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Cultura > Arte > 31 Agosto 2006

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Giovanna Ludovico - Reale-Irreale a Palazzo Costanzi

Giovanna Ludovico - Reale-Irreale

Trieste (TS) - Giovedì 31 agosto 2006 alle ore 18.30, a Trieste presso la Sala dell’ex Albo Pretorio di Piazza Piccola,3, verrà inaugurata la rassegna personale della pittrice goriziana Giovanna Ludovico intitolata Reale-Irreale. L’esposizione, che propone una ventina di opere recenti dipinte a olio su tavola, è realizzata in coorganizzazione con il Comune di Trieste – Assessorato alla Cultura e sarà introdotta dall’architetto Marianna Accerboni, che ne è la curatrice. La mostra rimarrà visitabile fino al 18 settembre con orario 10.00-13.00/17.00-20.00.

La prima volta che conobbi Giovanna Ludovico - scrive Accerboni - fu nella sua bella casa d’inizio secolo, situata nel centro storico di Gorizia. E mi parve di entrare in un sogno. Nella luce ormai serotina e nel silenzio erano disposti i suoi quadri, appoggiati su mobili antichi e tessuti chiari. Il silenzio avvolgeva le cose e scivolavo in un’atmosfera che, dal reale, mi suggeriva di accedere in un’altra dimensione cromatica e formale. Il segno di Giovanna Ludovico appariva ammantato di colori sempre vitali, ma accostati e amalgamati attraverso la densa impassibilità del sogno e declinati istintivamente con il fine implicito di svelarne l’essenza.

Con delicatezza e intensità l’autrice, pittrice colta e autodidatta – continua il critico - educata all’intuizione profonda grazie anche agli studi di psicologia, ci propone in questi suoi ultimi accurati lavori la propria visione del mondo, decrittandone con misura la poesia nascosta, in una pittura d’atmosfera, che allude con apparente semplicità a luoghi storici come il Castello di Miramar, le antiche mura di un maniero, il miraggio neoclassico di villa Attems che non c’è più , le rovine archeologiche di Aquileia… E dalle architetture, come linfa sottile, si schiude ai nostri occhi il profumo del tempo, descritto con sicurezza e immediatezza dalla Ludovico, la quale sa intarsiare le sue opere, con il gesto e il colore, di una valenza onirica e surreale, che diventa anche giocosa, quando approccia il mondo femminile, gli intrecci di complice reciprocità e la bellezza della danza del corpo. O quella della natura, rigogliosa e gentile, che la pittrice descrive nei grandi mazzi di fiori sbocciati, nelle trasparenze dei vetri e negli alberi dalla lunga chioma festosa, che chissà quanti pensieri nascondono…Poi, improvvisa, Venezia, nella bellezza della notte, chiude una mostra in cui, danzando tra Chagall e De Pisis, la pittura tralascia il tangibile per raggiungere l’essenza, prediligendo la raffinatezza del pensiero onirico alla parvenza del reale.

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