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Cultura > Film > 28 Agosto 2009

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Sandra Bullock e Ryan Reynolds protagonisti di “Ricatto d’amore”, ultimo film di Anne Fletcher

di Claudio Bisiani

“Ricatto d’amore” di Anne Fletcher

Trieste (TS) - Divertente, burrascosa e romantica al punto giusto. La storia fra Margaret Tate (Sandra Bullock), insopportabile caporedattrice di un’importante casa editrice, e il suo malcapitato assistente personale, Andrew Paxton (Ryan Reynolds), mette in gioco ben più del semplice rapporto professionale fra una donna in carriera e un giovane ambizioso, costantemente maltrattato dalla prepotenza di lei.

Nel film “Ricatto d’amore” di Anne Fletcher, si puntano i riflettori anche su altre problematiche, molto più sottili e di stringente attualità, come l’immigrazione clandestina e i matrimoni di convenienza, ma si assiste nello stesso tempo al curioso ribaltamento delle tradizionali dinamiche di potere fra i due sessi sul posto di lavoro.

La variabilità d’umore dell’intrattabile Margaret raggiungerà il picco da crisi isterica quando, dopo la visita di alcuni ufficiali dell’immigrazione, la dispotica manager rischierà di venire espulsa dagli Stati Uniti e ricacciata in Canada, suo Paese d’origine. Messa ormai con le spalle al muro, la “subdola calcolatrice” ricorrerà all’ennesimo ricatto nei confronti del suo sottomesso assistente, che dovrà accettare di sposarla per coronare il sogno professionale di diventare redattore.

Un ricatto d’amore in piena regola, dunque, per garantire a lei il lavoro e la cittadinanza, e a lui la promozione. Ma i ricatti, come si sa, hanno sempre un doppio taglio, tanto che i due protagonisti, fidanzatini novelli, saranno costretti ad un lungo viaggio in Alaska, dove abitano gli stravaganti parenti di Andrew, per sposarsi e rendere più credibile la loro unione agli occhi dei segugi dell’Ufficio immigrazione.

Il piano di Margaret ed Andrew pare avere successo, nonostante le bizzarre abitudini della famiglia di lui, la tempestosa convivenza tra i due e qualche imprevista emozione che inizia lentamente a farsi largo nei loro cuori…

Film prodotto, oltre che interpretato, da Sandra Bullock, “Ricatto d’amore” si colloca nel solco delle più classiche commedie hollywoodiane, ricalcando quel filone comico-romantico di ormai scontato successo. Buoni lo sviluppo della storia, scorrevole e senza cali di ritmo, e la recitazione di tutto il cast, con nota di merito per Ryan Reynolds per le sue notevoli qualità mimico-espressive, quasi una rarità di questi tempi sul grande schermo.

Al di là di alcuni temi scottanti di carattere generale, come già accennato (immigrazione, prepotenze sul lavoro), al centro della scena c’è soprattutto la vita privata dell’altezzosa protagonista, stretta all’angolo da alcuni martellanti interrogativi: è consigliabile innamorarsi di un proprio dipendente? Quali rischi comporta iniziare una relazione con un uomo molto più giovane? E’ giusto sacrificare la propria vita sentimentale per una carriera di successo?

Domande a cui Margaret risponderà togliendosi una dopo l’altra le maschere dell’arroganza e della prepotenza, facendo emergere il lato positivo, più dolce e spontaneo, del suo carattere. Il carattere di una donna terribilmente sola, che dall’età di 16 anni non ricordava più cosa volesse dire avere una famiglia e qualcuno che tenesse veramente a lei. Una donna, in fondo fragile, piena di dubbi e insicurezze, che aveva congelato il suo cuore e nascondeva dietro il paravento della superbia una grande paura di amare.

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