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Cultura > Arte > 15 Gennaio 2005

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Le fotografie di Philip-Lorca diCorcia in mostra a Venezia

di Edoardo Paticchio

Philip-Lorca diCorcia - courtesy Bevilacqua La Masa

Venezia (VE) - “La fotografia è una lingua straniera che ognuno pensa di parlare” ha detto una volta Philip-Lorca diCorcia.
Il noto fotografo statunitense nato nel Connecticut nel 1953 è sicuramente uno dei più rappresentativi narratori di quella "street photography" che trova in William Egglestone uno dei suoi capostipiti.
Dopo mostre personali in sedi prestigiose come il MoMA di New York (1995), il Museo Nacional Reina Sofia di Madrid (1998) e lo Sprengel Museum di Hannover (2000), l’esposizione che si aprirà a Venezia il 20 gennaio presso la Fondazione Bevilacqua La Masa si pone come la più ampia retrospettiva dedicata all'artista.
La rassegna include lavori come "A Storybook Life", una sorta di diario privato dell’artista i cui protagonisti sono la famiglia e gli amici fotografati in più di settanta scatti dal 1975 al 1999, "Hustlers" (1990-1992), "Streetwork" (1993-1998), "Two hours" (1999) e "Heads" (2000), ciclo nel quale i ritratti dei passanti hanno per cornice la strada, palcoscenico sul quale diCorcia mette in scena attimi di vita quotidiana.
A primo impatto gli scatti di diCorcia possono sembrare semplici e immediati, un momento di vita quotidiana catturato dal veloce obiettivo. Ma a dispetto di quanto possa sembrare, è complesso il lavoro che porta al risultato finale: la scena che si osserva è studiata, l’immediatezza ricercata, molte prove e diverse polaroid precedono il click finale.
La luce stessa è il risultato di una sapiente fusione tra quella naturale e quella artificiale.
Il risultato è una sorta di fermo immagine cinematografico, immerso in un’atmosfera sospesa.
DiCorcia è come un regista che non lascia nulla al caso: lo scenario è pensato, il dettaglio voluto, anche gli oggetti più semplici sono indizi psicologici di un’esistenza che per un attimo ci illudiamo di spiare.
Il suo lavoro, sempre filtrato da uno sguardo ironico verso gli inganni e le contraddizioni, si muove tra la documentazione della realtà e la sua rappresentazione.
La mostra veneziana di Philip-Lorca diCorcia è a cura di Filippo Maggia e rimarrà aperta al pubblico fino al 4 aprile.

Per maggiori informazioni www.bevilacqualamasa.it

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