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Cultura > Teatro > 07 Febbraio 2010

Al Verdi di Gorizia, dal 16 febbraio, c'è "L'Oro di Napoli", tratto dai racconti di Giuseppe Marotta

Gianfelice Imparato, Luisa Ranieri

Gorizia (GO) - Martedì 16 febbraio, alle ore 20.45, al Teatro "G. Verdi" di Gorizia, va in scena "L'Oro di Napoli", spettacolo tratto dai racconti di Giuseppe Marotta, nell'adattamento teatrale di Armando Pugliese e Gianfelice Imparato. Regia di Armando Pugliese.
La messinscena è prodotta da La Pirandelliana, in coproduzione con Diana Or.i.s. Protagonisti della pièce Gianfelice Imparato, Luisa Ranieri e Valerio Santoro. Musiche di scena di Nicola Piovani, scene di Andrea Taddei e costumi di Silvia Polidori.

“Una dichiarazione d’amore per Napoli, città splendida e miserabile, amorosa e spietata, e per i suoi abitanti, disperati, poveri, ricchi di fantasia, magnifici, capaci di inventarsi la vita giorno per giorno. In questi racconti la Napoli di un tempo rivive senza pietismo o retorica, ma con commossa, asciutta, a volte divertita partecipazione”. Così nel risvolto di copertina del libro.

“Film in sei episodi, tratti dall’omonimo libro di Giuseppe Marotta, “Trent’anni, diconsi trenta”, “Gente nel vicolo” e “La gente di Napoli”, “I giocatori”, “Personaggi in busta chiusa”, “Don Ersilio Miccio vendeva saggezza”. Difficile fare una graduatoria in un film di insolita omogeneità, tematica e stilistica, se non basandosi sui gusti personali. Di Marotta si accentua la vena umoristica più che quella malinconica, l’allegria più che la tristezza. L’Oro di Napoli è la pazienza, “la possibilità di rialzarsi dopo ogni caduta; una remota, ereditaria, intelligente, superiore pazienza”.

L’edizione teatrale de “L’Oro di Napoli” intende partire da quella miriade di personaggi e di situazioni, dalle loro storie, dolenti o comiche, tragiche o paradossali raccolte in un unico di quei palazzoni di cui pullula il centro storico di Napoli. E, come a strati, progressivamente ne scopriamo gli interni, e negli interni gli episodi, e negli episodi i personaggi che, a prescindere dagli stessi singoli episodi, interloquiscono tra loro nell’androne, tra le scale, nella strada, sui pianerottoli del palazzo-microcosmo, dando vita a quella coralità dolente e magica di una Napoli anche furbesca ed ingannatrice, ma non imbastardita da unL’Oro di Napoli - locandina degrado che sembra inarrestabile.

Non sarà una pedissequa riproposta del film di De Sica ma una ricomposizione totalmente nuova dei suoi racconti, di cui alcuni sfruttati anche dal film ma altri completamente inediti da un punto di vista spettacolare e tratti direttamente dagli scritti di Giuseppe Marotta.

INFO: www1.comune.gorizia.it/teatrogv

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