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Cultura > Arte > 01 Luglio 2009

Inaugurata a Palazzo Gopcevich “Tu che m’hai preso il cuor”, mostra storica dell'Operetta

Tu che m’hai preso il cuor (locandina mostra)

Trieste (TS) - In occasione del quarantennale del Festival Internazionale dell’Operetta, mercoledì 1° luglio è stata inaugurata a Palazzo Gopcevich, nella sala "Attilio Selva", la mostra storica “Tu che m’hai preso il cuor - L'Operetta da Trieste all'Europa”.

È quindi presente a Palazzo Gopcevich, per tutto il perdurare del 40° Festival Internazionale dell’Operetta di Trieste, la mostra storica dell’Operetta “Tu che m’hai preso il cuor”, realizzata dall’Associazione Internazionale dell’Operetta Friuli Venezia Giulia con la collaborazione del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, e della Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Si tratta di un’esposizione rinnovata dal punto di vista grafico e aggiornata con numerose integrazioni della mostra che a Trieste fu presentata per la prima volta nell’ormai lontano 1994.

Vengono ripercorse, in un itinerario ricco di stimoli visivi, le fortune dell’operetta, sin dalla seconda metà dell’Ottocento. Ne sono protagonisti gli spettacoli andati in scena a Trieste e, nell’ambito di questi, la produzione italiana e mitteleuropea, ma anche quella slovena, ospitata sui palcoscenici della città, ed in particolare le produzioni del Teatro Verdi, che festeggiano il mezzo secolo, e i recenti apporti dell’Associazione Internazionale dell’Operetta.

Avvenimenti di rilievo come la contestata prima de "La Vedova allegra" al Teatro Filodrammatico nel 1907, le presenze di Lehár, Suppé e Kálmán, che si accostano alle esibizioni di artisti di fama europea (Mila Theren e Richard Tauber, Gea della Garisenda e Ines Lidelba, Amalia Soarez ed Emma Vecla) e ad una vivacità anche editoriale: si pensi allo Schmidl che pubblica le prime musiche di Lehár per banda e "Sangue triestin" e ai vari teatri, il Fenice in particolare, che pubblicano i libretti di operette famose.

Trieste diviene subito il luogo deputato dell’operetta e trova nella prestigiosa figura di Mario Nordio l’uomo simbolo del rapporto profondo tra Lehár, la città di Trieste e l’operetta. Egli è il primo geniale traduttore di Lehár in occasione della prima rappresentazione in Italia di "Clo-Clo" nel 1924 e da allora egli diviene, per volontà di Lehár, il traduttore esclusivo delle sue operette.

Vecchie fotografie di artisti e di scena, locandine e programmi, frontespizi illustrati di libretti e spartiti, documenti e autografi, cartoline d’epoca, bozzetti per le scene e i costumi, medaglie – tutte copie di originali conservati al Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, integrati dai prestiti del Teatro “Verdi” e di alcuni collezionisti triestini, tra cui spiccano la collezione di cartoline antiche della famiglia Stern e gli spartiti d’epoca di Andrea Binetti.

La mostra di Palazzo Gopcevich è visitabile fino al 26 luglio, tutti i giorni dalle 9 alle 19.

La rassegna è realizzata in collaborazione tra:
Fondazione Teatro LiricPalazzo Gopcevicho
“Giuseppe Verdi” di Trieste

Associazione Internazionale dell’Operetta-
Friuli Venezia Giulia

Comune di Trieste
Assessorato alla Cultura
Direzione Area Cultura

Civici Musei di Storia e Arte

Civico Museo Teatrale
“Carlo Schmidl”

Info: www.retecivica.trieste.it

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