto dalla
cronaca, per la volontà di lavorare con volti e corpi attoriali inediti
o poco impiegati sul grande schermo. Si innalza al di sopra di tutti la performance di Giorgio Tirabassi, volto fragile e proiezione dolorosa della “follia” di Nicola. Un bambino solo sul cuore della terra, un uomo mai conciliato, mai integrato.

- Sabato 9 ottobre:
SalaGrande – 18.00-20.00-22.00 BENVENUTI AL SUD di Luca Miniero
SalaPasolini - 17.30-19.30 LA PASSIONE di Carlo Mazzacurati
SalaPasolini - 21.30 INCEPTION di Christopher Nolan
SalaTotò - 17.00 LA PECORA NERA di Ascanio Celestini
SalaTotò - 19.00-21.00 UNA SCONFINATA GIOVINEZZA di Pupi Avati.

- Domenica 10 ottobre:
SalaGrande – 16.00-18.00-20.00-22.00 BENVENUTI AL SUD di Luca Miniero
SalaPasolini - 14.45-21.30 INCEPTION di Christopher Nolan
SalaPasolini - 17.30-19.30 LA PASSIONE di Carlo Mazzacurati
SalaTotò - 15.00-17.00 UNA SCONFINATA GIOVINEZZA di Pupi Avati
SalaTotò - 19.00-21.00 LA PECORA NERA di Ascanio Celestini.

- Lunedì 11 ottobre:
SalaGrande – 20.00-22.00 BENVENUTI AL SUD di Luca Miniero
SalaPasolini - 16.45 INCEPTION di Christopher Nolan
SalaPasolini - 19.30-21.30 LA PASSIONE di Carlo Mazzacurati
SalaTotò - 17.00-19.00 UNA SCONFINATA GIOVINEZZA di Pupi Avati
SalaTotò - 21.00 LA PECORA NERA di Ascanio Celestini.

- Martedì 12 ottobre:
SalaGrande – 20.00-22.00 BENVENUTI AL SUD di Luca Miniero
SalaPasolini - 17.30-19.30 LA PASSIONE di Carlo Mazzacurati
SalaPasolini - 21.30 INCEPTION di Christopher Nolan
SalaTotò - 17.00-19.00 UNA SCONFINATA GIOVINEZZA di Pupi Avati
SalaTotò - 21.00 LA PECORA NERA di Ascanio Celestini.

- Mercoledì 13 ottobre:
SalaGrande – 20.00-22.00 BENVENUTI AL SUD di Luca Miniero
SalaPasolini - 16.45 INCEPTION di Christopher Nolan
SalaPasolini - 19.30-21.30 LA PASSIONE di Carlo Mazzacurati
SalaTotò - 17.00 LA PECORA NERA di Ascanio Celestini
SalaTotò - 19.00-21"LA PECORA NERA" di Ascanio Celestini.00 UNA SCONFINATA GIOVINEZZA di Pupi Avati.

- Giovedì 14 ottobre:
SalaGrande – riposo
SalaPasolini - 17.30-19.30 LA PASSIONE di Carlo Mazzacurati
SalaPasolini - 21.30 INCEPTION di Christopher Nolan
SalaTotò - 17.00-19.00-21.00 BENVENUTI AL SUD di Luca Miniero.

INFO:
Cinemazero/Ufficio Stampa
www.cinemazero.it

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