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Notizie > Attualità > 01 Luglio 2009

Tutti i vincitori del Premio Luchetta 2009. Consegnato a Piero Angela il Premio Speciale

PIERO ANGELA (credit MASSIMO D'ANGELO)

Roma (--) - Con “Un calcio alla fame”, intenso reportage sulle contraddizioni africane nella Sierra Leone – dove si muore di fame, tubercolosi e lebbra, ma dove immensi giacimenti di diamanti hanno scatenato la guerra civile – il giornalista Nico Piro vince nella sezione Tv il Premio Giornalistico Marco Luchetta 2009, istituito dalla "Fondazione Luchetta, Ota, D'Angelo, Hrovatin per i bambini vittime della guerra" e promosso in collaborazione con la Rai, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Trasmesso da “Rai Tg3 – Agenda nel mondo”, il servizio di Nico Piro documenta il quotidiano dei bambini in Sierra Leone, prime vittime della malnutrizione e delle altre piaghe sociali.

Nella sezione quotidiani e periodici vince il Premio Luchetta 2009 Attilio Bolzoni, autore per La Repubblica del servizio “I bambini fantasma di Lampedusa”, un crudo ritratto dei minorenni clandestini sbarcati sulle coste italiane - magrebini, pakistani, palestinesi - e dei loro sogni, tanto semplici quanto, troppo spesso, impossibili: lavorare nei campi, diventare meccanico, vendere sarde con un carrettino e sottrarsi al ricatto della mala, sempre all’erta per accoglierli e sfruttarli.

A Catherine Philp, giornalista di The Times, va il Premio Dario D’Angelo 2009 per la stampa europea: “La scuola è vittima di Mugabe” raccoglie una serie di corrispondenze realizzate nell’arco di cinque mesi, sotto copertura nello Zimbabwe, documentando la campagna di terrore scatenata dal Governo Mugabe, dove i bambini sono state le vittime più numerose e inconsapevoli della lotta per il potere. Richard Mills, il fotografo che accompagnava la giornalista, è stato trovato morto nella camera d’albergo, proprio durante le settimane di lavoro per l’inchiesta.

Nella sezione Alessandro Ota per le migliori immagini televisive vince l’edizione 2009 Gaetano Nicois, che firma le riprese del reportage “Vita a Scampia”, trasmesso da “Rete4 - Password, il mondo in casa”. L’occhio della telecamera di Nicois si muove in una sorta di girone dantesco, dove i volti, le voci e gli occhi raccontano la disperazione di un’umanità relegata ai margini del vivere sociale.

E infine Jerome Delay, per l’agenzia AP, vince il Premio Miran Hrovatin 2009 per la migliore immagine fotografica: il suo scatto ha fissato in una toccante immagine il riposo di una quindicina di bambini orfani del Congo.

Nato nel 2004 per valorizzare “lo stile e il modo di svolgere la professione giornalistica con umanità e discrezione”, nel segno della passione e professionalità che ha caratterizzato il lavoro dei quattro inviati triestini della Rai, Marco Luchetta Alessandro Ota, Dario D’Angelo e Miran Hrovatin, trucidati nel ‘94 a Mostar e a Mogadiscio, il Premio Giornalistico Marco Luchetta ha registrato finora centinaia di corrispondenze a firma di giornalisti italiani ed europei, e annuncia i vincitori dell’edizione 2009 oggi, mercoledì primo luglio, a Roma, nella sede di rappresentanza della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia.

La giuria che ha decretato i finalisti dell’edizione 2009, presieduta dal direttore del TGR Rai Angela Buttiglione, è composta dal direttore di Sky TG24 Emilio Carelli, dai direttori del Piccolo, Paolo Possamai, del Messaggero Veneto Andrea Filippi e del Primorski Dnevnik Dusan Udovic, dal vicedirettore del TG1 Fabrizio Ferragni, dal vicedirettore del TG2 Marcello Masi, dal vicedirettore del TG3 Onofrio Dispenza, dal vicedirettore del TG5 Mediaset Toni Capuozzo, dal corrispondente Rai da Mosca Sergio Canciani, dai giornalisti Francesco Carrassi e Pino Aprile e dall’editorialista Fulvio Molinari.

Anche quest’anno il Premio Luchetta ha voluto omaggiare una delle firme più autorevoli del giornalismo italiano: il Premio Speciale Luchetta 2009, assegnato dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin per i bambini vittime della guerra, va al giornalista Piero Angela, scrittore e divulgatore scientifico, per molti anni corrispondente estero e conduttore del Telegiornale Rai. Nelle scorse edizioni il riconoscimento era stato attribuito agli inviati del Corriere della Sera Ettore Mo (2007) e de La Repubblica Vittorio Zucconi (2008). Piero Angela si identifica ormai perfettamente con il magazine televisivo di cultura scientifica che ha ideato una ventina di anni fa - Quark, oggi Superquark – e che insieme al figlio Alberto continua a curare e condurre (una nuova serie di 13 puntate è partita martedì 16 giugno, per la seconda serata di Raiuno).

I promotori del Premio Luchetta hanno voluto premiarlo «per avere educato generazioni di italiani alla scienza strappandola allo "scienziese", inventando un metodo e un linguaggio divulgativo che hanno fatto la storia della televisione. Con uno stile, un garbo e una semplicità che sanno rendere lievi anche i concetti più difficili». Proprio perché, come spesso sottolinea Piero Angela, «tutto pu&oGaetano Nicoisgrave; essere interessante, a condizione di renderlo interessante».

Mercoledì 1° luglio, alla presenza del presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo e del presidente della Rai Paolo Garimberti, Piero Angela ha ricevuto il Premio Speciale Luchetta 2009 da Enzo Angiolini, presidente della Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin.

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