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Cultura > Teatro > 17 Ottobre 2006

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Nuova stagione di prosa per il Nuovo Teatro Comunale di Monfalcone

logo Teatro Monfalcone

Monfalcone (GO) - All’interno del nuovo cartellone di prosa del Nuovo Teatro Comunale di Monfalcone si intersecano, come è ormai consuetudine, più percorsi, generi diversi, differenti stili registici e recitativi, a comporre un quadro particolarmente rappresentativo della scena teatrale italiana, degli autori e dei testi che la arricchiscono, dei registi e degli interpreti che la animano.
Ampio spazio è dedicato al teatro comico ed alla commedia. Ad aprire la stagione (il 21 novembre), infatti, è lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Paolo Rossi “Chiamatemi Kowalski. Il ritorno”, messinscena in cui il piccolo-grande comico intreccia ai migliori brani di “Chiamatemi Kowalski”, “Operaccia Romantica”, “Sette Spettacoli” e “Pop & Reselo”t (fra i suoi spettacoli più celebri) testi nuovi che si ispirano alla storia e alla cronaca degli ultimi decenni, in un percorso sempre in bilico fra la divertita cattiveria e la suggestiva poesia.
A ripercorrere la storia del nostro paese, in questo caso quella di un intero secolo, è anche lo spettacolo “Il signor Novecento”, un vero e proprio racconto musicale che si snoda attraverso gli splendidi versi di Vincenzo Cerami e le emozionanti musiche del premio Oscar Nicola Piovani. Ad interpretare orrori e bellezze, gioie e miserie, sogni e contraddizioni di un’Italia sempre più complessa è Lello Arena – il signor Novecento –, alle parole del quale, sulla scena, fanno da controcanto le voci e le note di due cantanti e di un’orchestra di tredici elementi diretta dallo stesso Piovani.
Tanta musica, affascinante e struggente, ma soprattutto grande danza per il nuovo spettacolo che vede protagonista l’etoile Raffaele Paganini: “Sirtaki. Omaggio a Zorba”. Sirtaki è la storia di un amore, di un viaggio e, soprattutto, di un commosso e sospirato ritorno a casa ma è anche un percorso, coinvolgente, fra danze tradizionali e coreografie moderne, fra ritmi e melodie dalle provenienze più diverse, all’insegna della forza, vitale e tutta mediterranea, del sirtaki.
La drammaturgia classica, quella degli autori che hanno scritto la storia del teatro internazionale, trova spazio nella rappresentazione di due commedie, due diversi modi - napoletano da una parte e anglosassone dall’altra - di intendere l’umorismo e l’ironia. Gli spettacoli in questione sono “Io, l’erede”, commedia del grande Eduardo interpretata da un superbo Geppy Gleijeses e da un istrionico Leopoldo Mastelloni, in cui i lati comici della vicenda e la buffoneria dei personaggi assicurano il divertimento, e “Due scapoli e una bionda”, del celebre drammaturgo americano Neil Simon, storia leggera e divertente, piena di ritmo e di trovate comiche.
E’ invece ad un autore “maledetto”, e ad un suo testo particolarmente tortuoso e suadente, che danno corpo due grandi signore della scena italiana. Franca Valeri ed Annamaria Guarnieri saranno, infatti, “Le serve”, le protagoniste della pièce di Jean Genet che trae spunto da un fatto di cronaca che negli anni Trenta sconvolse l’opinione pubblica francese (quello delle sorelle Papin, due domestiche che uccisero la loro ricca padrona).
Il delitto è di scena anche nell’ultima fatica di Glauco Mauri, regista ed interprete di “Delitto e Castigo”, adattamento teatrale del celebre romanzo di Dostoevskij che, non a caso, venne definito dallo stesso autore “resoconto psicologico di un delitto”. La versione teatrale elaborata da Mauri, che racconta la discesa negli abissi dell’uomo, è un racconto di sconvolgente attualità sull’insensatezza del delitto di Raskolnikov.
A chiudere la stagione di prosa un’altra, importante, rielaborazione teatrale: quella che Maurizio Scaparro ha fatto a partire dal “Don Chisciotte di Cervantes”, uno dei personaggi letterari più conosciuti al mondo. Con Don Chisciotte. “Frammenti di un discorso teatrale” Scaparro racconta l’itinerario del leggendario cavaliere, interpretato da Pino Micol, servendosi anche delle musiche di Eugenio Bennato e dei pupi siciliani della grande tradizione dei Cuticchio e dà vita ad un evento dalle tante anime artistiche.
Continua, infine, ad arricchire la stagione di prosa la rassegna “ContrAzioni. Nuovi percorsi scenici”.
Sono 8 gli spettacoli attraverso i quali il pubblico del Comunale potrà scoprire ed esplorare alcune delle linee e delle produzioni che caratterizzano la scena teatrale meno rappresentata dai circuiti commerciali. A cominciare da “Fuoco!”, una produzione del CSS di Udine ideata e interpretata da Paolo Mazzarelli, che intrecciando due diverse opere (“Ouverture russa” di Müller e il poema Flauto di vertebre di Majakovskij) racconta l’orrore della guerra e la disperante poesia dell’amore, e “Come un cammello in una grondaia”, tratto dalle “Lettere di condannati a morte della resistenza europea” dalla bravissima Serena Sinigaglia, che ci ricorda il valore di parole quali “lotta”, “libertà”, “compagni”; proseguendo con “La nave fantasma”, sorta di tragico cabaret, interpretato da Renato Sarti e Bebo Storti, su una triste e purtroppo dimenticata vicenda del dicembre 1996, quando al largo delle coste siciliane un piccolo battello carico di migranti affondò provocando la morte di 283 persone, e con “Cronaca dell’errante e invincibile formica argentina”, travolgente monologo di Marcela Serli sulla storia più recente di un paese a noi “vicino” e sulla difficoltà, universale, di accettare e accogliere tutto ciò che è “altro” da noi; passando per la satira, politica e di costume, di Andrea Rivera (l’intervistatore al citofono del programma televisivo “Parla con me”), protagonista di uno spettacolo di teatro-canzone, “Prossime aperture”, che ricorda quello di Giorgio Gaber, e “Nel fango del dio pallone. La storia maledetta di Carlo Petrini, centravanti di serie A”, amara e lucida riflessione sul mondo, “sfiorito”, del calcio italiano a partire dalla storia personale di un calciatore dei tempi di Rivera (e Petrini sarà con noi, la sera dello spettacolo); fino ai toni surreali di “John e Joe”, spettacolo che vede protagonista il duo comico Olcese e Margiotta, qui alle prese con una storia costantemente in bilico fra la realtà e l’assurdo, e a quelli divertiti, ma sempre consapevoli, di Enrico Bertolino, che con “Lampi accecanti di ovvietà” ci aiuterà a riflettere, ridendo, sui luoghi comuni e le contraddizioni che assediano la nostra vita.
Gli abbonamenti sono in vendita, a partire da sabato 21 ottobre, presso la Biglietteria del Teatro (che, durante la campagna abbonamenti, ha sede presso la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di piazza Cavour ed è aperta dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20), mentre a Trieste presso il TicketPoint di Corso Italia. Ulteriori informazioni sul sito internet ”www.teatromonfalcone.it”.

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