Oggi Notizie Cultura
Cerca in
Cerca in

Notizie > Incontri > 24 Agosto 2010

Bookmark and Share

A settembre Paco Ignacio Taibo II presenta “Un hombre guapo” alla libreria Lovat

Paco Ignacio Taibo II

Trieste (TS) - Dopo la pausa estiva riprendono gli incontri con gli autori alla Libreria Lovat di Viale XX Settembre a Trieste. E nell’articolato calendario di appuntamenti spicca quello di respiro internazionale con Paco Ignacio Taibo II, che incontrerà il pubblico nella grande libreria al terzo piano dello stabile OVS lunedì 20 settembre alle 17.30, per presentare “Un hombre guapo”, biografia di Tony Guiteras, padre della rivoluzione cubana del 1933.

Attivista politico, sindacalista, professore universitario presso le facoltà di storia ed antropologia, giornalista, direttore di riviste, romanziere, presidente dell’AIEP (Asociación Internacional de Escritores Policiacos), direttore della Semana Negra. Così le brevi note biografiche sulla copertina dei volumi pubblicati in Italia descrivono Francisco Ignacio Taibo Mahojo, meglio conosciuto come Paco Ignacio Taibo II.

Taibo II è, o è stato, intatti, tutto questo. Ma volendo tutte le sue attività possono raggrupparsi attorno a due fulcri: la politica e la scrittura. E politica e scrittura sembrano far parte del suo patrimonio genetico.

Il nonno paterno, Benito Taibo, era un dirigente socialista che aveva partecipato all’insurrezione del 1934 in Spagna e poi alla guerra civile del 1936; il fratello della nonna paterna era direttore del quotidiano socialista “El Avance” ed entrambi furono, per le loro idee e attività politiche, ospiti delle prigioni franchiste.

Il nonno materno nel 1934 contrabbandava armi per gli anarcosindacalisti e durante la guerra civile,armò un peschereccio con cui combatté la sua guerra contro il franchismo fino a quando non morì con tutto l’equipaggio quando la sua nave venne affondata.

Il padre, Paco Ignacio Taibo (scomparso nel 2008) era un noto scrittore e giornalista, costretto ad aggiungere un “I” dopo il cognome quando il figlio inizierà a pubblicare libri.

La famiglia scelse di lasciare la Spagna e il regime franchista nel 1958, diretta verso quel Messico che aveva sempre accolto gli esuli e gli sconfitti di tante rivoluzioni: Paco Ignacio Taibo II non ha ancora dieci anni, essendo nato a Gijón, nelle Asturie, l’11 gennaio 1949.

In Messico il padre lavora come giornalista televisivo fino al 1968 quando, di fronte alla sanguinosa repressione del Movimento Studentesco, decide di lasciare la televisione in cui sente limitata la propria libertà di espressione e ritorna al vecchio amore: la carta stampata.

Paco Taibo Jr. è intanto impegnato a tempo pieno nella militanza politica studentesca, ma il suo futuro come scrittore non è lontano. Nel frattempo si fa le ossa come giornalista, una professione che ama e comunque non abbandonerà; così come non abbandonerà l’amata Città del Messico, scenario di tanti suoi romanzi.

La sua carriera come scrittore forse può essere riassunta in poche cifre: oltre 50 volumi – romanzi, raccolte di racconti, fumetti, reportage giornalistici, opere storiche – pubblicati in più di venti paesi; numerosissimi premi letterari tra cui il Premio Grijalbo 1982 per “Héroes convocados: manual para la toma del poder”, il Premio Café Gijón (1986) per “Rivoluzionario di passaggio”, il Premio Nazionale di storia INAH (1986) e il Premio Francisco Javier Clavijero (1987) per “Bolsheviquis. Historia narrativa de los orígenes del comunismo en México 1919-1925", tre Premi Internazionali Dashiell Hammett per il miglior romanzo poliziesco in lingua castigliana con “Come la vita” (1987), “A quattro mani” (1991) e “La bicicletta di Leonardo” (1994), il Premio Latinoamericano per il romanzo poliziesco e di spionaggio per “ A quattro mani”, il Premio Internazionale per il romanzo Planeta-Joaquín Mortiz (1992) con “La lontananza del tesoro” e il Premio Bancarella 1998 per “Senza perdere la tenerezza”.

Il suo Héctor Belascoarán Shayne (protagonista di una decina di romanzi, l’ultimo dei quali scritto con il Subcomandante Marcos) è uno degli investigatori più famosi della letteratura contemporanea, anche se non si tratta propriamente di “gialli”, bensì ritratti a tinte vivide della società messicana, la sua precarietà e la corruzione diffusa, ma raccontaLa copertina del librono anche la semplicità, l’umorismo e la voglia di vivere dei messicani.

Negli ultimi anni la sua fatica si è concentrata nella biografie, dopo quella di Ernesto Che Gievara (“Senza perdere la tenerezza”) ha pubblicato “Un rivoluzionario chiamato Pacho – Pancho Villa” (2006, pubblicato in Italia da Guanda nel 2007) e un “Un hombre guapo”.

Leggi le Ultime Notizie >>>