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Cultura > Film > 24 Luglio 2009

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"MittelImmagini": si chiude il tributo a Volker Koepp. Omaggio speciale al belga Patric Jean

Volker Koepp

Cividale del Friuli (UD) - Mentre si avvia a conclusione l’omaggio tributato dalla rassegna MittelImmagini al maestro documentarista, Volker Koepp, di cui sabato 25 luglio viene proiettata l’ultima pellicola della “serie di Wittstock”, "Neues in Wittstock" (Novità da Wittstock) che ritorna ad indagare la vita delle operaie dopo la caduta del muro (ore 21.30, Foro Giulio Cesare), si tributa l’omaggio speciale anche al belga Patric Jean, uno dei più promettenti giovani registi europei del cosiddetto ‘cinema del reale’.

Dopo la messa in onda, venerdì 24 luglio, di "Les enfants du Borinage, Lettre a Henry Storck" (I bambini del Borinage, lettera a Henri Storck), sul muro della povertà, che impedisce ai giovani e agli immigrati di trovare lavoro e di inserirsi nella società, il pubblico potrà per la prima volta seguire con i sottotitoli in italiano le due pellicole che, domenica 26 luglio, a partire dalle 21.30, suggellano la rassegna dedicata al tema dei Muri.

Poveri e immigrati, contro cui abitualmente si sollevano muri di diffidenza, sono i protagonisti de "La Raion Du Plus Fort" (La ragione del più forte) che ritrae gli indigenti e i giovani stranieri nella loro umanità: pellicola del 2003, il film descrive una società che, anziché lottare per diminuire la povertà, lotta per emarginare i poveri. Jean scava nelle paure del collettivo per dimostrare come, ancora oggi, le categorie deboli della società vengono additate a capro espiatorio, fonte e causa di terrore e ingiustizie sociali. Per una volta, la pellicola mostra il volto dei sommersi, nella loro vita di tutti i giorni: in carcere, su un muretto, in un agglomerato di palazzoni.

A seguire "D’un Mur l’Autre – De Berlin a Ceuta" (Da un muro all’altro – Da Berlino a Ceuta), itinerario che parte dal muro di Berlino all’enclave di Ceuta in terra africana che gli spettatori potranno vedere per la prima volta con sottotitoli in italiano. E’ un road movie che attraversa l’Europa, oltrepassa quattro frontiere ma ha un unico centro dove prende vita e forma la società del melting pot, ricca nelle sue diversità sebbene le tradizioni vengano rinnegato o comunque soffocate nel non-detto. Uno sguardo, quello del regista belga, che si pone fuori dal coro, con un approccio ottimista e speranzoso in un futuro senza più barriere.

Si conclude così la rassegna di cinema documentario, curato dal direttore artistico Stefano Missio, nata dalla collaborazione fra associazione Mittelfest, Società Operaja di Mutuo Soccorso ed IstMittelfest 2009 - logoruzione, Associazione Navel e Centro Studi Nediza, quest’anno si arricchisce del contributo di nuove istituzioni: Università degli Studi di Udine – Dams Cinema e Centro Polifunzionale di Gorizia, Alpe Adria Cinema – Trieste Film Festival, associazione Il Documentario, Istituto d’arte Sello (Udine), oltre al sostegno della Comunità Montana del Torre, Natisone, Collio.

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