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Notizie > Incontri > 20 Aprile 2010

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Proseguono a Cinemazero i festeggiamenti per celebrare i 50 anni di “La dolce vita”

"Noi che abbiamo fatto la Dolce Vita”

Pordenone (PN) - Continuano a Pordenone i festeggiamenti per celebrare i 50 anni di “La dolce vita”, il film capolavoro di Federico Fellini, pellicola considerata, secondo una classifica della Bbc, una delle cento opere più geniali del ventesimo secolo nel campo della creatività artistica. Giovedì 22 aprile, alle ore 21, in SalaGrande a Cinemazero, straordinaria proiezione di “Noi che abbiamo fatto la Dolce Vita”, il documentario del 2009 realizzato da quel Gianfranco Mingozzi che fu l'aiuto regista di Fellini.

Mingozzi, assistente volontario alla regia, fu incaricato nel ’59 da Federico Fellini di battere il primo ciak de La dolce vita. Ora introduce allo stesso modo il video da lui diretto, che si propone di ricostruire il più fedelmente possibile l'atmosfera particolare, a detta di tutti i partecipanti, della lavorazione del film rimasto nella storia del cinema. Un filmato di 50 minuti circa che parte da una famosa battuta di Mastroianni: "Essere stati su La dolce vita è come aver fatto il militare insieme".

Prodotto da RaiSat e dalla Fondazione Fellini di Rimini (alla serata a Cinemazero sarà presente Giuseppe Ricci della Fondazione Fellini di Rimini), il documentario di Mingozzi riunisce una ventina di reduci di quella storica esperienza. Un documento davvero eccezionale ispirato al libro "Noi che abbiamo fatto La Dolce Vita" del grande critico cinematografico e sceneggiatore Tullio Kezich, unico “diario” tuttora esistente della lavorazione del film La dolce vita.

Sul filo dei ricordi di Mingozzi dall'interno della troupe e di Kezich come assiduo visitatore esterno si succederanno le testimonianze dei “dolcevitaioli" ancora in circolazione con puntuali citazioni di scene e fotografie del film. Le presenze in video sono limitate ai protagonisti e comprimari, niente storici o critici o opinionisti che indurrebbero a una prospettiva diversa.

Fra gli intervistati figurano i collaboratori artistici: Tullio Pinelli, sceneggiatore, Lucia Mirisola, aiuto costumista dell'art director Piero Gherardi, Oscar per i costumi del film, Paolo Nuzzi, aiuto regista, Arturo Zavattini, operatore di macchina, Lili Veenrnan, olandese italianizzata, assistente volontaria.

E poi gli attori: Anita Ekberg, Anouk Aimée (da Parigi), Yvonne Fourneaux (dagli USA), Magali Noel (da Parigi), Adriano Celentano (che si esibisce nel ballo a Caracalla), Giulio Paradisi e Enzo Doria (i due paparazzi rimasti, oggi regista il primo e produttore il secondo), John Francis Lane (giornalista britannico che fa sé stesso alla conferenza stampa di Anita), il regista Giulio Questi (che impersona un nobile nella scena a Bassano di Sutri), Jacques Sernas, Umberto Orsini e Riccardo Garrone (festaioli nella scena dell'orgia); Valeria Ciangottini (la ragazzina del finale a Passo Oscuro). Tra gli intervistati anche alcuni tra coloro che persero l’occasione di fare il film: parlano da Hollywood anche Dino De Laurentiis e da Londra la veneranda Luise Rainer (99 anni).

In occasione dei 50 anni di “La dolce vita”, continua inoltre a Cinemazero una mostra davvero eccezionale: nel foyer del cinema in piazza Maestri del Lavoro, in orario di apertura delle sale, il pubblico pordenonese può godere delle splendide fotografie di scena scattate sul set de “La dolce vita” da Luigi Praturlon, il grande fotografo di cinema di origini pordenonesi che negli anni ’50 e ’60 collaborò, oltre che con Federico Fellini, con quasi tutti i più importanti registi italiani e con diversi americani e inglesi.

Le stampe degli splendidi scatti sul set di “La dolce vita” (attraverso i quali Praturlon si guadagnò fama planetaria), compreso quello, celeberrimo, che immortala la scena del bagno nella fontana di Trevi, diventato un’immagine-simbolo del cinema italiano in tutto il mondo, sono stati donati a Cinemazero dallo stesso Praturlon nel 1990, quando Cinemazero decise di omaggiare la sua arte in occasione del trentesimo anniversario del film.

OraGianfranco Mingozzi dunque, a 20 anni di distanza dalla donazione e a 50 anni dall’uscita del film, la magia de La dolce vita ritorna a Pordenone grazie alle spledide fotografie di Praturlon, il cui nonno, Antonio, era partito dalla città sul Noncello nella seconda metà dell'800 per fare il dirigente della Cucirini Cantoni Coats (CCC) in Lombardia.

Info: www.cinemazero.it

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