Oggi Notizie Cultura
Cerca in
Cerca in

oggi in friuli venezia giulia

in evidenza

Il Rinascimento di Pordenone Con Giorgione, Tiziano, Lotto, Jacopo Bassano e Tintoretto
Pordenone
Dal 25/10/19
al 02/02/20
Mostra Pordenone
PICCOLO TEATRO CITTÀ DI SACILE E UTE DI SACILE E ALTOLIVENZA INSIEME PER L’EVENTO “LEONARDO&FRIENDS"
Palazzo Ragazzoni - Villa Frova
Sacile - Caneva
Dal 17/11/19
al 30/11/19
Leonardo
Concerti Aperitivo: 17 novembre 2019, Gorizia, Trio flauto, viola e violoncello
Palazzo De Grazia
Gorizia
Il 17/12/19
Tommaso Bisiak

enogastronomia

Enogastronomia Le tipiche Osmize triestine
varie sedi
provincia di Trieste (TS)
Dal 01/01/18
al 31/12/20
Sabato on Wine Sabato on Wine
varie sedi
Gorizia - Pordenone - Udine (--)
Dal 01/01/19
al 31/12/19
Laguna in Tecja Laguna in tecja 2019
Grado (GO)
Dal 26/10/19
al 15/12/19

Notizie > Incontri > 21 Luglio 2009

Bookmark and Share

“Mostra del Paesaggio”: giovedì 23 luglio Piero Dorfles parla del fascino della comunicazione

Piero Dorfles

Trieste (TS) - In occasione della 44ª Mostra del Paesaggio organizzata nella prestigiosa Sala Veruda di Palazzo Costanzi e alla Sala Fittke dalla Società Artistico Letteraria e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste, che sta riscuotendo largo consenso di pubblico con una media di più di cento presenze al giorno e un totale finora di 2.000 visitatori, avrà luogo a Palazzo Costanzi giovedì 23 luglio alle ore 21.00 l’ultimo dei tre eventi collaterali che connotano la rassegna: un appuntamento d’eccezione intitolato “Piero Dorfles, il fascino della comunicazione”, che ospiterà il grande giornalista e critico letterario di origine triestina.

L’incontro, ideato e curato dall’architetto Marianna Accerboni, è realizzato grazie al generoso contributo della Banca di Cividale e di La Giuliana Cornici e sarà sottolineato da una performance di luce sulla facciata del palazzo progettato dalla curatrice. Nel corso della serata Dorfles, che lavora nelle comunicazioni di massa da 40 anni ed è caporedattore, col ruolo di inviato speciale, del Tg1, affronterà il tema del paesaggio culturale nell’Italia di oggi e i molteplici aspetti della comunicazione nel mondo contemporaneo.

Piero Dorfles, giornalista professionista, è autore e conduttore di numerosi programmi radiofonici e televisivi, come “Per voi giovani” (Radiouno), “Cronaca e Prima Pagina” (Raidue), “Zeri domenicali” (Radiodue), “La missione del ghiotto” (Rai Edu), “Gr1 Cultura” (Gr1), “Il baco del millennio” (Radiouno), “La banda” (Raitre).
Impegnato anche nei settori di ricerca della Rai, vi ha curato numerose ricerche sulla comunicazione e ha rappresentato la Rai e l’Italia in molti convegni e congressi internazionali. Ha tenuto corsi e seminari nelle più importanti università italiane e straniere.
Ha pubblicato numerose ricerche e saggi sulla comunicazione, tra i quali l’Atlante della comunicazione (Rai-Eri, 1988, ’89, ‘90, ’91, ’92, ’93), “Guardando all’Italia” (Rai-Eri, 1989), “Storia dell’audience” (In Televisione, Garzanti, 1996), “Carosello” (il Mulino, 1998). Da dieci anni conduce, assieme a Neri Marcoré, “Un pugno di libri”, su Raitre.

A Palazzo Costanzi è esposta una cinquantina di opere, tra oli, acrilici, fotografie, tecniche miste, incisioni e video art, che sono state selezionate tra un centinaio di lavori da una giuria composta da Marianna Accerboni, Sergio Brossi, Antonio Denich, Adriano Dugulin ed Enrico Fraulini e testimoniano molteplici aspetti del linguaggio artistico contemporaneo.

Va sottolineato che quest’anno la rassegna propone una svolta: accanto agli artisti triestini e regionali di rilievo, compaiono anche un’opera di grandi dimensioni del famoso architetto, designer e pittore partenopeo Riccardo Dalisi e di alcuni protagonisti di portata nazionale, quali Giuseppe Zigaina, che interviene con una magnifica acquaforte-pezzo unico senza tiratura, e Giorgio Celiberti, che espone un importante affresco. Li affiancano due giovani artisti veneziani: Tobia Ravà, che trova nella numerologia, nel simbolismo e nella traccia alchemica il motivo ispiratore e del divenire della sua sapiente, ultimo erede della dinastia dei Tito. A questi si affiancano numerosi protagonisti della pittura come Livio Rosignano, Sergio Altieri, Bruno Ponte, Alice Psacaropulo, Claudia Raza, Stefano Pesaresi, Luisia Comelli Lalovich, Fulvio Sisto e l’illustratore francese Vincent Brunot, che interpretano il paesaggio secondo il linguaggio postimpressionista ed espressionista, accanto all’iperrealista Giovanni Duiz.

La maggior parte degli autori nel paesaggio insegue però l’utopia del sogno fantastico: in chiave surreale come Elettra Metallinò, Piero Toresella, Aldo Bressanutti, Ivan Bidoli, Olivia Siauss, Ferruccio Bernini, Diego Iaconfcic, Nicola Tommasi, Dante Pisani, Boris Zulian o in chiave neoromantica come Roberto Tigelli, Franco Chersicola (seguito dai suoi ottimi allievi Fulvio Bonazza, Egle Ciacchi, Sergio Gerzel, Gabriella Giurovich, Roberto Micol e Walter Starz), Nora Carella, Bruna Frausin Bertotti, Fernanda Goina Gordini, Sandra Zeugna, Desiderio Svara, Giulia Noliani Pacor. In mostra una piccola sezione è dedicata alla raffinata sperimentazione del Gruppo & (Enzo Mari, Mario Bessarione, Adriano Stok) e un’altra al paesaggio, interpretato dalla fotografia in chiave concettuale e visionaria di Fabiola Faidiga, dalla fotografia d’inclinazione surreale e fantastica di Alice Zen e dalle essenziali contaminazioni pittoriche su fotografia di Raffaella Busdon.

A tale sezione può essere idealmente accostato il video divertente e origionale del giovane Massimo Premuda. Alla Nuova Figurazione guarda l’opera di Lucia Ghirardi, all’astrazione sono orientati i lavori di Femi Vilardo, dell’architetto Ruggero de Calò, di Giuseppe Zoppi, Daniela Rumini, Edi Zerjal, Paola Maria Fonda, di forte valenza materica appare l’opera di Ruggero Melan, attivo a Bruxelles.

Nell’ambito della Mostra del Paesaggio alla Sala Fittke è allestita la rassegna “Diverse prospettive” con opere di Nadia Bencic, Diana Bosnjak, Giorgio Cattonar, Lucia Lalovich-Toscano, Lilli Lupieri, Diana Mitri Gnesda, Medie Mulin Dwa, Itala Patti Pini, Maria Potenzieri Reale, Luisa Rustja, Liliana Spirito, Anna Maria Zecchinato, Dusedda Oriolo, che oscillano dal pointillisme, all’espressionismo figurativo, al taglio neoromantico, all’inclinazione fauve e confermano l’antica e grande attitudine e attenzione della città all’arte: una tradizione che risale al periodo tra fine ‘800 e primi ‘900, quando gli artisti triestini si formavano alle Accademie di Monaco e di Vienna, all’avanguardia in Europa.

La Mostra del Paesaggio rappresenta uno storico e atteso appuntamento per gli artisti e per il pubblico
Alla Sala Fittke espongono. E questa sera dalle ore 21 alle 24 la Mostra del Paesaggio alla Sala Fittke e a Palazzo Costanzi rimarrà aperta in concomitanza con la Serata triestino e della Regione. Le sue origini risalgono infatti alla fine del 1960, quando il professor Marcello Fraulini, fondatore della Società Artistico Letteraria - SAL intuì che la pittura di paesaggio era tutt’altro che morta, ma che in essa si potevano racchiudere significativi aspetti del linguaggio artistico contemporaneo. Così tra il 1960 e il 1961 nella sede triestina dell’USIS si tenne la prima edizione della Mostra del Paesaggio, cui parteciparono i più bei nomi dell’arte locale dell’epoca.

Di sede in sede, dal Circolo Italsider al Bastione Fiorito del Castello di San Giusto, agli spazi al pianoterra del Palazzo del Lloyd della Presidenza della RegPalazzo Costanzi - performance di luce di Marianna Accerboniione, alla Biblioteca Statale di Palazzo Morpurgo, la prestigiosa iniziativa, uno degli appuntamenti espositivi più riusciti e frequentati dell’anno per qualità delle opere e numero degli artisti partecipanti, è infine approdata a Palazzo Costanzi nella sala recentemente dedicata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste al pittore Umberto Veruda.

Leggi le Ultime Notizie >>>