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Notizie > Incontri > 22 Luglio 2009

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Nella Sala Ridotto del Verdi, Toni Capuozzo intervista il giornalista e scrittore Giampaolo Pansa

Giampaolo Pansa

Trieste (TS) - "Siete voi giovani che dovete tirare i sassi nei vetri. Così, quando i vetri si rompono, noi vecchi ci rendiamo conto che era il momento di cambiarli. Per ringraziarti, mio caro spaccavetri, ti darò una borsa di studio." Così, nel maggio 1959, Ferruccio Farri si rivolgeva ad un giovane di ventitré anni, non ancora laureato: quel giovane era Giampaolo Pansa, uno dei più noti giornalisti italiani, classe 1935, firma prestigiosa, nel tempo, della “Stampa”, del “Giorno”, del “Corriere della Sera”, di “Panorama” e soprattutto di “Repubblica”, di cui è stato a lungo vicedirettore, così come dell’ “Espresso”, che ha condiretto per molti anni.

Dall’ottobre 2008 è editorialista del quotidiano “Il riformista”. Intorno ai temi dell’ultima e recentissima pubblicazione di Giampaolo Pansa, il libro “Il Revisionista”, uscito nel maggio 2009 per Rizzoli, ruoterà l’incontro promosso dall’Associazione culturale “Regola d’Arte” in collaborazione con il Comune di Trieste che si svolgerà venerdì 24 luglio, alle 18.30 nella Sala Ridotto del Teatro Verdi di Trieste, Pansa sarà infatti protagonista di una conversazione pubblica condotta dal vicedirettore del TG5 Toni Capuozzo. Un’intervista che si preannuncia avvincente e serrata, a partire dai contenuti che Pansa sviluppa e approfondisce nel suo nuovo saggio: un intenso amarcord sulla sua avventura umana e intellettuale, nata nel segno della nonna, Caterina Zaffiro vedova Pansa, che è stata senza saperlo, con il suo fastidio per comunisti, democristiani e fascisti, un esempio di revisionismo anarchico imposto dalla povertà.

La Resistenza e la guerra civile scorrono così, nelle pagine di Pansa, senza filtri ideologici, riportando alla luce i profili di molti protagonisti della storia italiana degli ultimi cinquant'anni. Sarà Toni Capuozzo, un giornalista che ama indagare nelle pieghe della storia contemporanea e dei grandi eventi che scandiscono l’attualità del nostro tempo, a sollecitare i ricordi di Pansa - i partigiani fucilati, i fascisti ammazzati, le ragazze che ballavano nude ai festini dei tedeschi e poi alle baldorie degli americani – ma anche e soprattutto le sue riflessioni dopo decenni di lavoro nei grandi giornali, di incontri con big politici e direttori famosi, da Giulio De Benedetti a Italo Pietra, da Alberto Ronchey a Piero Ottone, da Eugenio Scalfari a Claudio Rinaldi. E proprio per sottolineare la prestigiosa presenza a Trieste del giornalista e scrittore, il Sindaco Roberto Dipiazza consegnerà a Giampaolo Pansa, in occasione dell’imminente incontro, il Sigillo Trecentesco della Città.

Di Pansa, per anni fra i principali rappresentanti della linea editoriale di Repubblica, sono rimaste celebri alcune sarcastiche definizioni dedicate ai politici italiani, come quella di "Parolaio rosso", all’indirizzo di Fausto Bertinotti, o quella di "Dalemoni", per fotografare la sintonia fra Massimo D'Alema e Silvio Berlusconi ai tempi della Bicamerale. Giampaolo Pansa è autore di saggi di storia contemporanea (La resistenza in Piemonte, 1965; L’esercito di Salò, 1970; Ottobre addio. Viaggio tra i comunisti italiani, 1982, premio Fregene per la saggistica; Il gladio e l’alloro (1991), oltre che di romanzi.

Negli ultimi anni ha pubblicato una serie di saggi dedicata ad episodi oscuri della Resistenza italiana, racGiampaolo Pansacontando le violenze compiute da partigiani comunisti nei confronti di fascisti, partigiani bianchi e talvolta anche cittadini comuni durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale. Tra i suoi saggi sul tema, si ricordano “Il sangue dei vinti”, vincitore del Premio Cimitile 2005, “Sconosciuto 1945”, “La grande bugia”, “I gendarmi della memoria”, “I tre inverni della paura”.

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