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Notizie > Incontri > 23 Luglio 2009

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Marco Maria Tosolini si racconta a Mittelfest: “La musica? Educativa e salvifica”

Mittelfest - logo

Cividale del Friuli (UD) - Genesi, durata ed epilogo della trilogia Musiche dall’Inferno sono stati i temi portanti del faccia a faccia con l’ideatore del recital in tre tappe: Marco Maria Tosolini, protagonista degli incontri con gli artisti del Festival, intervistato dal direttore artistico Claudio Mansutti.
“I miei recital vogliono porsi come incontri drammatizzanti”, ha spiegato giovedì 23 luglio, al caffè San Marco, il padre della Trilogia che ha aggiunto: “Le conversazioni diventano a tutti gli effetti spettacolo”. Il titolo che dà il nome ai tre eventi trova una naturale spiegazione: “Per me è stato come una sporgenza improvvisa, quasi naturale”.

Dopo la prima tappa al castello Canussio incentrata sull’Orchestra delle ragazze di Auschwitz, Tosolini ha anticipato la seconda tappa che si tiene venerdì 24 luglio sul tema ‘Musica delle costole’ che prende in esame l’oppressione e la persecuzione messe in atto dal regime sovietico ai danni di artisti ed esegeti dell’arte. “Questa Trilogia – ha puntualizzato Tosolini – indaga il rapporto che intercorre fra musica e totalitarismi, tutti i totalitarismi, quello nazista e quello sovietico”.

Per l’autore di "Musiche dall’Inferno", il ruolo provvidenziale che ricopre la musica è indicato con due aggettivi: “E’ educativa e salvifica”. Ecco la missione storica dell’arte musicale, declinata secondo il suo pensiero. Non poteva esserci location più adatta al recital del castello Canussio dove “essenzialità, austerità e tetraggine si fondono assieme”.

Un lavoro documentale e al tempo stesso creativo, con elaborazioni sonore che trasfigurano il tradizionale accompagnamento del canto.
Tosolini ha confessato la sua difficoltà nel riuscire a mantenere la distanza del logos verso quanto stava producendo. “Impossibile non sentirsi coinvolti”, ha sostenuto. Il rapporto empatico, del resto, è il segreto del successo con il prodotto artistico. La forza evocativa è resa possibile dal binomio fra musica e suono, arricchite dalle videoimmagini realizzate da Antonio Della Marina, dalle liriche di Paolo Antonio Simioni e dei canti di Sonia Dorigo.

La tappa finale si terrà domenica 26 luglio, sempre alle 18, con il soggetto LiberArti FuturIsmi AntiDeologici che affronta una delle rarissime eccezioni nei confronti di un artista ebreo avvenuta sotto il regime fascista, in Italia: nel 1942 va in scena al Teatro dell’Opera di Roma, con sovvenzioni statali, l’opera Wzzeck dell’ebreo Alban Berg, in spregio alle leggi razziali del ’38.

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