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Notizie > Incontri > 20 Aprile 2010

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Al Museo della Civiltà istriana si parla di "Edoardo Ricci e gli altri grandi minori"

Futurismi al confine orientale. Avanguardie di regime

Trieste (TS) - Evento speciale nell’ambito della mostra “Futurismi al confine orientale. Avanguardie di regime”, prorogata fino al 2 maggio negli spazi del Museo della Civiltà istriana, fiumana e dalmata. Giovedì 22 aprile, infatti, a conclusione dell’orario di visite (ore 10-12.30 e 16 - 18.30), è previsto l’incontro pubblico sul tema “Illustrazione e futurismo a Trieste: Edoardo Ricci e altri grandi ‘minori’”, a cura del direttore Irci Piero Delbello, con la partecipazione dell’esperto, docente e saggista Gianfranco Granbassi.

Sarà un’occasione per approfondire una personalità artistica poco trattata, quella dell’illustratore Edoardo Ricci, evidenziata attraverso una sezione specifica nella mostra di Trieste delle “Avanguardie futuriste”. E accanto a Ricci sfileranno, nelle parole dei relatori, molti altri artisti “minori” eppure centrali, nell’humus artistico al confine orientale dei primi decenni del secolo scorso. L’evento offrirà anche l’occasione per presentare la nuova edizione, a ridottissima tiratura, del catalogo della mostra, realizzato con copertina “futurista” in metallo. Di questa edizione saranno disponibili solo 70 copie, per appassionati ed “amateur”.

«Nel corso degli anni - racconta Piero Delbello, curatore del percorso espositivo - ho avuto modo di vedere alcune piccole opere di grafica applicata di area triestina firmate da tale “Ricci”. Erano campioni che risalivano per lo più agli anni ’30: copertine di libri, qualche locandina e poco altro. Alcune cosine, come inviti, brossurette, piccole pubblicità o simili mi avevano colpito per l’estrema semplificazione grafica e per l’uso di un numero minimo di colori. In alcuni casi non c’era alcuna firma ma, un po’ perché stampate sempre dalla tipografia del P.N.F., o dalla tipografia di Moderna, entrambi di Trieste, o, ancor meglio, per il tipo di esecuzione grafica che lasciava pochi dubbi, l’attribuzione sempre a “Ricci” andava da sé».

«Il prodotto - prosegue Delbello - era interessante ma il numero di campioni che avevo visto era insufficiente per determinarmi una personalità precisa. Poi chi era questo “Ricci”? Non lo ritrovavo citato da nessuna parte. Rimaneva un mistero. Alla fine, un po’ per caso, tutto si svelò: Edoardo Ricci era semplicemente il tipografo. Ma che tipografo! Un uomo che aveva il senso grafico più moderno nel cervello e nelle mani. Probabilmente, da informato, da professionista che aveva guardato ciò che di meglio l’arte e, soprattutto, la grafica sua contemporanea offriva (emblematico, nel ricordo che ne fa, a seguire, Granbassi, la citazione alle “macchine inutili” di Munari), seppe applicare la lezione appresa e interpretarla a suo modo. Semplificando, dinamizzando, razionalizzando».

Ideata e promossa dall'Irci con la Famiglia di Grisignana, la mostra “Futurismi al confine orientale. Avanguardie di regime” è realizzata, su progetto di allestimento concepito da Athos Pericin, in sinergia con il Comune di Trieste – Assessorato alla Cultura e con gli altri enti che sostengono l’iniziativa: la Provincia di Trieste, il Governo Italiano (L 72/2002), la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, la Fondazione CRTrieste ed Esatto Spa.

Info: Irci (tel. 040-639188, www.irci.it)

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