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Notizie > Incontri > 16 Aprile 2010

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Presentato il volume in triestino "Abecè per resentar el talian int'el Rosandra" di Edda Vidiz

Abecè per resentar el talian int'el Rosandra - copertina

Trieste (TS) - E’ stato presentato oggi, venerdì 16 aprile, nella Sala Sala Azzurra del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, il volume in dialetto triestino "Abecè per resentar el talian int'el Rosandra (Abc per sciacquare l'italiano nel Rosandra)" di Edda Vidiz, piccola antologia di cultura popolare triestina corredata da un dizionario dall'italiano al triestino ricco di locuzioni e proverbi, trentadue schede su campi semantici particolari, poesie, racconti e ricette. Il tutto accompagnato da numerose foto di cittadini della fine Ottocento.

Con questo Abecè per resentar el talian int'el Rosandra (Ed. Luglio, 320 pagg.), Edda Vidiz ha voluto umoristicamente parafrasare il detto "sciacquare i panni in Arno", con il quale il Manzoni si riferiva alla necessità di adeguare il testo dei promessi sposi allo standard nazionale, in quel tempo identificato nel Fiorentino. Ma non è la pretesa di elevare il Triestino a lingua nazionale ad aver spinto l'autrice a scrivere questo vocabolario di rapida consultazione, bensì quello di dare ‐ soprattutto ai giovani che poco o nulla sanno del nostro dialetto, ma anche a quanti si dilettano ad usare il vernacolo nei loro scritti ‐ un facile strumento di apprendimento o di confronto fra lingua e dialetto.

Questo libro, o meglio – come suggerisce il titolo stesso – abbecedario si propone inoltre di colmare il vuoto lasciato dai rari e ormai introvabili dizionari "italiano ‐ triestino" introducendo una novità: negli studi lessicografici ‐ dove il dialetto triestino vanta una lunga tradizione ‐ raramente si è intrapreso infatti il percorso inverso, ovverosia dalla lingua al dialetto, percorso che invece l’autrice ha voluto introdurre nel proprio lavoro.

Per meglio inquadrare l'uso dell'espressione dialettale, Edda Vidiz ha scelto di corredare l'elenco dei lemmi con una buona dose di locuzioni e di proverbi, numerose schede su campi semantici particolari (storia, gastronomia, mestieri...) ed altri inserti quali grammatica, ricette, racconti, poesie e interessanti foto di cittadini della Trieste imperiale: insomma, una piccola, ma ricca, antologia di cultura popolare triestina presentata in dialetto e contraddistinta dal garbo adoperato dall'autrice in tutte le sue opere.

Il volume è stato realizzato grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e con il patrocinio del Comune di Trieste

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