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Cultura > Arte > 02 Agosto 2009

Grande successo di pubblico per la 44ª Mostra del Paesaggio

Maurizio Zanei intervistato da Marianna Accerboni

Trieste (TS) - Bilancio molto positivo per la 44° Mostra del Paesaggio organizzata dalla Società Artistico Letteraria e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste nella prestigiosa Sala Veruda di Palazzo Costanzi e in Sala Fittke, visitate da più di 3.400 persone e conclusesi domenica 2 agosto.

Largo consenso di pubblico per gli artisti presenti, selezionati da Marianna Accerboni, Sergio Brossi, Antonio Denich, Adriano Dugulin ed Enrico Fraulini, e per i 3 significativi eventi collaterali realizzati con il generoso contributo di Banca di Cividale e La Giuliana Cornici: protagonisti di quest’ultimi sono stati l’importante collezionista Maurizio Zanei, proprietario della raccolta di opere di Zoran Music più completa al mondo, il raffinato poeta veneziano Gino Pastega accompagnato dalle note ricercate di Stefano Casaccia e Manuel Tomadin e il grande giornalista Piero Dorfles con l’originale performance di luce di Accerboni. Inoltre nel corso della manifestazione la famiglia del pittore Carlo Giorgio Titz ha consegnato una medaglia all’artista Sergio Altieri.

A Palazzo Costanzi è esposta una cinquantina di opere, tra oli, acrilici, fotografie, tecniche miste, incisioni e video art, che testimoniano molteplici aspetti del linguaggio artistico contemporaneo. Va sottolineato che quest’anno la rassegna propone una svolta: accanto agli artisti triestini e regionali di rilievo, compaiono anche un’opera di grandi dimensioni del famoso architetto, designer e pittore partenopeo Riccardo Dalisi e di alcuni protagonisti di portata nazionale, quali Giuseppe Zigaina, che interviene con una magnifica acquaforte-pezzo unico senza tiratura, e Giorgio Celiberti, che espone un importante affresco.

Li affiancano due giovani artisti veneziani: Tobia Ravà, che trova nella numerologia, nel simbolismo e nella traccia alchemica il motivo ispiratore e del divenire della sua ultimo erede della dinastia dei Tito. A questi si affiancano numerosi protagonisti della pittura come Livio Rosignano, Sergio Altieri, Bruno Ponte, Alice Psacaropulo, Claudia Raza, Stefano Pesaresi, Luisia Comelli Lalovich, Fulvio Sisto e l’illustratore francese Vincent Brunot, che interpretano il paesaggio secondo il linguaggio postimpressionista ed espressionista, accanto all’iperrealista Giovanni Duiz.

La maggior parte degli autori nel paesaggio insegue però l’utopia del sogno fantastico: in chiave surreale come Elettra Metallinò, Piero Toresella, Aldo Bressanutti, Ivan Bidoli, Olivia Siauss, Ferruccio Bernini, Diego Iaconfcic, Nicola Tommasi, Dante Pisani, Boris Zulian o in chiave neoromantica come Roberto Tigelli, Franco Chersicola (seguito dagli ottimi discepoli Fulvio Bonazza, Egle Ciacchi, Sergio Gerzel, Gabriella Giurovich, Roberto Micol e Walter Starz), Nora Carella, Bruna Frausin Bertotti, Fernanda Goina Gordini, Sandra Zeugna, Desiderio Svara, Giulia Noliani Pacor.

In mostra una piccola sezione è dedicata alla raffinata sperimentazione del Gruppo & (Enzo Mari, Mario Bessarione, Adriano Stok) e un’altra alla fotografia, in cui il paesaggio viene interpretato in chiave concettuale e visionaria da Fabiola Faidiga, con inclinazione surreale e fantastica da Alice Zen e mediante essenziali contaminazioni pittoriche da Raffaella Busdon. A tale sezione può essere idealmente accostato il video divertente e originale del giovane Massimo Premuda. Alla Nuova Figurazione guarda l’opera di Lucia Ghirardi, all’astrazione sono orientati i lavori di Femi Vilardo, dell’architetto Ruggero de Calò, di Giuseppe Zoppi, Daniela Rumini, Edi Zerjal, Paola Maria Fonda, di forte valenza materica appare l’opera di Ruggero Melan, attivo a Bruxelles.

Nell’ambito della Mostra del Paesaggio alla Sala Fittke è allestita la rassegna Diverse prospettive con opere di Nadia Bencic, Diana Bosnjak, Giorgio Cattonar, Lucia Lalovich-Toscano, Lilli Lupieri, Diana Mitri Gnesda, Medie Mulin Dwa, Itala Patti Pini, Maria Potenzieri Reale, Luisa Rustja, Liliana Spirito, Anna Maria Zecchinato, DusePiero Dorfles e Marianna Accerbonidda Oriolo, che oscillano dal pointillisme, all’espressionismo figurativo, al taglio neoromantico, all’inclinazione fauve e confermano l’antica e grande attitudine e attenzione della città all’arte: una tradizione che risale al periodo tra fine ‘800 e primi ‘900, quando gli artisti triestini si formavano alle Accademie di Monaco e di Vienna, all’avanguardia in Europa.

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