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Notizie > Attualità > 20 Ottobre 2009

Barcolana e dintorni: passeggiando sulle rive fra stand, chioschi, banchetti e gazebo

di Claudio Bisiani

Barcolana Village

Trieste (TS) - Il cielo imbronciato minaccia pioggia, ma la serata è ancora meravigliosamente mite e gradevole in quest’inizio d’ottobre camuffato da settembre. L’aria della Barcolana si respira per le strade. In Cittavecchia e nelle viuzze attorno al palazzo comunale, i tavolini all’aperto dei locali brulicano di gente – soprattutto di giovani e giovanissimi - che passeggiano (purtroppo) con l’immancabile bicchiere in mano. Improvvisati bar all’aperto, anche davanti a pattuglie delle forze dell’ordine, espongono in bella vista i loro prodotti di punta: bottiglie variopinte di superalcolici, quasi a infischiarsene delle campagne istituzionali anti-alcol e dei temuti test del palloncino per chi deve guidare.

Attraversare piazza Unità, incoronata dai suoi splendidi palazzi illuminati, dà comunque sempre un’emozione particolare, al di là della massiccia struttura che fa da palcoscenico all’esibizione di alcuni gruppi di musica pop. Al Barcolana Village, sulle rive, si accede da un’imponente arcata tubolare, su cui campeggia a lettere cubitali la griffe di un noto gruppo assicurativo cittadino. La moderna forca caudina ci fa quasi da monito - «…lasciate ogni speranza, voi ch’entrate» - a ricordare chi fa muovere il carrozzone e chi invece può farsi solo un giro di giostra. Perché la Barcolana è più di una semplice regata velica: è un momento d’incontro, senza dubbio, ma soprattutto un’occasione da sfruttare come ritorno d’immagine e investimento pubblicitario. Insomma: business is business.

I bianchi gazebo inondati di luci multicolori si rincorrono dall’Aquario fino a Ponterosso, come un lungo serpente addormentato. Si trova davvero di tutto: chioschi di abbigliamento e attrezzatura tecnica da mare, banchetti informativi di associazioni culturali, ludiche e sportive, stand di Casinò, che ammaliano i passanti con signorine piacenti che invitano a giocare, di fianco a grandi stand di banche e assicurazioni - le più illuminate e sfarzose - che “regalano” gadget e depliant accanto ai più piccoli e assai meno frequentati gazebo dei gruppi di volontariato. E non mancano, ovviamente, i tendoni adibiti alla ristorazione, presi d’assalto da frotte di gente che pare non tocchi cibo da settimane.

La passeggiata nel “villaggio”, in mezzo al fiume umano che lo anima, intontisce e fa girare la testa, tanto che, dopo aver ammirato le imponenti imbarcazioni ormeggiate sulle rive, si torna in piazza Unità ad ascoltare un po’ di musica. Sul palco si sta esibendo un gruppo inglese, The Veils, interpreti di un brit-pop anni Ottanta, fra l’arrabbiato e il malinconico, a tratti decisamente intrigante. La piazza è anch’essa un via vai di gente: famiglie con bambini, uomini e donne a passeggio col cane, gruppetti di giovani e adolescenti che sfilano come in passerella, alcuni sorreggendo un amico visibilmente alticcio. Una piccola folla si è radunata sotto il palco, mentre altri hanno preferito mantenere una certa distanza per preservare i loro timpani dai watt sparati dalle casse. In mezzo alla piazza c’è una giovane coppia. Lui è su una sedia a rotelle, mentBarcolanare lei, dopo essergli stata un po’ accanto, gli si accoccola sulle gambe abbracciandolo. Intorno si crea un improvviso vuoto, quasi un’isola deserta nel frenetico andirivieni, in cui sembrano esserci solo loro due in quel tenero abbraccio. La musica è dolce, la scena è dolcissima. Iniziano a cadere le prime gocce di pioggia. Immagini di vita. Momenti di Barcolana.

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