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Notizie > Incontri > 16 Giugno 2009

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Quando il mondo è in diretta: si parla dell'inviato nel terzo appuntamento di "Antepremio"

Pino Scaccia

Gorizia (GO) - Raccontare realtà estreme, spesso sommerse, e lontane dalla luce delle Tv; affrontare rischi che, in molti casi, se rappresentano una splendida sfida professionale, investono la vita stessa di chi testimonia guerre, conflitti civili, emergenze, situazioni di abuso, dittatura, disagio e povertà: è il giornalismo, bellezza, si potrebbe cinicamente commentare, parafrasando una regola aurea, un tantino stereotipata, del giornalismo d’inchiesta. Ma come ci si accosta effettivamente alla notizia, quando si deve magari lavorare per mesi sotto copertura, a rischio della propria vita? E come si testimonia, fra verità del racconto e il doveroso rispetto per le vittime, l’emergenza di un conflitto, o di una calamità naturale come nel caso del recente terremoto in Abruzzo?

Intorno a questo tema, nella conversazione coordinata da Franco Del Campo, giornalista e docente di “comunicazione politica” all'Università di Trieste, si confronteranno, mercoledì 17 giugno a Gorizia (ore 18, Auditorium della Cultura Friulana), tre importanti protagonisti dell’informazione del nostro tempo: gli inviati Toni Capuozzo, vicedirettore del TG5, dal 2001 curatore e conduttore di Terra!, il settimanale della testata; Pino Scaccia, storico corrispondente della Rai, Premio Luchetta 2004, recentemente impegnato anche dalla “trincea” del sisma in Abruzzo. E Barbara Schiavulli, vincitrice del Premio Luchetta 2007 per le straordinarie corrispondenze proposte dall’Iraq e pubblicate da “L’Espresso”, “Il Messaggero” e “La Stampa”.

“Professione inviato. Quando il mondo è in diretta” è appunto il tema del terzo appuntamento proposto da Antepremio Luchetta 2009, l’anteprima del Premio giornalistico Marco Luchetta dedicata ai linguaggi dell’informazione promossa dalla Fondazione Luchetta, Ota, D'Angelo, Hrovatin per i bambini vittime della guerra, realizzato con il Corecom FVG e Banca Friuladria Crédit Agricole, in collaborazione con il Comune di Gorizia e a cura di Leonardo Servizi e Comunicazione. Antepremio ringrazia inoltre l’Ass. Culturale èStoria e Teknik srl.
Ingresso libero, info sui siti www.premioluchetta.it e www.fondazioneluchetta.org.

Toni Capuozzo, membro della giuria del Premio Luchetta, dopo aver collaborato negli anni ’80 con Reporter, Panorama Mese ed Epoca, è approdato alla tv con inchieste e approfondimenti su un tema spinoso come quello della mafia, di cui si è occupato per Mixer di Giovanni Minoli. Il suo approdo finale è stato la tv nelle testate di Mediaset (TG4, TG5, Studio Aperto e L'istruttoria), per le quali ha lavorato come inviato di guerra. Ha scritto diversi libri, e ha vinto il Premio Ilaria Alpi come inviato di guerra, il Saint Vincent per il servizio dedicato al dramma delle foibe, l’Ernest Hemingway e il premio “Cinque stelle per il giornalismo”.

Pino Scaccia, giornalista professionista dal 1974 da molti anni è inviato speciale del Tg1 Rai ed in tale veste ha seguito molti importanti avvenimenti degli ultimi vent’anni: dalla prima guerra del Golfo al conflitto serbo croato, dalla disgregazione dell’ex Unione Sovietica alla crisi in Afghanistan, fino al difficile dopoguerra in Iraq dove è stato quattro volte e dove ha conosciuto Enzo Baldoni, il freelance sequestrato e ucciso nell'agosto del 2004. Oltre a numerosi reportage in tutto il mondo (è stato il primo giornalista occidentale ad entrare nella centrale di Chernobyl dopo il disastro ed a scoprire per primo i resti di Che Guevara in Bolivia), si è occupato spesso di cronaca con particolare riferimento a mafia, terrorismo e sequestri di persona oltre a terremoti e disastri naturali (le ultime esperienze nel Pakistan e in Iran per il terremoto e nello Sri Lanka per lo tsunami). Il 6 aprile scorso si è recato a L'Aquila, registrando dei servizi speciali per il Tg1, dedicato al più lungo terremoto che ha colpito la regione Abruzzo.

Barbara Schiavulli, giornalista di guerra, Premio Luchetta 2007, per tre mesi in terra irachena si è finta sordomuta per non essere riconosciuta come straniera, raccontando così dal vivo la guerra vissuta dalla parte della popolazione civile, gli scontri delle decine di milizie armate, la voglia di normalità e di pace di uomini e donne cui spesso è tolta anche la speranza. scrive per i quotidiani La Stampa, Il Messaggero, L’Eco di Bergamo, per il settimanale L’Espresso e il mensile Elle. Collabora con Radio24, Radio Rai, Area, Roma città Futura, la radio e la tv svizzera italiana, e ancora con Rai News24 e Skytg24. Ha cominciato a scrivere per il Gazzettino di Venezia nel 1997, trasferendosi a Gerusalemme per tre anni per seguire il conflitto israelo-palestinese, per poi proseguire a raccontare il KashBarbara Schiavullimir, l’Afghanistan, il colpo di stato ad Haiti e l’Iraq, il paese in cui ha trascorso a maggior parte degli ultimi anni, andando avanti e indietro, trovandosi spesso ad essere l’unica giornalista italiana presente a Baghdad. Interessata alle persone più che agli eventi, cerca di combinare la cronaca dei fatti con storie sociali, legate alla negazione dei diritti umani.

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